È online “Chitarra Acustica” n. 09/2019

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È online il numero 09/2019 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

 

Il silenzio degli innocenti

Il caldo fa la sua parte. I modi eleganti e moderati spesso si ribellano al pesante accanimento dell’afa, che pur regalando finalmente la stagione che piace agli italiani, quella delle vacanze, rende gli stessi più irritabili e confusi.

Le belle giornate di mare, o le lunghe passeggiate in montagna, invece di portare serenità contribuiscono alla ricerca interiore del malcontento. È una ricerca intima, analitica, dettagliata, che non lascia spazio a interpretazioni o ad alcuna sorta di riflessione, ma esplode violenta, primordiale, intensa, senza alcuna barriera linguistica e senza nessun rispetto per lo sfortunato interlocutore.

Tutto questo ha il senso del cattivo, del non buono, dell’incivile e dell’ineducato. Preferiamo allora il silenzio, per non essere confusi nella massa che sbraita, urla, si rivolge all’altro con l’intento di colpire la parte più sensibile, quella più delicata e debole, quella più esposta e indifesa, per ferire, per far male, per lasciare traccia del proprio operato, affinché non venga ignorato e sia ricordato tra tutti come il più feroce, il più violento, il più… estremo.

Sembra allora che questo enorme silenzio di cui ci circondiamo ci aiuti a distinguerci, a costruire un muro invalicabile tra noi e loro. Invece è solo una difesa vigliacca, una fuga dalla paura dell’attacco. Preferiamo il timido sorriso piuttosto che la libera espressione, rinneghiamo il dialogo perché di parlare con gli stupidi non siamo in grado: ci trascinano al loro livello e poi ci massacrano con l’esperienza. Così facendo, questo mutismo è diventato quasi un assenso, un consenso, che ci rende complici e colpevoli inconsapevoli.

Forse, se a ogni intervento ‘simpatico’ ma fuori luogo, avessimo il coraggio di replicare con riverente competenza, spiegando che una frase ‘maldestra’, alla prima osservazione critica, non può diventare una simpatica battuta incompresa, o che l’esibizione involontaria di una dismessa vanità non interessa nessuno, ma rende ridicolo solo il tronfio protagonista; se capissimo che parlare dei propri problemi o dei problemi degli altri possa far parte di un’idea di libertà, che un tempo veniva chiamata ‘partecipazione’, e non mira a soddisfare esclusivamente i propri desideri repressi, forse l’ondata violenta dell’ignoranza, dopo aver tentato un ultimo agguato, sfoderando il peggio che possa produrre, pian piano si dissolverebbe lasciando solo tracce inutili e inconsistenti del proprio passaggio.

Questo lungo incipit potrebbe essere applicato a qualsiasi argomento, sia esso politico, sociale, civile. Ma la testata per cui scrivo mi imporrebbe collegamenti con l’oggetto proprio della nostra rivista, per cui ogni divagazione che non preveda la musica come argomento sarebbe sconsigliabile. Per questo vi suggerisco di rileggere quanto scritto fin qui, cercando di applicare le mie parole al nostro ambito, evitando qualunque parallelismo con fatti o eventi che riguardano la nostra società.

Di argomenti pertinenti ce ne sono tanti che potrebbero essere analizzati, come quello accaduto al nostro amico Tonino Tomeo, che si è visto cancellare la partecipazione a un evento chitarristico perché stava ‘antipatico’ all’organizzatore, nell’ignoranza totale della valenza artistica del musicista. Forse voi non sapete quanti dei nostri idoli siano nella vita privata realmente ‘insopportabili’; e questo è un bene, perché un artista lo si giudica per le sue opere, non per il suo carattere.

Potremmo anche trattare l’argomento dei festival chitarristici a budget zero, nei quali ‘la visibilità è così importante’ che non puoi mancare! Anche se il posto è sperduto, non ha nessuna valenza artistica, perché l’organizzatore non ha nessuna competenza, ma fa pagare un biglietto per l’ingresso… Tu hai la ‘visibilità’, ma anche lui deve pur guadagnare qualcosa!

Potrei proseguire, anzi sicuramente lo farò, perché come vi dicevo non è più tempo di silenzi: è arrivata l’ora del dialogo, del coraggio, della difesa delle proprie idee. Il mondo non è solo di chi urla più forte. Il silenzio non sarà più la difesa degli innocenti. Quel silenzio che ci rende in parte colpevoli diventerà parola, tornerà nelle strade, nelle piazze, nella vita di ogni giorno. E la nostra chitarra suonerà ogni nota di questo percorso, fino alla fine, perché così era all’inizio.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

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