Fabio Mariani “Trattato di improvvisazione e di armonia moderna”

0
95

«La musica è un linguaggio, non una lingua, ma segue i medesimi princìpi, per cui c’è un alfabeto, c’è una grammatica, c’è una sintassi e c’è una letteratura.» Vogliamo introdurre l’argomento che andremo a recensire utilizzando proprio le parole dell’autore di un’opera monumentale, di cui tracceremo i passaggi fondamentali.

Fabio Mariani è chitarrista e didatta di fama internazionale, che certo non ha bisogno di presentazioni. Ma vale la pena ricordare una sua opera, quel Trattato di chitarra jazz che venne pubblicato nel 1984 dalla Carisch e che è divenuto nel tempo un must della didattica moderna per più di una generazione di giovani chitarristi. È la doverosa citazione di un ‘antefatto’ editoriale, senza soffermarci peraltro sugli oltre 500 saggi didattici di chitarra jazz che ‘nel frattempo’ il Nostro ha trovato il tempo di diffondere su riviste specializzate come Chitarre, Guitar Club, Musica Jazz, Fare Musica, Axe.

Qui ci concentreremo su un recente ‘capitolone’ di ben cinque libri, scritti e pubblicati da Fabio Mariani con l’editore Volontè & Co. tra il 2018 e la prima metà del 2019, il primo dei quali è appunto il Trattato di improvvisazione e di armonia moderna – Da Bach a Corea, considerazioni sul linguaggio jazzistico nell’armonia contemporanea. Questo trattato è una dissertazione molto articolata, in cui Mariani ha messo nero su bianco tutto quello che ha capito della grammatica, della sintassi e della letteratura jazzistica e non solo. È diviso in 20 capitoli, che possono anche essere miscelati diversamente dall’ordine in cui sono stati concepiti e stampati, perché di fatto sono 20 moduli differenti all’interno dei quali trovarci delle idee da interiorizzare e, volendo, sviluppare.

Il concetto base è che in musica tutto poggia sul principio per cui, data una tensione, si va verso una risoluzione. Questi due semplici stati psicoacustici vengono espressi dal movimento della dominante verso la tonica. Per descrivere questo percorso, nel libro si parla della musica colta, dalla classica al jazz, che ha evoluto tutto ciò in maniera sostanziale. Si citano esempi di autori classici come Bach, Paganini, Mozart, perché le fondamenta della sintassi musicale partono da lì. Bach aveva già espresso tutto quello che poi è stato realizzato e approfondito nei secoli successivi.

Nel libro troviamo tutte le forme geometriche con cui si può suddividere l’ottava, dalla divisione in due che è il tritono, alla divisione in tre con la triade aumentata, in quattro col principio diminuito, in cinque con la scala pentatonica, in sei con la scala esatonale, fino alle divisioni in sette e otto con le scale maggiore e minore, armonica e melodica, e infine in dodici con la scala cromatica.

All’interno di queste divisioni sono scritti centinaia di pattern che si trovano suonati all’interno del CD allegato al libro, in formato MP3. Ci sono esattamente 314 tracce, di cui almeno 15 backing tracks, basi musicali, molto utili per fare pratica.

E poi, accanto alla parte nozionistica, c’è una letteratura da cui non si può prescindere. Ci si possono trovare frammenti di composizioni di Parker, di Miles Davis, dal bebop al blues, di cui sono analizzati i turnarounds, come quello famosissimo da “Giant Steps” di John Coltrane.

L’ultimo capitolo è dedicato a “Trascrizioni e frammenti”. Il principio del ‘frammento’, afferma Mariani, è fondamentale: un intero assolo non è forse un insieme di tante frasi? Quindi estrapolare la singola frase e farla propria, spostarla di tonalità, applicarla da un’altra parte, sia essa un blues o una canzone, è un esercizio fondamentale per creare una propria tavolozza di pattern da cui attingere.

La cosa bella, aldilà dello studio ed esercizio costanti da applicare, è il senso ‘filosofico’ che ne esce fuori, cioè il come si pensa quando si elabora un fraseggio, una frase, nel rispetto del tempo che abbiamo a disposizione. L’improvvisazione, fatta di questo come, si poggia sulla conoscenza dell’armonia, oggetto di questo trattato.

