È online “Chitarra Acustica” n. 06/2019

0
34

È online il numero 06/2019 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

La questione morale

Un musicista vive di musica, della propria ma anche di quella degli altri. L’ascolto è importante, permette di alimentare la propria creatività. D’altra parte, se uno scrive musica o la suona, vuol dire che la musica gli piace e non credo voglia ascoltare solo la sua.

Molti musicisti si lamentano giustamente del momento di difficoltà: è impossibile riuscire a vivere di musica, non si riesce a suonare per un cachet dignitoso, ci si arrabatta come si può, cercando di accontentarsi pur di poter esercitare la propria arte. In fondo, quello che conta è stare su quel palchetto con la chitarra in mano e proporre il frutto di ore e ore di studio. I sogni di una vita si infrangono su questo scoglio invalicabile, su questa speranza perduta. È faticoso, difficile, solo un’incontrollabile passione può giustificare un tale sacrificio.

Però mi è capitato più volte di ricevere da alcuni musicisti file MP3 scaricati, tab e spartiti fotocopiati. Il tutto illegalmente. Ho visto lezioni con altissime visualizzazioni sui social, realizzate senza richiedere un permesso agli autori dei brani utilizzati; libri di trascrizioni di brani famosi, pubblicati senza nessuna autorizzazione. D’altra parte, ci sono i servizi di streaming digitale, perché non approfittarne?

Ora, un piccolo editore come Fingerpicking.net deve fare i conti con la burocrazia, talvolta inaccessibile. Per pubblicare l’arrangiamento di un brano famoso, bisogna aspettare alcune volte anche un anno per ricevere l’autorizzazione a costi insostenibili. Certi progetti nascono con entusiasmo e svaniscono con amarezza, proprio per la difficoltà di sostenere i costi e tollerare i tempi di realizzo. Certo non è piacevole vedere che qualcun altro, che lamenta la sua difficoltà finanziaria da musicista, pubblichi liberamente in PDF e a pagamento quel progetto a cui hai dovuto rinunciare.

Mi sforzo allora di costruire un ragionamento: se faccio il musicista e ho difficoltà a sopravvivere con il mio lavoro, come posso pensare di approfittare gratuitamente del lavoro degli altri? I quali a loro volta si lamenteranno di non riuscire a ricavare nulla dalle loro composizioni e proseguiranno in questo tortuoso percorso. È un circolo infinito, costruito sulla disperazione e sullo sfruttamento. Un circolo vizioso che andrebbe interrotto introducendo il rispetto verso l’altro, verso il riconoscimento del lavoro altrui, unica strada per aver apprezzato e remunerato il proprio lavoro.

Dai quello che speri di ricevere o, più cristianamente, non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te stesso.

Solitamente la risposta a questa mia osservazione è che, comunque vada, al musicista in tasca finisce ben poco. Anche se si paga l’abbonamento a Spotify per ascoltare la musica digitale, l’artista non percepisce quasi niente. Perché dunque arricchire le tasche di chi sfrutta la musica? Per protesta è meglio sottrarsi a questa gabella.

Qui scatta la questione morale: invece di lottare per un’ingiustizia, se ne aggiunge un’altra che ci rende complici del meccanismo. È come non pagare le tasse, perché poi tanto il governo sperpera e non sa amministrare. Governo, peraltro, che abbiamo contribuito a eleggere.

L’accusa verso i sistemi digitali non può risolversi con una semplice avversione al pagamento, secondo me del tutto pretestuosa visto il costo esiguo del prodotto. Tutto questo è solo un esercizio del vizio di volerne approfittare, di non credere nel lavoro degli altri, ma solo nel proprio.

Nonostante questo, la musica invece continua a vivere. Roberto Vecchioni, persona di illuminata intelligenza e di matura esperienza, ha scelto di non pubblicare in digitale il suo ultimo lavoro L’Infinito. Chi vuole ascoltare la sua musica deve comprare il CD o il vinile: bella mossa, professore! Accompagnato da un coro di offese da parte di chi, indignato, non ha potuto ascoltare il suo nuovo lavoro gratuitamente, qualche giorno fa è stato premiato con il disco d’oro: un premio che vale il doppio, anzi il triplo. Complimenti per l’idea e un bravo a chi, come me, ha comprato il CD compiacendosene per la bellezza e la qualità. L’arte vince sempre su tutto.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui