Chitarre acustiche – Alvarez RF26CE e RD26CE

0
2

(di Mario Giovannini) – A dispetto del nome spagnoleggiante, Alvarez ha sede in America, a St. Louis Missouri per essere precisi, e una lunga storia alle spalle. L’anno prossimo festeggierà il 50esimo anniversario della fondazione e sono previste grosse novità in catalogo, di cui è possibile avere già qualche anticipazione su YouTube. E sarà probabilmente anche il momento per rendere il giusto omaggio a Kazuo Yairi, scomparso a marzo di quest’anno, la cui storia è legata da sempre a doppio filo con quella di Alvarez. Il liutaio giapponese, che comunque già da tempo aveva ripreso la propria attività indipendente in patria (proseguendo anche la produzione del marchio congiunto Alvarez-Yairi, riservato agli strumenti di fascia altissima), ha lasciato un segno indelebile nella produzione della casa americana. Il più evidente, sicuramente, l’originale disegno del ponte a ‘castelletto ribassato’, ma ci torneremo più avanti.

RF26CE-3Joe Bonamassa, Bono, Johnny Cash, Crosby, Stills & Nash, Ani DiFranco, Jerry Garcia, Paul McCartney, Monte Montgomery, Carlos Santana, Bob Weir e Thom Yorke sono solo alcuni degli artisti che usano e apprezzano Alvarez. Pur non essendo esattamente un best seller qui da noi, è evidente che sono strumenti che meritano attenzione. Vediamo perché.

AlvarezAlvarez RF26CE
RF-26-CEIl dono della sintesi: R sta per Regent, la serie di produzione, e F per Folk, ovvero OM, lo shape dello strumento. Il numero 26 individua la fascia di finitura, ovvero quella base, CE è l’acronimo di Cutaway Electric. La tavola è in abete… e le specifiche non dicono di più. A occhio è impossibile determinare se si tratta di massello o laminato, ma in assenza di indicazioni precise ci sarebbe da scommettere per il secondo. Il palissandro di fasce e fondo, invece, è sicuramente in laminato. Si tratta comunque di ottimi materiali, ben realizzati e dall’ottimo impatto estetico. Le giunzioni cassa/tavola e il bordo del manico sono ornate da un bel binding BWB in materiale sintetico, mentre la paletta, ricoperta di palissandro riportato sul mogano del manico, monta dei meccaniche cromate di ignota provenienza, ma dall’ottima resa. Malgrado si tratti di uno strumento entry level non si può fare a meno di apprezzare l’ottimo livello delle finiture e della realizzazione, oltre all’attenzione per i dettagli. Il battipenna, ad esempio, è un rarissimo esempio (ben riuscito) di come aggiungere un pizzico di originalità a un elemento assolutamente standard. Come anticipato, il ponte merita un capitolo a parte. Il disegno riprende il modello a ‘castelletto ribassato’ che è sempre stato una delle cifre stilistiche di Yairi. Anche se sulle sue chitarre viene realizzato in due blocchi separati, quindi con i fermacorde più distanziati dal ponte vero e proprio. Mentre in questo caso è un monoblocco e, riducendo la distanza tra i due elementi, diminuisce l’angolo di incidenza delle corde sulla tavola, che è proprio quello che Kazuo cercava. Anche in questo caso si tratta di un elemento che aggiunge originalità al design complessivo dello strumento e mantiene comunque una discreta efficacia a livello sonoro, come vedremo tra poco. Per finire la parte descrittiva manca solo di citare il sistema di amplificazione on board, marchiato Alvarez/Bband (hanno le joint venture nel DNA, non c’è niente da fare) i cui controlli – purtroppo – sono posizionati sulla fascia superiore.
Uno strumento tutto in laminato a molti, probabilmente, non farà fare salti di gioia. Anche perché nella stessa fascia di prezzo ormai si trovano parecchie chitarre con la tavola in massello. Ma bisogna sempre tenere a mente che in tutto questo c’è sicuramente lo zampino di Yairi, che è stato considerato un autentico genio per il lavoro che ha fatto con materiali non nobili. Arrivando a preferirli, sulle sue chitarre, anche per strumenti non esattamente economici, in virtù dell’ottima resistenza al feedback. Quindi, alla larga dai luoghi comuni, procediamo alla prova ‘pratica’ senza pregiudizi. Perché c’è da rimanerne abbastanza sorpresi. La chitarra è estremamente pronta e reattiva, con un’ottima risposta dinamica. E sicuramente il ‘famoso’ ponte ha la sua importanza in tutto questo. Sembra quasi di avere per le mani una chitarra con la tavola in cedro… E la gamma sonora è notevolmente articolata e ricca, ben definita su tutta la gamma senza eccessi o carenze. Peccato che il nut da 42 mm e le mie manone non vadano particolarmente d’accordo, perché la chitarra suona e anche bene, grazie anche ad un ottimo set up di base. Anche il manico stretto (purtroppo) è una delle caratteristiche del lavoro di Kazuo.
Il sistema di amplificazione montato di serie è di fascia abbastanza economica (siamo dalle parte dell’Isys della Fishman) ma fa un degno lavoro, tutto considerato. E, come anticipato, la chitarra dimostra un’ottima resistenza al feedback, anche ad alti volumi. Diavolo di un Kazuo.

