Gibson e ruspe

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C’è un video che gira in rete in questo periodo, che definire ‘virale’ è quasi un eufemismo: 500 (cinquecento!) Gibson Firebird X triturate da una ruspa che ci passa sopra, a più riprese. Non metto neanche il link, tanto l’hanno visto tutti… Saranno anche elettriche, ma il chitarrista medio, quello che passa metà della vita a sognarsela una Gibson e – se va bene – l’altra metà a coccolarsela, non può comunque rimanere indifferente.

Ma soprattutto, la domanda più importante è: perché? Perché quelle chitarre sono state distrutte così brutalmente, in maniera così eclatante? Non potevano essere donate in beneficenza alle scuole o riciclate in qualche modo? Gibson non ha rilasciato dichiarazioni in merito, facendo anche causa all’ex dipendente che ha diffuso il video su YouTube. Rolling Stone l’ha trovato e intervistato. Il testo integrale lo trovate a questo link:

https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/la-vera-storia-delle-500-gibson-distrutte-da-una-ruspa/473071/

BJ, l’addetto alla triturazione insomma, narra la vicenda in toni leggeri e piuttosto ironici. E, in effetti, la causa si è poi conclusa a tarallucci e vino, con Gibson che si è impegnata a una donazione di mille chitarre, una al giorno, per i prossimi tre anni a scuole e programmi di istruzione.

Personalmente, dopo aver approfondito un po’ la cosa, ritengo l’operazione un vero capolavoro di comunicazione in era ‘social’. La Firebird X era un progetto fortemente voluto da Henry Juszkiewicz, il vecchio CEO di Gibson, una chitarra cervellotica, poco realistica, basata su un software già obsoleto al momento del rilascio e non aggiornabile; e, cosa non trascurabile, brutta come poche. I 500 pezzi protagonisti del video erano anche difettati, al punto da non poter neanche essere ‘riciclati’ in qualche modo. E allora cosa ha fatto James ‘JC’ Curleigh, l’attuale CEO? Ha eliminato una plusvalenza di magazzino non indiffrente e, allo stesso tempo, ha mandato un forte messaggio di rottura, nel vero senso della parola, con il vecchio corso Gibson. Un messaggio chiaro, forte, inequivocabile!

Devo dire che JC già mi sta parecchio simpatico. Speriamo che alla dichiarazione di intenti seguano anche i fatti… ne hanno un gran bisogno.

Mario Giovannini

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