Eko WOW 018 SO – WOW 018 SC Pickup e Eko Power Blend PB01

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(di Dario Fornara) – Le chitarre Eko della serie WOW sono strumenti che rappresentano al meglio il rinnovamento messo in atto dal glorioso marchio italiano, puntando su nuovi prodotti che coniugano alla storica tradizione aspetti innovativi e moderni. Concepito dall’instancabile Massimo Varini, il progetto è stato sviluppato da Roberto Fontanot, che ne segue personalmente la produzione in una fabbrica in Cina, dove un team di liutai lavora sotto la sua direzione. Eko definisce la serie WOW come una serie realizzata senza compromessi: l’acronimo che sta dietro questa ‘esclamazione’ – che devo dire è uscita anche dalla bocca del sottoscritto, quando ha aperto le due custodie che contenevano le due chitarre in prova – è ‘Wood of the World Series’, ed esprime la cura nella accurata selezione dei materiali utilizzati.

Roberto Fontanot ha spiegato che sceglie di persona il cocobolo, l’ovangkol e il koa utilizzati per la realizzazione dei tre modelli disponibili, con tavole rigorosamente in massello, dalle venature straordinariamente figurate. Per il top viene utilizzato dell’abete rosso italiano di primissima scelta, il ponte e la tastiera sono in ebano, mentre il manico è in mogano. La forma della WOW si basa sul design Eko 018, che ricalca più o meno le misure di una Martin 00.

Le chitarre che mi sono state inviate per il test sono due: una 018 SO in ovangkol e una 018 SC in cocobolo. Colpiscono immediatamente, come già anticipato, la qualità dei legni, la costruzione e le finiture praticamente perfette. Le WOW sono chitarre ‘di liuteria’, realizzate a mano, ed è evidente quanto lavoro sia stato fatto per raggiungere un simile risultato in terra d’Oriente e per garantirne una qualità costante. Gli strumenti, appena imbracciati, si fanno apprezzare per un setup praticamente perfetto, con una action da corsa, un relief corretto… e perfino il capotasto con i solchi della profondità giusta; tutti aspetti spesso trascurati, mantenendo di regola degli ampi ‘margini di sicurezza’. La cosa mi è sembrata addirittura strana, al punto di telefonare direttamente a Fontanot per chiedergli se le chitarre in questione fossero passate preventivamente sotto le sue mani, prima dalla spedizione: la risposta è stato un tassativo no… bene! Quindi, legni selezionatissimi per una cassa che sfoggia una rosetta assai originale, un intarsio che non sto a descrivere in quanto la foto rende meglio di ogni spiegazione: è sicuramente in linea con l’originalità del progetto e con la volontà di perseguire una certa eleganza e preziosità generale.

Selletta (compensata) e capotasto sono in osso, i bridge pin sono in ebano e hanno un piccolo inserto in abalone, la tastiera in ebano monta dei tastini di dimensioni medie, perfettamente lucidati; anche le estremità non presentano spigoli fastidiosi, contenute da un binding in legno. Il manico ha una sezione a C ‘schiacciata’, che Eko definisce Low C: uno shape che molti troveranno decisamente comodo e veloce, e che garantisce una buona presa senza essere troppo consistente. I segnaposizione sul bordo della tastiera sono per chi scrive (…e per l’età che avanza) un po’ troppo piccoli e quasi invisibili al buio. La paletta monta delle meccaniche Grover dorate, del tipo vintage butterbean, che svolgono come al solito egregiamente il loro lavoro; il logo Eko intarsiato sul fronte della stessa è in abalone (?), ha dei riflessi blu scuri e tende un po’ a scomparire nel nero che la circonda (probabilmente l’utilizzo di madreperla in questo caso avrebbe creato un contrasto cromatico più visibile). Detto questo, l’insieme risulta assai accattivante e la realizzazione generale superiore alle mie più sincere aspettative.

Imbracciando le WOW, la mia sorpresa è stata grande e il feeling da subito familiare, che ho avuto nel suonarle, quasi imbarazzante. Le misure del capotasto, 46 mm, e quelle soprattutto del diapason, 630 mm, sono quelle a me congeniali e che caratterizzano tutti gli strumenti custom di liuteria che possiedo (Illotta, Chatelier ecc). La comodità della scala corta, che prediligo da anni, e quindi della minore tensione generata dalle corde unitamente a una tastiera più ampia, rendono queste chitarre estremamente suonabili e moderne. La cassa dalle dimensioni ridotte genera un suono di base, in entrambi i modelli, equilibrato e definito: più morbido, medioso e vellutato quello della WOW in ovangkol; più energico, con maggiori bassi e proiezione quello della WOW in cocobolo. Il sustain è generoso, il volume anche, e mi rimane la grande curiosità di provare anche la sorella in koa, sulla carta la più definita delle tre.

Le WOW sono chitarre perfette per il fingerstyle: la loro leggerezza le rende pronte e reattive anche a un tocco non particolarmente energico, mentre l’intonazione e il suono controllato renderanno assai semplice la loro ripresa in studio di registrazione, anche utilizzate con un plettro in strumming.

Lo ammetto, sono rimasto molto sorpreso dalla qualità di questi strumenti, sia per il loro suono che per la loro bellezza e finitura. Roberto Fontanot mi ha confidato che continueranno a produrne fino a che riuscirà a recuperare personalmente il materiale per la loro costruzione: un progetto ambizioso, di chitarre che meritano grande attenzione e che consiglio di provare personalmente, senza pregiudizi. Il rapporto qualità/prezzo è straordinario.

Le chitarre non montano nessun sistema di amplificazione: soluzione coraggiosa che condivido e che ne valorizza l’ascendente prettamente acustico. Per ogni evenienza… mi è stato comunque dato in prova un pickup Eko Power Blend PB01. Ho effettuato quindi una semplice installazione ‘volante’ sul modello in ovangkol, che non avendo una predisposizione adeguata (preforo di adeguate dimensioni in zona end pin) mi ha costretto a lasciare la presa jack di collegamento fuoriuscire dalla buca (Massimo e Roberto, pensateci al foro… una grande comodità!). Peraltro il collegamento volante è agevolato da un comodo accessorio in dotazione, una taschina che permette di fissare la presa jack proprio all’end pin, evitando pericolosi svolazzamenti del cavo.

Il Power Blend PB01 è un pickup con doppio sistema: pickup magnetico (humbucker) e microfono a condensatore. Può essere installato su chitarre con buca di dimensioni dai 90 ai 105 mm di diametro. L’elettronica attiva integrata è alimentata da una batteria al litio da 3 V (2032) che ne garantisce un centinaio di ore di utilizzo continuo. Il sistema mi sembra decisamente ispirato a un celebre modello di un’importante azienda americana, che conosco bene e che rimane uno degli standard di riferimento per oggetti di questo tipo; pensiero che voglio condividere mentre mi accingo a collegare il tutto al mio fedele amplificatore: sono pronto!

Il Power Blend PB01 ha due piccoli potenziometri a rotella che servono a regolare il volume generale e quello del microfono a condensatore. Come ormai tutti sappiamo, il microfono a condensatore ha la funzione di dare al suono maggiore ‘aria’ e apertura, oltre a essere indispensabile per ‘sentire’ le percussioni prodotte sullo strumento, elemento tecnico e stilistico assai attuale e largamente utilizzato dai chitarristi acustici contemporanei. Il pickup non ha espansioni polari regolabili, ma il bilanciamento di volume tra le varie corde è ottimale. Anche la sensibilità del microfono è ben calibrata e consente il suo utilizzo senza problemi di feedback, anche a volumi considerevoli. Insomma, non avrete problemi di questo genere se state suonando da soli su un palco di piccole dimensioni, e non sarete costretti a utilizzare quell’odioso tappo alla buca capace di trasformare il suono di qualsiasi eccellente chitarra in quello di una pietosa Cigar Box! Il timbro di base ha un buon equilibrio, i bassi escono definiti e non privi di una certa naturalezza, mentre i cantini sono caratterizzati da una certa mediosità peraltro tipica di molti sistemi simili. Il suono ottenibile da un pickup magnetico installato su una chitarra acustica, in generale, o lo si odia o lo si ama. E anche in questo caso bisogna fare i conti e valutare se tutti i vantaggi connessi (semplicità di installazione, gestibilità del volume, presenza, bilanciamento, resistenza al feedback ecc.) prevalgono rispetto a una sonorità un po’ artefatta e duretta.

Una corretta equalizzazione e il giusto bilanciamento con il microfono a condensatore permettono in realtà di ottenere con il Power Blend PB01 un buon suono, facilmente gestibile nei più svariati contesti, e di far uscire in modo adeguato il proprio strumento, magari in situazioni di particolare volume dove proprio la presenza diventa fondamentale. Una valida alternativa a prodotti simili, a un prezzo più vantaggioso.

Dario Fornara

dariofornara1@alice.it

www.dariofornara.it

Scheda tecnica

Eko WOW 018 SO (in ovangkol) e WOW 018 SC (in cocobolo)

Tipo: chitarre acustiche

Produzione: Eko Music Group – Via Oliviero Pigini, 8 – 62010 Aneto (MC)

www.ekomusicgroup.com

Top: abete italiano massello

Fondo e fasce: ovangkol massello (WOW 018 SO), cocobolo massello (WOW 018 SC)

Tastiera: ebano

Capotasto: 46 mm

Profilo: Low C

Tasti: 14

Scala: 630 mm

Manico: mogano

Giunzione: set-in dovetail neck joint

Ponte: ebano

Meccaniche: Grover

Finitura: naturale, lucida

Prezzo WOW 018 SO: € 1049

Prezzo WOW 018 SC: € 1389

Scheda tecnica

Eko Power Blend PB01

Tipo: pickup per chitarra acustica

Produzione: Eko Music Group – Via Oliviero Pigini, 8 – 62010 Aneto (MC)

www.ekomusicgroup.com

Configurazione pickup: 1 humbucker, 1 microfono a condensatore

Output: jack 1/4”

Larghezza: 23 mm

Lunghezza: 101 mm

Alimentazione: batteria 3 V (2032)

Durata batteria: 105 ore (uso continuo)

Prezzo: € 190

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