Alvarez RD26CE
RD-26-CEPassiamo alla dread e saltiamo a piè pari la parte descrittiva. Non avrebbe senso ripetere parola per parola il paragrafo precedente, sia per quanto riguarda i materiali che l’ottimo livello di realizzazione. Le due chitarre, a parte lo shape, sono assolutamente identiche. E, ovviamente, la forma del corpo ha la sua ‘importanza’ sulla resa sonora finale. Anche in questo caso la chitarra risponde in maniera secca e decisa, con un attacco molto veloce, ma senza perdere in sustain. La gamma sonora è equilibrata, ma con una decisa evidenza delle basse. Del resto è una dread, e si sente. Una bella dread per la verità, che beneficia particolarmente delle peculiarità mostrate da questi strumenti, ‘bucando’ bene nel contesto di un gruppo, ma dimostrandosi comunque particolarmente versatile anche per un uso con le dita.

Conclusioni
Belle chitarre! La fascia di prezzo è estremamente interessante – e comprende una bella custodia imbottita – con caratteristiche costruttive assolutamente non comuni. Personalmente, per una volta, ho preferito la dread che si è dimostrata molto adatta anche per il fingerstyle moderno, oltre che per l’uso tradizionale a plettro. Anche se, come spesso capita a questi prezzi, verrebbe la voglia di non rinunciare a niente e prenderle entrambe.

Mario Giovannini
mario.giovannini@chitarra-acustica.net

Alvarez RF26CE
Tipo: acustica OM
Importatore: Gold Music Srl – Torino – Tel. 011 9084169
Prezzo: € 275 (street price)
Fasce e fondo: mogano laminato
Top e catene: abete
Battipenna: nero
Binding: BWB in materiale plastico
Manico: mogano
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Cutaway:
Meccaniche: cromate
Tasti: 20
Amplificazione: Alvarez BBand
Colore: natural
Note: custodia imbottita con tracolla inclusa

Alvarez RD26CE
Tipo: acustica dreadnought
Importatore: Gold Music Srl – Torino – Tel. 011 9084169
Prezzo: € 275 street price
Fasce e fondo: mogano laminato
Top e catene: abete
Battipenna: nero
Binding: BWB in materiale plastico
Manico: mogano
Tastiera: palissandro
Ponte: palissandro
Cutaway:
Meccaniche: cromate
Tasti: 20
Amplificazione: Alvarez BBand
Colore: natural
Note: custodia imbottita con tracolla inclusa

Gli strumenti in prova sono stati gentilmente messi a disposizione da:
Dosio Music – Via Verdi 35/44/46 – Vercelli – Tel. 0161 253047

PUBBLICATO

 

 

 


Chitarra Acustica, 01/2015, pp.44-46

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui