Chitarra acustica Sigma 000M-1ST

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Ritorno ai luoghi del passato
(di Gabriele Posenato) – Spesso tornare a visitare i negozi della propria adolescenza musicale può riservare piacevoli sorprese. Un giorno mia figlia mi chiede un consiglio perché vuole regalare una chitarra acustica alla sua migliore amica. Prendere una chitarra a una persona che non ne ha mai toccata una, ma che la desidera ardentemente come la cosa più importante della propria vita, mi ha spronato a prendere sul serio la cosa (sapendo anche che comunque il ‘grano’ l’avrei tirato fuori io). Stabilito di comune accordo il budget: max 400 euro custodia morbida compresa, ho iniziato ad addentrarmi nel vastissimo mondo delle entry level (più o meno). Computer alla mano inizio a girare i vari siti di vendita per farmi una idea: Ibanez, Walden, Eko, Yamaha, Takamine, Tanglewood… boh, mi sembrano tutte uguali. Escludiamo i tarocchi colorati e brillantinati, escludiamo le dread e le jumbo perché ingombranti per la ragazza destinataria del regalo. Si va dai 100 euro in su, c’è da perdersi e comunque… sono vecchio stile: le voglio provare, non comprarle online a scatola chiusa.

Inizio il giro dei negozi, mia figlia ha uno spiccato senso estetico e impazzisce per una Eko di cui non ricordo il modello, tastiera da paura, piace anche a me… 500 euro! (Buongustaia, probabilmente si tratta proprio di una Eko EGO in prova su questo numero – N.d.R.) Se cominciamo a deragliare dal budget finisce che le prendo una Lakewood e non se ne parla più; meglio resistere. Cambio negozio, ma niente che mi convince a 300/400 euro. Ho una folgorazione: mi ricordo che Reno Brandoni, di ritorno da non so che fiera, mi aveva detto che la Sigma ha messo in commercio delle chitarre prodotte in Cina proprio niente male. Bene, vado su internet per vedere il rivenditore più vicino e scopro che il negozio a Verona è quello dove, 30-40 anni, fa ho comprato le mie prime chitarre. È da allora che non ci entro e la cosa mi provoca una certa emozione: racconto a mia figlia di quando bruciavo al liceo per andare a provare le chitarre o lustrarmi gli occhi davanti alle vetrine (a seguire reprimenda di mia figlia, studentessa integerrima!).

È cambiato qualcosa, non c’è più il buon Aldo col suo camicione nero. Tranquilli, è solo andato in pensione. Scendo al piano inferiore e toh, la chitarra che andavo cercando è li che mi aspetta, è la prima sulla rastrelliera e presumo che sia quella col prezzo più basso, vedendo le finiture delle successive.
Sfioro le corde basse e non credo alle mie orecchie… forse non è proprio quella meno costosa. Chiedo il prezzo e mi dicono che è scritto dietro: 299 euro. Impossibile! Do una rapida occhiata alla manifattura: impeccabile. Chiedo di provarla e mi dicono che sono fortunato perché in negozio c’è il dimostratore ufficiale, a cui posso fare tutte le domandeche voglio; ma guarda chi è: Nazzareno Zacconi! Non ci siamo mai conosciuti prima, ma entriamo subito in sintonia, complice il fatto che si è portato anche una Lakewood e per me chi suona una di quelle chitarre è subito un fratello. Dovevo liquidare il tutto in venti minuti e tornare in ufficio, sono rimasto due ore facendomi ingolosire con delle classiche Cordoba (ma questa è un’altra storia).

sigma-1E allora descriviamola, visto che l’ho tenuta per dieci giorni a casa suonandola ogni giorno. È la triplo zero 000M-1ST e da lontano, finché non inquadri la scritta sulla paletta, la scambi per una Martin. Top in abete sitka massello e fasce e fondo in mogano, vernice gloss perfetta, meccaniche Die-Cast marchiate Sigma, manico in mogano, non è amplificata. Il settaggio è a posto, le corde non sono troppo vecchie (anche se .011) e quindi è pronta per essere suonata.
Potrei dilungarmi con aggettivi più consoni alla pasticceria, ma essendo io di poche parole vado al sodo: la chitarra suona, punto. E pure bene!. Cambio le ultime due corde (.012 e .016) per entrare meglio in sintonia, la provo con diverse accordature e mi piace. Mi ricordo di avere un passato da basso alternato e allora via con “Bermuda Triangle Exit”, “Sunday Rag” ecc. e mi rivedo coi capelli lunghi dei miei sedici anni.

sigma-2Se proprio devo trovare un difetto: il manico troppo stretto per me (42,9 mm) ma non per la persona che la riceverà in regalo. Ho visto comunque che questa è la caratteristica di quasi tutti i modelli Sigma, sembrano manici da elettrica. Sulla costruzione ho già detto: non una sbavatura, per essere su quella fascia di prezzo chapeau. Nei giorni che l’ho tenuta a casa mi sono lasciato andare a delle riflessioni, a volte spendiamo cifre enormi per strumenti spesso sopravvalutati quando invece con poche centinaia di euro ci possiamo divertire lo stesso. Consigliata non solo per i principianti che vogliono una buona chitarra su cui contare per qualche anno, ma anche per chi vuole una seconda chitarra di riserva all’altezza della situazione.

Gabriele Posenato

Scheda tecnica
Tipo: chitarra acustica
Origine: Cina
Distributore: Aramini Strumenti Musicali Srl – 40057 Cadriano di Granarolo (BO) – Via XXV Aprile, 36 – Tel. 051/6020011
Prezzo: € 299 (IVA inclusa)
Fasce e fondo: mogano
Top: abete sitka massello
Battipenna: nero a goccia
Binding: palissandro
Manico: mogano
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Meccaniche: Die-Cast marchiate Sigma
Scala: 645 mm
Nut e ponticello: osso

 

PUBBLICATO

 

 


Chitarra Acustica, n.04/2015

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