Le analisi dei frammenti finiscono con il Miles Davis di “So What” dal famosissimo Kind of Blue del 1959. È l’assolo meno virtuosistico di tutti, ma sicuramente il più colto mentalmente per come le note vengono ‘dipinte’ nello spazio e nel tempo. A dimostrazione che non è importante il numero di note che si producono, ma la loro qualità, data da come stanno sul tempo e come sono ragionate all’interno di un certo contesto armonico, sottende Mariani.

Ci piace concludere la descrizione di questo primo ‘capitolo’ editoriale con una chiosa dello stesso autore: «Sono convinto che ognuno di voi troverà quello che cerca e forse quello che non sapeva di dover cercare!»

Manuale di accordi, scale e arpeggi

Volontè & Co.

Uscito nell’ottobre dello scorso anno, questo libro può essere considerato una ‘quasi enciclopedia’, vale a dire un compendio sistematico di tutti quegli elementi che vengono regolati dalla grammatica per chitarra e che vanno sotto il nome di scale, arpeggi e accordi.

Fabio Mariani ha il merito di aver messo chiarezza in quel mare magnum di informazioni presenti nell’ambito della didattica per chitarra. È grazie alla sua esperienza pluridecennale che ha potuto separare ‘le cose da fare’ da quelle che possono e devono essere tralasciate, a vantaggio di un unico obiettivo da raggiungere: suonare con consapevolezza e competenza.

Il tutto viene rapportato al sistema CAGED (secondo la nomenclatura anglosassone: C = Do, A = La, G = Sol, E = Mi, D = Re), quel metodo che rende più agevole e immediata la determinazione delle note sulla tastiera della chitarra, risalendo alle posizioni su cui si costruiscono gli accordi. Accordi che hanno una specifica ‘forma’ che può essere traslata su tutto il manico.

Partendo da questa premessa, è possibile ‘guardare e riconoscere’ la posizione di accordi, scale o arpeggi all’interno di ognuna delle cinque posizioni del CAGED.

Il manuale prosegue con la trattazione delle triadi maggiori e minori, di tutte le scale, gli arpeggi sia a triadi che a 4 voci, i relativi esercizi, tutti gli accordi a 4 voci, di settima, di sesta, nona, undicesima, tredicesima, sospesi e alterati.

Tutta questa materia, ribadisce giustamente Fabio Mariani, la ritroviamo nei brani musicali che si andranno a studiare: quanto più ci saremo esercitati con scale, arpeggi e accordi, tanto più cresceremo tecnicamente e musicalmente nel suonare i brani che li contengono.

Un manuale per tutti i livelli assolutamente indispensabile.

Corso professionale di chitarra jazz/pop – 1: Studi melodici e armonici, scale, triadi melodiche e armoniche – Livello base

Volontè & Co.

«La scala è l’analisi del grado e l’accordo ne è la sintesi» sostiene Arnold Schönberg. «Suonare ripetutamente le scale significa formare l’orecchio, quella percezione necessaria che poi ci guiderà nel creare musica»: con questo approccio mentale, Fabio Mariani ci introduce alla materia didattica oggetto dei tre volumi del suo Corso professionale di chitarra jazz/pop.

C’è da dire subito che sono libri rivolti allo studente molto motivato, che vorrà diventare un musicista professionista, anche se il livello del primo volume può ancora essere fruito dal chitarrista autodidatta, con però un buon livello di conoscenze più o meno consapevoli che siano soltanto da riordinare.

Questo volume 1 contiene tutti quegli elementi utili per conoscere approfonditamente la tastiera in ogni suo ‘angolo’. In primis, quindi, scale e triadi. Il libro è suddiviso in due parti: gli studi melodici e gli studi armonici.

Nella prima parte si trovano 135 studi nelle cinque aree verticali del sistema CAGED, con le scale modali per gradi congiunti in tutte le possibili combinazioni melodiche. Segue una serie di studi sugli arpeggi per gradi congiunti e uno studio finale per ogni area del CAGED, che vede uniti scala e arpeggio per ogni grado. Quindi vengono affrontate due importanti forme armoniche, le cadenze II-V-I e i turnarounds I-VI-II-V. La cadenza è quel movimento che va dalla tensione alla risoluzione, concetti connaturati al discorso musicale; invece i turnarounds sono il contrario: si parte dalla risoluzione (tonica) per andare verso la tensione (dominante, ovvero la quinta della tonica) e ricominciare da capo. Le cadenze e i turnarounds esposti sono quelli più ricorrenti in ogni situazione musicale. Bisogna imparare da subito cosa vuol dire ‘passare da un grado a un altro’, ‘da un accordo a un altro’. In questo volume sono trattate le cadenze composte e i turnarounds semplici. Tutto con le triadi, per far crescere la ‘consapevolezza’ del suono della triade.

