È online “Chitarra Acustica” n. 05/2019

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È online il numero 05/2019 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

L’oggetto d’amore

A che serve l’amore se non a stabilire le priorità?

La prima volta che il sentimento si manifesta è indirizzato verso i genitori, alla mamma più che al papà. La ragione è semplice: nove mesi condivisi fanno della figura materna la prima immagine di riferimento, la prima di cui innamorarsi. Nel tempo il papà tenta il sorpasso, inseguito dai nonni, dagli zii, dai cugini, dalla prima compagna di scuola… Tutti si muovono sulla stessa linea, anche se la mamma rimane sempre in testa. Poi, con la pubertà e la conseguente tempesta ormonale, l’attrazione verso il proprio e l’altro sesso inaspettatamente sbaraglia ogni contendente. Diventa l’unico pensiero, la ragione che ci fa alzare la mattina presto e andare a letto tardi senza sentire nessuna fatica, arzilli e motivati come mai si potrebbe immaginare. Successivamente arrivano gli hobby: lo sport, la fotografia, l’arte e – per i più fortunati – la musica.

Una chitarra può fare la differenza. Subito non ci si fa caso, sembra solo parte dell’arredamento. Ma pian piano finisce per accompagnare ogni momento, ogni amore, fino a diventare amore essa stessa.

Ricorderai la prima canzone per la mamma, poi quella per la ragazza, quindi quella per i nonni che volano via. Gioie e dolori, suonati, raccontati, descritti, nota per nota. Arrivano i figli: ognuno di loro avrà la sua canzone, così come il sole, il tramonto, la luna, il fondo del cuore, la cima dei capelli, i sogni persi e quelli realizzati.

Ma arriva anche il tempo in cui i genitori invecchiano, i figli se ne vanno e incominciano a mancare le persone dell’infanzia. Prima le più lontane, poi il cerchio si stringe creando un vuoto, un silenzioso buco nero che raccoglie tutto fino agli affetti più vicini. Questo segna anche il nostro tempo: senza farci caso siamo diventati zii, genitori, nonni, permettendo al gioco della vita di completare il suo giro. Quando accade e quando ce ne accorgiamo, è sempre troppo tardi, perché tutto è già stato, tutto è già avvenuto.

Allora arriverà il momento delle valutazioni. Quanto amore abbiamo dato e quanto ne abbiamo ricevuto? Ma a chi abbiamo voluto più bene? Le risposte sono simboliche, si perdono nei luoghi ovvi e comuni: fare la classifica è impossibile, non si riesce a stabilire una priorità. E se non la si può stabilire, valutare, vuol dire che non c’è stato un vero unico grande amore.

Se l’amore serve a stabilire le priorità, bisogna forse valutare quanto la persona amata ci sia stata vicina.

Guardo sul divano, e la chitarra è sempre lì. Nel tempo modelli diversi si sono dati il cambio, ma la chitarra non è mai invecchiata. E probabilmente continuerà ancora a vivere, a regalare note anche sotto altre mani.

Ma si può amare un oggetto?

No, è sbagliato, è scandaloso solo pensarci…

Eppure, quanti di voi hanno passato la maggior parte del loro tempo con lo strumento in mano? Quanti lo hanno nascosto per primo nel bagagliaio della macchina, carica fino all’inverosimile per la vacanza al mare? Quanti hanno cercato una chitarra piccola da poter smontare e mettere in valigia, per tenere compagnia durante il viaggio di nozze? Quanti ne hanno una nascosta nell’armadio, nel boccaporto della barca con le corde arrugginite, in mansarda, tra i panni della lavanderia o appesa al muro come un quadro d’autore?

E dove ce ne sono tante, si trova sempre lo spazio per una in più.

Se non è questo, cos’è l’amore assoluto?

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

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