La liuteria a Woodstock

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(di Alessio Ambrosi) Ed eccoci a un’altra puntata di questa mia rubrica di racconti sugli appuntamenti chitarristici nel mondo, quei guitar show che, con grande energia e passione, cercano di far crescere la cultura della chitarra e creare occasioni a costruttori e interpreti per valorizzare le loro produzioni. Questa volta il viaggio ci ha portato nello Stato di New York a Woodstock, patria del celeberrimo festival musicale del 1969 – siamo ormai a 50 anni dalla storica kermesse musicale! – e location dove si svolge da qualche anno il Woodstock Invitational Luthiers Showcase, una ricchissima esposizione di chitarre con la presenza dei migliori liutai americani, canadesi e di alcuni invitati europei.

L’amico Baker Rorick, infaticabile ideatore e organizzatore dell’evento, è una persona di grande simpatia e capacità. Con lui c’è una sintonia speciale cementata nelle visite reciproche – è stato un nostro gradito ospite a Sarzana e Cremona – e insieme condividiamo stima e mission nel mondo della chitarra acustica. Rispondere al suo invito annuale e poter visitare una così bella manifestazione, in un posto magico come le foreste dai mille colori autunnali di Woodstock, è un piacere a cui non poter rinunciare. E così ci siamo messi in viaggio nella seconda metà di ottobre scorso, non rinunciando ovviamente anche a qualche giorno di soggiorno a Manhattan, tanto più che questa volta mia figlia Alice mi ha accompagnato ed era per lei la prima volta a New York City!

Woodstock è un piccolo e bellissimo villaggio immerso nei boschi, e il Teatro di Bearsville – dove si svolge lo Showcase – è un’antica struttura in legno, completamente in sintonia con l’ambiente che la circonda, in cui l’esposizione di centinaia di chitarre di alta liuteria acquista una dimensione speciale, un calore che avvolge espositori e visitatori. Dopo i saluti di Baker e di sua moglie Betsy, impegnati come sempre nell’istancabile lavoro di coordinamento di tutta la manifestazione, iniziamo la nostra visita ammirando i vari strumenti esposti e incontrando uno dopo l’altro liutai e amici, con molti dei quali abbiamo condiviso nel tempo tanti momenti anche in Italia, dagli anni di Sarzana agli ultimi dell’Acoustic Guitar Village di Cremona Musica. Ken Parker, Chris Jenkins, Linda Manzer, Bryan Galloup, John Thomas, Dick Boak, Richard Hoover, Michael Gurian e tanti altri ci salutano con quel calore e senso di appartenenza ad una stessa comunità, che è una delle sensazioni più belle che si provano nel colorato e passionale mondo della chitarra acustica. Anche alcuni italiani presentano i propri lavori e siamo veramente felici di trovarli a cimentarsi con la liuteria internazionale: tra gli altri, abbiamo incontrato Mirko Borghino con chitarre archtop di grande livello, che riscuotevano un ottimo successo!

Gli strumenti esposti sono tutti di grande fattura e denotano come sempre una continua ricerca, sia nel campo delle sonorità, sia nella fantasia delle forme e degli abbellimenti, con gioielli assoluti come le ultime chitarre di Linda Manzer, William ‘Grit’ Laskin, Michael Greenfield, Claudio Pagelli, e quelle di altri liutai, autentici artisti nella costruzione di strumenti che rappresentano il sogno di tanti collezionisti e musicisti.

Ogni mattina è piacevolissimo sostare per un caffè e una fetta di torta, preparata dai volontari che affiancano gli organizzatori, nella speciale sala relax al piano inferiore del teatro, dove è possibile conversare e incontrare espositori e musicisti. Con piacere abbiamo ricordato i momenti molto piacevoli trascorsi insieme in Italia con i due grandi interpreti Tony McManus e Stephen Bennett, entrambi intenti a provare strumenti e a preparare le performance che avrebbero avuto luogo sul palco situato nella sala attigua allo spazio espositivo.