La seconda parte affronta la tastiera in modo orizzontale: le corde si affrontano a gruppi di tre per volta, analizzando tutti i rivolti possibili; triadi strette (close position) e triadi late (open position) a gradi congiunti, con vari studi per sviluppare la tecnica degli accordi.

Molto utili le raccomandazioni rivolte agli studenti, tese a far studiare sempre a tempo usando le basi presenti nel CD allegato, a individuare sempre dove sta la tonica dei vari accordi, arpeggi o scale, e a memorizzare gli studi non appoggiandosi sempre al libro.

Corso professionale di chitarra jazz/pop – 2: Studi melodici e armonici, arpeggi e accordi a 4 voci nelle cadenze, turnaroundss & blues, warm-up, walking bass – Livello intermedio

Volontè & Co.

Anche il volume 2 è suddiviso in due parti: la prima dedicata agli studi melodici e la seconda agli studi armonici. È tutto basato sugli accordi di settima e arpeggi a 4 voci, dove troviamo i gradi congiunti della scala, le cadenze, i turnarounds semplici, con una dominante secondaria e con due dominanti secondarie. Nel jazz, ma non solo, l’uso delle dominanti secondarie è fondamentale. Il bebop di Charlie Parker era tutto basato su cadenze e turnarounds. Molto utile, poi, l’aggiunta dello studio del blues in F in ogni area del CAGED, sia con studi melodici che armonici. Il blues è un’altra forma fondamentale da studiare a fondo, dice Mariani, proprio perché contiene sia cadenze che turnarounds.

A completamento, un capitolo tutto consacrato a esercizi di riscaldamento (warm-up), con 5 basi ad esso dedicate e contenute nel CD allegato, in cui a ogni ripetizione di chorus corrisponde un graduale aumento della velocità, da 120 BPM fino a 190 BPM.

Nella seconda parte, tutta dedicata agli accordi, si affrontano sia le soluzioni verticali che quelle orizzontali. Viene trattato con un capitolo dedicato il walking bass, attraverso esercizi sulle cadenze, sui turnarounds e sul blues.

Con questo secondo volume si sarà raggiunta una notevole familiarità sulla chitarra, condizione necessaria ad affrontare il linguaggio jazzistico vero e proprio, oggetto del volume 3.

Corso professionale di chitarra jazz/pop – 3: Studi melodici e armonici, scale diminuite, esatonali, arpeggi e accordi alterati su cadenze, turnaroundss & rhythm changes – Livello avanzato

Volontè & Co.

Questo terzo libro è l’evoluzione di tutto il materiale contenuto negli altri due. Qui Mariani affronta l’uso delle scale alterate applicato alle cadenze semplici (V-I), e i turnarounds con l’uso di sostituzioni e abbellimenti. E infine una chicca: i rhythm changes, la struttura armonica di “I Got Rhythm” di George e Ira Gershwin.

Il ‘giro di accordi’ di questo brano, divenuto uno standard, anzi lo standard per eccellenza, è stato ‘preso in prestito’ da giganti del jazz come Duke Ellington, Charlie Parker, Sonny Rollins, George Benson, tra gli altri, per scriverci sopra le proprie linee melodiche e poter poi improvvisare su un giro già noto. Un po’ come si fa con il blues.

Avviandosi alle conclusioni, Mariani dispensa alcuni consigli e suggerimenti, tutti rivolti a stimolare la creatività dello studente, a sperimentare, a osare, a riplasmare la materia per ridarle nuova vita attraverso proprie idee o anche nuove contestualizzazioni. Sempre cercando di ‘capire cosa si sta suonando’, per poi inserirlo dove e come.

Un lavoro di grande importanza e imperdibile questo Corso professionale di chitarra jazz/pop, grazie al quale Fabio Mariani riconferma la sua notevole preparazione musicale e di didatta, l’amore per la musica e il jazz in particolare, l’interesse appassionato per le giovani schiere di chitarristi, cui trasmettere il proprio sapere per la gioia di condividerlo.

Gabriele Longo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui