Amplificatore per chitarra acustica – Artesound California 100

0
407

(di Daniele Bazzani) – È sempre con grande piacere che ci accingiamo a testare prodotti nostrani. Gli italiani fanno bene molte cose, siamo all’avanguardia assoluta nel campo dell’amplificazione per chitarra acustica grazie a marchi che negli ultimi anni hanno messo sul mercato modelli davvero competitivi in quanto a qualità. A questi si aggiunge il California 100 (915 euro IVA inclusa) della Artesound di Romano De Carlo, nota fino a oggi per la splendida serie di amplificatori valvolari per chitarra elettrica, e che ora entra ufficialmente nella competizione grazie al primo prodotto dedicato agli acustici, questo splendido 100 watt che andiamo a scoprire. È appena arrivato anche all’azienda che, velocissima, ce lo ha spedito, Quindi siamo fra i primi in assoluto a provarlo e a farvi conoscere le nostre impressioni al riguardo.

Artesound-California-100

Caratteristiche
Come avremo modo di scrivere, ci sono tante piccole cose che denotano una grande attenzione verso l’acquirente; le scopriremo tutte e ci fanno capire il grande lavoro che c’è dietro: nulla è lasciato al caso.

Il California 100 è appunto un 100 watt in classe AB a Mosfet. La prima cosa che salta agli occhi è che è bellissimo! Il cabinet in legno e la maniglia in pelle (comodissima) per portarlo lo rendono davvero un piacere già solo da guardare. È praticamente un cubo di 30 cm per lato, anche se è un po’ più alto che profondo; la griglia nera con il marchio della ditta che lo produce è sobria e robusta, e protegge i due altoparlanti da 8” di cui è dotato; i controlli sono sulla parte superiore con l’alimentazione sul retro, insieme ad altre features che elencheremo a breve. È un due canali con effetti: sul primo abbiamo un ingresso jack tradizionale con switch High/Low per selezionare l’impedenza in ingresso, più un Gain dedicato con bassi, medi e alti; un LED di picco ci segnala eventuali eccessi di segnale in ingresso. Il secondo canale ha un utilissimo ingresso combo che accetta sia il jack da chitarra che il cavo XLR bilanciato dei microfoni; i controlli sono identici, ma è assente il controllo dei medi. Troviamo poi lo switch per inserire gli effetti; con la pressione successiva si passa da una modalità all’altra: possiamo scegliere fra Chorus/Reverb, Flange/Reverb e solo Reverb; la sezione è pilotata da quattro potenziometri che ci permettono di assegnare quanto effetto vogliamo ai due canali (possiamo ad esempio mettere solo Reverb soltanto sul canale 1, molto utile) e decidere la quantità di effetto anche se li usiamo in coppia. La manopola Eff1 è la quantità di riverbero, mentre le altre due controllano velocità e quantità del chorus o del flanger; c’è quindi una grande possibilità di intervento, se ad esempio ci piacesse un riverbero abbinato a uno dei due altri effetti e volessimo solo quello, visto che è differente da quello inseribile da solo. A chiudere il pannello superiore c’è il Master Volume complessivo di uscita dell’amplificatore.

Artesound-California-100-2

È sul retro che troviamo alcune gradite sorprese: l’uscita Tuner Out per l’accordatore; un’uscita Line Out sbilanciata con effetti e post Master Volume; il Send Return pre Master; un’uscita XLR bilanciata pre Master senza effetti e un piccolo ingresso Aux In (tipo cuffia) per collegare un qualsiasi lettore o dispositivo si voglia utilizzare per riprodurre musica, tipo un lettore MP3 per suonare sulle basi. L’amplificatore è anche predisposto a ricevere un segnale Bluetooth, come quello dei comuni smartphone, per evitare i soliti noiosi problemi di collegamento e mancanza di cavi adeguati; quando si attiva la funzione il California viene riconosciuto dal nostro dispositivo in maniera esclusiva: non c’è quindi il rischio che, mentre siamo sul palco, qualcuno ci si colleghi e inizi a far suonare cose inadeguate al momento! Le sorprese però non sono finite, perché nello stesso modo in cui attiviamo il Bluetooth, cioè tramite un minuscolo DIP switch, possiamo attivare due tipologie di Phantom Power per i microfoni, la 48 V per i microfoni a condensatore e la 9 V per i piccoli mic di solito abbinati ai piezo, oltre che attivare o meno un Bass Boost, un’esaltazione delle basse frequenze sul timbro finale dell’ampli. Chiudono il tutto lo switch On/Off e la tradizionale presa per il cavo di alimentazione. Fatto! Tanta roba davvero, andiamo a sentire.

