AGM 2015 – Linda Manzer, Queen Of Luthiers

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(di Dario Fornara) – Linda Manzer è probabilmente una tra i liutai più famosi al mondo, e non si tratta certamente di stilare classifiche, molto più semplicemente prendere atto che alcuni dei suoi clienti siano ‘per caso’ Pat Metheny, Carlos Santana, Bruce Cockburn e una lunga serie di chitarristi straordinari che hanno scelto di affidarsi alla sua maestria. La location del nostro incontro è l’ AGIM di Sarzana, dove da qualche anno è possibile incontrarla e provare alcuni dei suoi meravigliosi strumenti; Linda Manzer è una persona straordinariamente umile e gentile e io sono in sincero imbarazzo di fronte all’importanza del personaggio e alla sua disponibilità… la mia intervista alla ‘Regina dei Liutai’ sta per partire!

maxresdefaultCiao Linda, prima di tutto grazie per la tua disponibilità, è un vero onore per me condividere con i lettori di Chitarra Acustica questa chiacchierata con te, sei veramente gentilissima! Vorrei iniziare chiedendoti di raccontarci qualcosa di questa tua esperienza all’Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana, ormai sei un’ospite fisso di questa manifestazione…
Sono estremamente felice di partecipare a questa manifestazione, è tutto molto piacevole e divertente, la gente è davvero speciale. Venendo da un paese così giovane come il Canada è abbastanza sorprendente per me assistere a un tale spettacolo in un posto così ricco di storia. C’è così tanta vita qui, l’Italia è uno dei miei posti preferiti del pianeta.
E poi il livello medio dei chitarristi sembra davvero incredibile; ci sono tanti musicisti melodici e sensibili, mi manca il fiato a volte quando guardo la gente che viene a provare le mie chitarre in fiera. Ma è forse qualcosa di normale per voi…

Sei conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei tuoi strumenti e per le tue prestigiose collaborazioni con alcuni tra i più importanti chitarristi al mondo, come è iniziata la tua passione per la chitarra e per la liuteria? Come e quando hai iniziato a costruire i tuoi primi strumenti?
Ho realizzato il mio primo strumento quando ero una giovane adolescente, un dulcimer, che è uno strumento molto popolare nell’Appalacian. Ero andata a vedere Joni Mitchell che si esibiva al festival folk Mariposa, a Toronto, lei suonava un dulcimer e io decisi che ne volevo uno. Allora ero una giovane cantante folk ‘in erba’ e quando mi recai per acquistarlo in un negozio di strumenti musicali ho capito che per me era veramente troppo costoso; l’uomo del negozio allora mi ha convinto a comprare un kit di montaggio su cui ho lavorato duramente per portarlo a termine; questo è successo circa 45 anni fa.

1manzermedusaLa lista dei tuoi clienti è impressionante e tra di loro compaiono alcuni tra i più importanti chitarristi in circolazione! Impossibile non parlare delle tue collaborazioni, e in particolare non chiederti qualcosa della straordinaria Pikasso Guitar costruita per Pat Metheny; come è nato questo progetto e la tua collaborazione con questo gigante della chitarra?
Ho incontrato Pat nel 1981, nel back stage in occasione di un suo concerto a Toronto, ero e sono ancora una grande fan del suo lavoro e penso che sia uno dei musicisti più incredibili del pianeta. Ho iniziato a costruire per lui alcune chitarre e dopo qualche anno di collaborazione un giorno semplicemente mi chiese: “Quante corde si possono mettere su una chitarra?” Il risultato fu la Pikasso Guitar : 42 corde, due buche armoniche, 4 manici e l’introduzione della mia caratteristica Manzer Wedg, ovvero la realizzazione di una cassa leggermente più sottile sotto il braccio e leggermente più ampia verso la fascia inferiore, dove la chitarra si appoggia sul ginocchio.
Lo scopo era quello di permettere a Pat di avere un maggiore controllo visivo delle corde, ma ci siamo accorti che lo strumento risultava anche assai più comodo da imbracciare, così che ho iniziato a usare questa soluzione anche sulle mie chitarre ‘normali’.
Questo accadeva nel 1984, siamo andati avanti nel progetto attraverso lettere (di quelle vere) con schizzi e disegni…. è stato incredibilmente eccitante e divertente lavorare con lui, il tutto è durato circa nove o dieci mesi.

Manzer---chitarraHo potuto ammirare e provare anche questa tua bellissima ‘Limited Edition Metheny – Manzer Signature 6’, ce ne puoi parlare?
Dopo aver lavorato con Pat per oltre 35 anni, ho pensato che sarebbe stato un progetto straordinario realizzare qualcosa di speciale per commemorare il nostro rapporto. Ho progettato e costruito più di 25 diverse chitarre per Metheny, diversi modelli, e la serie Metheny – Manzer Guitar Series mi sembra un modo meraviglioso per celebrare questa collaborazione.
Si tratta di una serie di 30 chitarre che ho costruito e che si rifanno alle caratteristiche della chitarra originale che ho realizzato per Pat nel 1981, basata sul mio modello Manzer a sei corde. La serie Metheny – Manzer incorpora tutte le caratteristiche che ho disegnato con Pat negli ultimi 35 anni; queste includono un lavoro di intarsio incredibile che è stato co-disegnato da me insieme a Pat sulla base di alcune sue illustrazioni. Ci sono oltre 200 pezzi tagliati a mano, fini intarsi realizzati in madreperla che spruzzano su e giù per la tastiera, più un dot di diamante sul settimo tasto. Lo strumento è inoltre è dotato di un certificato di autenticità, di un bel libro rilegato in pelle con molte fotografie realizzate durante la sua costruzione e di una custodia Calton progettata su misura, decorata con i disegni di Pat.
Mentre la chitarra è apparentemente uno strumento molto elaborato e ricco di intarsi, uno strumento credo veramente molto bello, il vero obiettivo che ci siamo prefissati è stato quello di catturare lo spirito acustico e la voce della chitarra che realizzai per lui nel 1981, voce della quale si innamorò e che può essere ascoltata sulla canzone “Lonely Woman”.
Oggi la maggior parte degli strumenti che fanno parte di questa serie è stata venduta, sono anche disponibili alcuni strumenti mancini.

Parlando di chitarre steel strings la tua produzione comprende, oltre a modelli custom, anche modelli per così dire standard, come la ‘The Manzer’, in questa chitarra immagino ci sia tutta l’esperienza di trent’anni di lavoro, ma cosa rende così speciale questo tuo strumento ed in generale ogni chitarra che costruisci?
Quando costruisco una chitarra prima cerco di conoscere, attraverso le mie mani, il legno che intenderò utilizzare. Così posso scegliere i legni migliori per ottenere il miglior risultato acustico possibile. In altre parole, cerco di tirare fuori il meglio dal legno con cui lavoro.
Penso, dopo 40 anni, di aver sviluppato un buon intuito nel ‘sentire’ il legno. Così come è importante che la chitarra acustica sia più bella e più ricca possibile, la ‘sensazione’ nell’indossare la chitarra è anche molto molto importante per me. Pat mi ha regalato un meraviglioso complimento di recente, dicendomi che “…la cosa migliore delle mie chitarre è che non si ‘percepiscono’ quando si stanno suonando, …nulla si frappone tra il musicista e la sua idea musicale”.

Manzer---AGML’anno scorso qui a Sarzana hai portato anche la piccola ‘Little Manzer’… meravigliosa!
La piccola ‘Little Manzer’ è un’altra delle chitarre che ho disegnato con Pat Metheny. Amo assolutamente quella chitarra. E ‘abbastanza piccola che si può portare ovunque, anche in aereo, ma ha un suono davvero pieno, come è possibile ascoltare in alcuni dei video che si possono trovare on-line. Uno dei miei video preferiti di Pat mentre suona questo strumento è stato girato in Polonia, dove suona una tradizionale canzone folk polacca: ‘Polskie Drogi’.

Steel strings, nylon strings, arch top, custom model, come è stato possibile per te sviluppare una tale maestria nell’affrontare la costruzione di strumenti così differenti?
Quando ho iniziato a costruire chitarre, per guadagnarmi da vivere, mi sono adattata a essere molto versatile, e per ogni chitarra è stata un’avventura entusiasmante! Per quanto riguarda le steel string ho imparato guitarmaking da Jean Claude Larrivee, a Toronto, in Canada, dove ho lavorato come apprendista per circa 3 anni e mezzo, mentre ho studiato la costruzione degli strumenti arch top dal grande James D’Aquisto, a Long Island di New York. Ho avuto due insegnanti assolutamente sorprendenti!

Quanto pensi ci sia ancora da esplorare nel campo della liuteria della chitarra, sei interessata all’utilizzo della tecnologia nello sviluppo e nella realizzazione dei tuoi progetti? Hai mai pensato all’utilizzo di materiali compositi ed alternativi al legno?
Penso che ci sono ancora moltissimi nuovi disegni di chitarre incredibili da scoprire. Io adoro progettare nuovi strumenti e mi piacerebbe sviluppare diverse idee che non ho ancora trovato il tempo di fare. Sarebbe bello lavorare e sperimentare con qualunque tipo di materiale a disposizione, mantenere una mente aperta ed essere versatili. Fortunatamente oggi i chitarristi, parlando di strumenti, accettano più volentieri nuovi disegni e nuove soluzioni, sono molto più aperti e meno conservatori rispetto a quanto lo erano 40 anni fa, quando l’unico modello accettato poteva essere solo ed esclusivamente una copia Martin. Naturalmente una Martin è una chitarra straordinaria e favolosa, ma è solo ‘un tipo’ di chitarra. Credo anche che ormai tutti i materiali con i quali ho cominciato a costruire chitarre, e che un tempo si trovavano in abbondanza, siano ormai rari, ed i liutai saranno presto costretti a esplorare necessariamente altre nuove possibilità.

Hai tenuto in questi giorni proprio qui all’AGIM un’interessante workshop dedicato all’intarsio: i tuoi lavori sono delle vere opere d’arte! Un’altra tua passione…
Quando progetto una chitarra la cosa più importante per me è come dovrà suonare. La seconda cosa è come se la sentirà addosso il musicista. Poi dovrà essere strutturalmente forte per durare a lungo nel tempo e quindi resistere ai rigori della strada.
Il mio obiettivo finale però è anche quello di renderla più bella possibile. Questa è una delle parti più divertenti del progetto, disegnare una chitarra e creare un design interessante. Ciò può comprendere la scelta di un particolare tipo di legno, la realizzazione di un elaborato intarsio, la forma stessa dello strumento, il suo colore, questo è ciò che può trasformarla in un’opera d’arte.

Ci sono particolari progetti sui quali stai lavorando in questo momento?
Sono contenta che mi hai fatto questa domanda perché sto per avviare un progetto molto emozionante con altri sei costruttori di chitarre canadesi. In Canada c’è stato un gruppo di pittori vissuti nel 19° secolo che usavano dipingere a cavallo, chiamato “The Group of Seven”, questo gruppo di artisti non è molto noto al di fuori del Canada, e per questo motivo abbiamo pensato ad un modo per farli conoscere. Ciascuno dei sette liutai costruirà una chitarra ispirandosi a uno di questi artisti: il mio è Laren Harris.
Tutte le chitarre saranno esposte nell’estate del 2017 in una galleria d’arte in Canada chiamata “McMichael Gallery”. L’intero percorso creativo verrà documentato e filmato, sarà realizzato un libro, organizzati concerti che accompagneranno questo progetto molto speciale. Si parla addirittura di portare lo spettacolo in Italia! Stiamo lavorando al progetto da oltre due anni ed è un grande onore per noi rappresentare questi sette grandi pittori. Parte della mia ricerca è consistita nel saltare su un kayak, pagaiare e attraversare un lago fino trovare alcuni dei siti dove il mio artista dipinse le sue opere!
Sarà una vera sfida riuscire a rappresentare le loro opere sotto forma di uno strumento musicale, ma siamo tutti veramente entusiasti di collaborare insieme per realizzare questa idea. Rimanete sintonizzati!

Sei una persona conosciuta e affermata, le tue chitarre rappresentano un sogno per molti musicisti, ma c’è ancora un chitarrista che vorresti vedere imbracciare un tuo strumento?
Ci sono molti chitarristi che amo e che vorrei poter vedere con una mia chitarra tra le mani, ma mi ritengo anche così fortunata di aver lavorato per artisti straordinari come Pat Metheny, Bruce Cockburn, Carlos Santana, Julian Lage, Paul Simon ecc.
In realtà voglio semplicemente costruire chitarre per tutti coloro che apprezzano quello che faccio, e decidono di intraprendere con un mio strumento un viaggio musicale; solo quando una nuova chitarra lascia le mie mani il suo vero viaggio comincia, e non sai mai veramente chi la suonerà durante tutto il suo lungo percorso!

Chi è oggi Linda Manzer?
Credo di essere la versione ‘saggia’ della precedente giovane Linda Manzer! Dopo tutti questi anni sono ancora altrettanto appassionata di questo mio viaggio; sono fortunata, sono in buona salute e spero di continuare a costruire chitarre per molti anni ancora.
Mi sento così incredibilmente benedetta… essere stata in grado di fare questo lavoro che mi ha permesso di vivere per tutti questi anni. La musica è davvero un linguaggio universale che può muovere il mondo, un bene, per un mondo più unito!

Io posso solo ringraziarti, è stato un piacere conoscerti e poter provare i tuoi meravigliosi strumenti, spero di rivederti presto nel nostro paese…
Spero di tornare presto in Italia!! Grazie per il tuo interesse al mio lavoro e per la tua musica incantevole. E ‘stato un piacere parlare con te.

Dario Fornara
www.dariofornara.it

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