Corde Optima Vintageflex Steel e 24K Gold No. 6 Classics

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(di Mario Giovannini e Giuseppe Tropeano) – Marchio tedesco, attivo dalla fine della prima guerra mondiale, Optima ha raggiunto il suo attuale assetto (e denominazione) all’inizio del nuovo secolo. André Schneider guida l’attività con l’intelligenza e la sensibilità di chi, essendo liutaio e chitarrista in prima persona, certe problematiche le conosce a fondo. Ci avevano già ben impressionato le sue 24K Gold per chitarra acustica, testate nel numero di novembre 2017 da Giuseppe, per cui il lancio di alcune novità, presentate all’Acoustic Guitar Village di Cremona Musica, ci ha subito incuriosito.

Vintageflex Steel

Al pari di Santa Cruz, che l’anno scorso ha messo sul mercato due set di corde a diametro fisso e tensione variabile, Optima con le sue Vintageflex va a ‘modificare’ il parametro della tensione delle corde, esattamente come accade per le corde in nylon. Non è un caso – come ci ha lui stesso confidato – che André sia un chitarrista classico con alcune difficoltà a trovare il giusto feeling con le corde in metallo, per via dell’eccessiva tensione. La muta in prova è .012, quindi con diametro dichiarato, ma con un carico tensivo ridotto del 20% (abbondante) rispetto alla media di quello che si trova in commercio. Se una muta standard ‘tira’ circa 80 kg, le Vintageflex non arrivano a 60.

Ma andiamo per ordine. Il package è classico, in bustina di plastica e con singola confezione di carta per ogni corda. Il che è un sollievo e una comodità, diciamocelo. OK, non sarà ‘politicamente corretto’, però le confezioni con corde sciolte o accoppiate in maniera fantasiosa sono un dito in un occhio; soprattutto se il cambio corde non avviene sul divano di casa o sul tavolo da lavoro del liutaio. Manca invece un confezionamento sotto vuoto, per preservare le corde dall’ossidazione. Probabilmente in Germania non hanno i problemi di umidità di noi abitanti della Pianura Padana. Attenzione, in fase di montaggio, a non tagliare le eccedenze prima di aver portato la corda in tensione: il round core non lo consente, pena il danneggiamento e perdita di intonazione.

Una volta montate, le Vintageflex vanno subito in tune, e tengono l’intonazione senza problemi (se il montaggio è fatto in maniera corretta). Prima ancora di passare alla prova sonora, verifichiamo l’impatto della ridotta tensione sul manico. Niente, non è necessario effettuare nessuna regolazione del truss rod… Non saprei dire, in tutta onestà, se è merito della chitarra utilizzata – una Effedot A-2 – o dell’ottima concezione del progetto. Propendo per la seconda e mi riprometto di farmi togliere il dubbio da André alla prima occasione.

La sensazione delle corde sotto le dita è molto piacevole, la differenza si sente e parecchio. Tra l’altro le corde hanno tutte, esattamente, la stessa tensione, e il feeling con il manico diventa leggermente differente. Però il tutto funziona alla grande! Soprattutto se, come il sottoscritto, amate le chitarre morbide con le corde praticamente disegnate sul manico. A livello sonoro l’impatto è ottimo, senza perdita di volume o sustain. Il suono è pieno, corposo e per nulla sferragliante. Non è un caso che abbiamo usato una chitarra a scala corta per il test: abbiamo preferito le condizioni più difficili, ma il risultato è stato davvero ottimo. Sulla durata nel tempo è presto per esprimersi, ma il primo impatto è davvero entusiasmante.

Un ottimo prodotto, ideale – oltre che per le mani da bambina come le mie – per i chitarristi classici ai primi approcci con la steel-string o, magari, per recuperare quella chitarra che vi piace tanto ma che non siete mai riusciti a settare a dovere.

(m.g.)

24K Gold No. 6 Classics

Ciò che alimenta la passione verso qualsiasi cosa, è la curiosità. E, personalmente, sono sempre stato una persona estremamente curiosa. Mi piace molto provare i vari prodotti che il mercato offre per svariati motivi: capire di cosa si tratta, potermi confrontare con altri chitarristi o, quando ne ho la possibilità, direttamente con i produttori.

Delle corde ricoperte con oro 24K per l’acustica ne avevamo già parlato; ma di quelle per la classica? No, vero? Corro a montare il set!

Una volta sistemate le corde, l’impatto visivo è decisamente strano: i bassi sono gialli e non bianchi come al solito; forse non mi piace… o forse sì. I cantini in fibra di carbonio invece splendono. Inizio a suonare. Ho una chitarra di manifattura spagnola, quindi costruita in modo da restituire un suono chiaro e squillante; molto distante dalle chitarre italiane dal suono più caldo e rotondo. La fibra di carbonio dei cantini si rivela ideale a questo scopo: queste corde è come se non avessero limiti. Tu chiedi e loro danno: volume pauroso, una grandissima ricchezza in termini di armonici, cosa che rende il timbro ricco e vivace. Anche il corpo del suono è imponente su tutte le corde.

I tre bassi hanno l’avvolgimento ricoperto con oro 24K e accompagnano questa tendenza: grande generosità per ogni richiesta delle dita, restituendo così, al chitarrista e all’ascoltatore, un equilibrio veramente molto bello. L’intonazione è eccellente su e giù per la tastiera e – anche nelle posizioni alte – il suono non tende ad assottigliarsi. Al tatto danno una bella sensazione di robustezza e piacevolezza.

Generalmente, i maggiori problemi che affliggono il nostro strumento si aggirano attorno alla terza corda. Ma con il set in prova devo dire che anche questo deficit viene meno, risolvendo così i problemi di bilanciamento nella ‘zona centrale’ del nostro strumento.

Parliamo un attimo della durezza del set: non sono corde morbidissime, ma trattandosi di un set Hard Tension, come da dicitura sulla confezione, non posso di certo protestare. E come se non bastasse, la mia classica ha un diapason di 664 mm, contro i 650 di uno strumento standard, cosa che in qualche modo rende un po’ più dura la chitarra con qualsiasi set montato. In ogni caso, visti il suono (sia in termini di volume che di timbro), l’equilibrio e l’intonazione che restituiscono, queste corde meritano di essere provate almeno una volta per godere di tutto ciò che possono offrire.

(g.t.)

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