Come suona
In attrezzatura di questo livello cerchiamo sempre una prima conferma: appena acceso, con i controlli tutti in posizione centrale, deve già suonare bene, e lo fa! Il timbro è molto fedele ai diversi pickup che utilizziamo, il suono è dinamico, cristallino, nitido, ma allo stesso tempo corposo, ricco di basse frequenze (a breve scopriremo che lo switch di esaltazione delle basse era su On), pieno di medie, che sono quelle che compongono per la maggior parte il suono di una chitarra acustica. I controlli di tono funzionano bene, ma non abbiamo davvero bisogno di utilizzarli: l’eccesso di basse viene ridotto in maniera efficace riportando il DIP switch su Off e possiamo proseguire nel test. Quando ci si diverte a suonare il tempo passa davvero in fretta. E già pensiamo che a breve dovremo separarci da lui: peccato perché ci stiamo affezionando…

Il test è stato realizzato con chitarre acustiche equipaggiate con pickup di diverso tipo: piezo, magnetici, microfonici a contatto; ognuno mantiene le proprie caratteristiche e, anche provandoli sui due ingressi diversi, la sensazione è la medesima. Non sappiamo perché il secondo canale non abbia una regolazione per le medie frequenze, ma non ci preoccupa più di tanto: alla fine il suono migliore è quello in cui non tocchiamo nulla rispetto alla posizione cosiddetta flat, tutto al centro. I LED che indicano un picco nel segnale si accendono subito, ma non segnalano una distorsione, soltanto che il canale sta suonando; non dovremo quindi preoccuparci anche perché, per farlo andare in distorsione, bisogna metterlo praticamente a manetta! Molto intelligente la scelta di poter assegnare gli effetti al canale 1 o 2 con un pot simile a quello che troviamo sui mixer: uno dei due potrebbe quindi essere pulito e l’altro con riverbero, o con l’aggiunta di un pizzico di chorus o flanger; effetti un po’ particolari da utilizzare sulla chitarra acustica, ma il progetto è frutto di un lungo lavoro di collaborazione con diversi musicisti, e il fatto di avere alcuni effetti on-board potrebbe risparmiarci l’acquisto di una pedaliera o semplicemente il portare roba in più, che ci complica la vita quando andiamo a suonare. Resta il fatto che, volendo farlo, il Send/Return presente sul retro ci permette di utilizzare qualsiasi dispositivo già in nostro possesso.

La potenza è davvero molta. I due ingressi sono assegnabili a chitarra e voce, e quindi si è autosufficienti anche in caso di serate in piccoli locali non dotati di amplificazione propria; se siamo cantautori e cantiamo accompagnandoci con la chitarra, non abbiamo bisogno di nulla se non del California 100, e non è poco. Ovviamente le due uscite, soprattutto quella XLR bilanciata, ci permettono di mandare all’eventuale mixer un segnale di ottima qualità, bypassando le classiche D.I. a volte un po’ troppo economiche che troviamo in giro, mantenendo il nostro suono il più fedele possibile. E non possiamo non considerare che, anche in presenza di un impianto audio, il California sarà per noi un monitor di altissimo livello, permettendoci di godere del nostro suono durante la performance. Unico piccolo appunto che possiamo fare è quello di non aver pensato a un Notch Filter, o qualcosa di simile, per intervenire in caso di feedback; va però detto che quasi nessun ampli concorrente ne mette a disposizione, quindi siamo negli standard di mercato.

Conclusioni
Che dire? Riusciamo solo a pensare e scrivere cose positive: suona bene, è bello e non costa troppo per la qualità e le funzioni che offre. In fondo è un piccolo impianto voci se suoniamo da soli, chitarra e microfono. Ha effetti e volume a sufficienza per farci ascoltare in molti locali mediopiccoli, e costa meno di modelli molto noti costruiti all’estero, a volte molto, troppo costosi. È interamente fatto in Italia, non c’è componentistica di bassa qualità e l’assistenza la si può avere direttamente da chi lo progetta e produce: cosa volere di più? Il consiglio è quello di farvi un giro appena possibile: resterete piacevolmente sorpresi.

Daniele Bazzani

Scheda tecnica
Tipo: amplificatore per chitarra acustica
Modello: California 100
Specifiche sezione di potenza: 100 W classe AB a Mosfet
Canale 1: ingresso sbilanciato per piezo: switch Low/High, Gain, Treble, Mid, Bass
Canale 2: ingresso bilanciato per mic o pickup combo jack+XLR: Gain, Treble, Bass; 3 effetti a bordo: Chorus/Reverb, Flange/Reverb, Reverb<
Send/Return: parallelo per effetti esterni
Uscita D.I. bilanciata: pre Master senza effetti
Line Out: post Master con effetti
Tuner Out: per accordatore, non influenza il suono dell’amplificatore
Bluetooth: per ascoltare la musica, le basi o studiare direttamente da uno smartphone o lettore MP3 senza bisogno di collegare cavi
Bass Boost: enfatizza le basse frequenze, attivabile da DIP switch posteriore
48 V Phantom Power: attivabile da DIP switch posteriore
Bicono: da 8” di alta qualità
Cabinet: in acero o frassino massiccio
I DIP switch posteriori, partendo da destra:
1. Bluetooth: su acceso, giù spento
2. Bass Boost: su spento, giù acceso
3. 48 V Phantom per mic: su acceso, giù spento
4. 9 V Phantom per jack: su acceso , giù spento
Prezzo: € 915 (IVA inclusa)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui