Effedot classica

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(di Mario Giovannini) – Quindi, ci siamo. Devo ammettere una punta di emozione nel cominciare a scrivere queste righe. Il progetto delle chitarre effedot ha una storia lunga, come abbiamo raccontato nel numero scorso [Chitarra Acustica, n.05/2015, ndr]. Ma anche la progettazione e realizzazione vere e proprie ci hanno tenuto ‘sulla corda’ per parecchio tempo. E’ stata una sensazione unica prendere in mano i primi esemplari, così come iniziare a parlarne al ‘mondo’. La premessa è doverosa: non ci sarà niente di obbiettivo in questo articolo – e in quelli che seguiranno – sui nostri strumenti. O meglio, con la certezza di aver fatto tutto il possibile per realizzare degli ottimi strumenti a un prezzo inarrivabile, la selezione e la ricerca di ogni possibile difetto sono stati fatti a monte. A questo punto si tratta solo di raccontare il risultato finale, di cui siamo ‘abbastanza’ orgogliosi.

effedot_classicaPiccolo riassunto delle puntate precedenti per chi si fosse distratto: con l’idea di realizzare la migliore chitarra possibile al prezzo più basso, ci siamo rivolti al mercato orientale imbattendoci in un geniale ingeniere che aveva appena perfezionato il progetto di un innovativo disegno delle catenature denominato Triangle Punched Bracing. In pratica il bracing tradizionale viene alleggerito non con la consueta ‘scallopatura’ ma grazie a dei fori triangolari praticati al laser all’interno delle catenature. Questa procedura, grazie alle proprietà geometriche del triangolo di mantenere inalterati i giochi di forza e di scarico, permette di allegerire di molto il bracing mantenendo inalterata al tensione delle tavole. Quindi strumenti estremamente risuonanti, leggeri e con un eccellente equilibrio su tutta la gamma sonora. Questa è stata la base su cui abbiamo poi sviluppato tutta la progettazione della serie.

Ma veniamo alla nostra effedot classica, oggetto della prova. Si tratta di uno strumento estremamente essenziale, no frills come direbbero i colleghi americani, dal design semplice ed essenziale, ma estremamente indovinato. Tavola in abete, fasce e fondo in mogano, tastiera in palissandro in match con ponte e paletta. Le giunzioni sono ornate da leggero binding BWB. Le meccaniche dorate, con palettina in gomma nera, sono precise, graduali e affidabili. Questo è l’unico modello che non riporta la f. sulla paletta. Su una chitarra classica l’effetto non sarebbe stato gradevole come risulta invece essere sulle sorelline acustiche.
La realizzazione è praticamente impeccabile, anzi semplicemente esente da difetti. Questo perché, oltre alla buona progettazione di partenza e alla scelta di un partner estremamente affidabile, è stato effettuato un accurato controllo qualità alla ‘fonte’, in modo che non uscisse dalla fabbrica nulla che non fosse al livello adeguato.

Una volta imbracciata, la chitarra risulta molto leggera e piacevolmente bilanciata. Sia in accavallatura classica che tradizionale. La scelta del set up della chitarra è una sorta di via di mezzo, a cavallo tra i due mondi. Che si può trovare immediatamente adatta alle proprie necessità – come nel mio caso – oppure si può modificare in maniera in maniera molto semplice. Così come la larghezza del nut, 52 mm, dovrebbe essere adatto sia a un approccio ‘da conservatorio’ quanto a un utilizzo più crossover.
effedot_meccanicheLo strumento è perfettamente intonato, senza nessun ‘buco’ di frequenza lungo tutta la tastiera. Che, per altro, risulta molto comoda e suonabile da subito. E il suono… c’è! C’è tutto. A dimostrazione della validità del progetto che sta alla base di tutto. Bassi profondi, corposi e definiti, cantini rotondi e mai vetrosi, medi ben presenti senza essere troppo ‘invadenti’. Il sustain è lungo, corposo e arricchito da una punta di riverbero naturale. E’ davvero una chitarra adatta… a tutti. Versatile, ben realizzata, ben rifinta e che costa il giusto. Può essere il primo strumento per chi si accosta a un percorso di studi classico quanto per il chitarrista acustico che vuole aggiungere un po’ di nylon alla sua tavolozza sonora. Senza trascurare jazz acustico o bossa nova, generi in cui la effedot si dimostra estremamente a suo agio.

Siamo partiti dall’idea di una chitarra sociale, ovvero uno strumento di buona qualità alla portata di tutti. Alla prova pratica si può dire che siamo andati anche oltre… parecchio oltre. Rispolverando un vecchio tormentone degli anni ’80 non resta che: provare per credere!

Mario Giovannini
mario.giovannini@chitarra-acustica.net

effedot_cordeScheda tecnica
Tipo: Chitarra classica
Costruzione: Cina
Importatore: Aramini Strumenti Musicali s.r.l., Via XXV aprile, 36 Cadriano di Granarolo (BO) info@aramini.net
www.mogarmusic.it
Prezzo: Euro 149
Top: Abete
Catene: Abete
Fasce e fondo: Mogano
Manico: Mogano
Tastiera: Palissandro
Ponte: Palissandro
Binding: BWB
Meccaniche: dorate con palettina nera

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