Diritto d’autore – 10: Il contratto di riproduzione fonografica delle opere

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Nel mercato discografico ‘tradizionale’ il procedimento di realizzazione di un master, dalla creazione dell’opera fino alla sua messa in commercio, era molto articolato stante il gran numero e la complessità dei rapporti professionali operanti e che, in parte, costituiscono una sorta di ostacolo alla nascita e crescita dell’opera musicale stessa.
Con l’avvento dell’era digitale, però, si è avviato quello che viene definito il principio della disintermediazione, riuscendo, in parte, a svincolare la musica da questi ostacoli. Ciò nonostante rimangono tuttora fermi alcuni processi e figure professionali da cui non si può prescindere.
Tra queste possiamo far rientrare anche il produttore fonografico e, dunque, parleremo del relativo contratto, ossia quello di riproduzione fonografica delle opere.
Nello specifico, il produttore fonografico è la persona fisica o giuridica che, una volta autorizzata dall’autore e/o dall’editore, assume l’iniziativa, nonché la responsabilità di fissare i suoni generati da un’interpretazione o da un’esecuzione o altri suoni, per poi riprodurre l’opera grazie all’intermediazione della società di gestione del diritto di autore che in Italia sappiamo essere la SIAE.
L’artista esecutore, dunque, autorizza il produttore a utilizzare la propria interpretazione attraverso diverse modalità a seconda che si tratti di mera licenza – quindi non esclusiva, limitata sia territorialmente che temporalmente – oppure di vera e propria cessione della proprietà del master stesso, senza alcun tipo di limitazione. In questo caso il produttore – a fronte di una corresponsione di denaro anche simbolica, stante il possibile recupero in conto royalty – ne diviene effettivo proprietario.
A tal proposito, vi è da rilevare una sostanziale differenza del contratto qui in analisi rispetto al contratto di edizione musicale: il contratto di riproduzione impone l’obbligo al produttore di riprodurre e mettere in commercio il fonogramma entro un congruo periodo di tempo.
Nella prassi questo particolare tipo di contratto obbliga l’artista a consegnare un certo numero di brani in un determinato lasso temporale che può andare dai 3 ai 5 anni (la cosiddetta opzione) a fronte di un corrispettivo annuo, quale minimo garantito sulla percentuale delle royalties.
Questo tipo di accordo, peraltro, può prevedere alcune clausole tra le quali il patto di esclusiva, il diritto di opzione, il diritto di prelazione e il diritto di recesso.
Nello specifico, per diritto di opzione si intende la clausola con cui viene inserita nel contratto una proposta irrevocabile a stipulare un altro contratto, vincolando così l’artista ad offrire le proprie future opere al produttore alle stesse, precedenti condizioni contrattuali pattuite, lasciando, peraltro, la facoltà al produttore di accettare o meno la proposta entro un determinato periodo solitamente fissato in trenta giorni.
Il diritto di prelazione, invece, concerne le eventuali proposte che l’artista potrebbe ricevere da terzi relativamente alla propria posizione successiva alla conclusione del contratto in corso. Questo tipo di possibilità obbliga l’artista a sottoporre tali proposte al vaglio della precedente casa discografica.
Infine, tal sorta di contratti potrebbero includere anche il cosiddetto diritto di recesso, ossia di non portare a conclusione, né tantomeno prolungare l’accordo stipulato. Di fatto tale possibilità viene riservata e concessa solo alla casa discografica che, solitamente sulla base del numero delle vendite discografiche, può decidere di recedere dal contratto. Al contrario, tale possibilità viene negata all’artista che, qualora dovesse decidere in tal senso, usualmente si trova ad affrontare penali molto elevate.
Come accennato all’inizio del presente articolo, pian piano si stanno realizzando delle modifiche a questi aspetti e di certo l’avvento dell’era digitale può e deve essere vissuto come un’opportunità da cogliere e sfruttare ai fini di un corretto equilibrio e di una rivisitazione delle parti coinvolte.

Andrea Petretto
legale@chitarra-acustica.net

PUBBLICATO

Chitarra Acustica, 11/2013

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