Oltre alla grande sala centrale del teatro, nell’area si trovano altri edifici immersi nel bosco, con le stesse caratteristiche in legno. Questi edifici compongono i vari spazi in cui si svolge la manifestazione e lì si tengono diversi appuntamenti di approfondimento, seminari e presentazioni. Con interesse abbiamo assistito a una conferenza di Jim D’Addario che, in modo impeccabile, ha illustrato attraverso parole e immagini la sua grande azienda di produzione di corde.

Le giornate sono trascorse piacevolmente tra prove di strumenti e colloqui all’interno della mostra di liuteria, partecipando a esibizioni dal vivo, a seminari di approfondimento e facendo passeggiate nel piccolo ma grazioso villaggio di Woodstock, dove tutto ricorda il mitico raduno musicale del 1969. Woodstock è tuttora un luogo dove la cultura alternativa trova la sua patria ideale: centri culturali e di benessere, gallerie d’arte, negozi di gadget musicali e articoli di varia e curiosa natura. Caffetterie e ristorantini si susseguono lungo la strada principale; in tutti questi ambienti si respira un’atmosfera di serenità ed eleganza, ma la filosofia resta comunque: «Hippies always welcome!»

La nostra visita ha avuto poi momenti di assoluta piacevolezza nelle serate dopo la chiusura della mostra espositiva. La prima sera di venerdì 26 ottobre abbiamo partecipato a un buffet in un locale di Woodstock con tutti i liutai della manifestazione, durante il quale sono state celebrate in particolare le donne costruttrici di strumenti a corde, con un premio speciale a Linda Manzer e con una simpatica foto finale di gruppo al femminile. La sera del sabato siamo stati invitati a una cena nella casa dove alloggiavano alcuni dei più importanti liutai al mondo: Michael Gurian (Gurian Instruments), Dick Boak (Martin Guitar), Richard Hoover (Santa Cruz Guitar Company), Roger Sadowsky (Sadowsky Guitars), Matt Umanov (Matt Umanov Guitars). È stata una serata indimenticabile – in molti ci siamo cimentati in cucina, compreso il sottoscritto con pennette alle melanzane fortunatamente molto apprezzate – durante la quale il clima di amicizia e convivialità, vista la lista di padroni di casa e ospiti, ha confermato la teoria che lo spessore dei personaggi leader in vari campi artistici spesso si accompagna alla umana semplicità. La lista degli ospiti comprendeva anche i liutai Linda Manzer, Joe Veillette e due leggende della musica, entrambe residenti a Woodstock: Happy Traum, memoria storica del Greenwich Village di New York, e John Sebastian, fondatore dei Lovin’ Spoonful e storico partecipante al festival di Woodstock. Per mia figlia Alice aver cenato a fianco di uno dei mitici performer di quel grande evento del 1969 sarà per sempre un ricordo indelebile.

Partecipare alla tre giorni del Woodstock Invitational Luthiers Showcase è stata quindi ancora una volta una bellissima esperienza, utile per l’aggiornamento del sapere e dell’evoluzione della liuteria, e ricca di momenti piacevoli nel bellissimo mondo degli attori della chitarra acustica internazionale. Alcuni di loro, come Ken Parker, Dana Bourgeois, Michael Greenfield e altri, li vedremo sicuramente al prossimo Acoustic Guitar Village a Cremona Musica 2019.

Il viaggio non poteva non concludersi con un’altra visita nella splendida Manhattan, questa volta accompagnati da un clima mite e soleggiato, guidando mia figlia nei luoghi affascinanti di questa grande città, culla di cultura e storia della civiltà moderna. Protagonista assoluta è sempre la musica con le sue tappe obbligate: Carnegie Hall, Madison Square Garden, Radio City Hall, Apollo Theater, Lincoln Center, i club del Greenwich Village, tutte location che hanno vissuto momenti esaltanti con le esibizioni dei più grandi artisti internazionali.

Appuntamento alla prossima avventura, sempre seguendo il circuito della chitarra nel mondo.

Alessio Ambrosi

Artistic Advisor

Acoustic Guitar Village, Cremona Musica

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