È online “Chitarra Acustica” n. 03/2019

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È online il numero 03/2019 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Il giorno dopo

Il giorno dopo. Cos’è il giorno dopo? È quel giorno che ho imparato a usare quando devo dare una risposta, o prendere una decisione, importante.

Sono un reattivo. Gli anni di palco mi hanno insegnato a rispondere al volo, per saper reagire a uno sbaglio, alla rottura di una corda, con prontezza. Forse questa scuola, sin da ragazzo, mi ha portato a essere istintivo, rispondendo all’istante a ogni proposta, invito o aggressione. «Tac, tac, tac» dicevo: agire e fare, rispondere, alzarsi, correre e guardare avanti.

Poi, chissà perché, un giorno mi sono fermato a riflettere, cercando di capire la differenza tra l’istinto e il pensiero. Credo sia accaduto a causa dell’età, o dei troppi sbagli, o forse solo per un esercizio di pigrizia. Oggi tento sempre di rimandare, di non dire, di posticipare. «La notte porta consiglio» penso.

Forse mi nascondo dietro questa frase, presumendo che analizzo con attenzione i fatti e che cerco di non farmi prendere dall’entusiasmo, valutando e ponderando ogni possibilità. Sono noioso? Può darsi. Ma potrebbe anche essere che non voglio più che le cose che mi accadono siano momenti imponderabili, e che vorrei godere di ogni frammento di vita per far sì che la mia direzione sia quella che desidero prendere, e non un vizio da inconscia reazione.

Lo scrivo per ripetermelo. Non perché in realtà io già lo faccia, ma perché è ciò vorrei fare.

Invece continuo a sorridere a ogni nuovo manoscritto, libro o CD che mi viene proposto. Continuo a dire di sì a ogni video realizzato, e ‘regalato’ senza alcuna ragione, figlio solo di passione e irrevocabile indole.

Le parole dei saggi mi conquistano e cerco di farne tesoro. Sposto tutto al giorno dopo, convinto che questo mi crei un alibi, una ragione in più per evitare ogni incauta scelta. Ma so già cosa voglio fare, lo so da subito, quando leggo negli occhi o nelle parole di quel giovane chitarrista la speranza e il sogno di un viaggio; un viaggio che non mi sento di interrompere o bloccare, pur con la consapevolezza di chi sa che buona parte di quei sogni usciranno dal cassetto, ma svaniranno come polvere al vento. Eppure lo faccio, e non sempre sono compreso. Perché il mio atteggiamento tradisce entusiasmo, e chi lo riceve crede che io possa realizzare cose che neanche io so di poter fare. Così i miei sofferti regali suonano come promesse mai mantenute.

Mi schernisco. E giocando rivelo con sincerità questo vuoto dopo il mio entusiasmo, ma non sono credibile nella mia verità. Per questo rimando sempre al giorno dopo, sperando di avere il coraggio di negare una mano, di non aiutare l’apertura di quel cassetto, che certe volte è meglio rimanga chiuso.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

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