Martin 00-28 Reimagined

0
235

(di Alfonso Giardino) – Da più di quattordici anni sono un felice possessore di una Lakewood M-32 Custom ma, pur essendole (stato) fedele, la GAS – lo sapete bene – è sempre in agguato. Come un avvoltoio nel deserto, forse non la vedi, ma stai sicuro che è lì a disegnare cerchi in alta quota, sulla tua testa, e aspetta. Non ha fretta, sa che prima o poi crollerai al suolo quando, assetato e disperato, in preda alle allucinazioni, supplicherai: «Una chitarra nuova, ti prego!»

Be’, non so a voi, ma a me è andata così. Complice, forse, la ‘fissa’ che in quest’ultimo periodo mi ha preso per Eric Bibb: vivaddio, un po’ di sano e classico fingerpicking blues! Ed è stata proprio la voglia di ‘rinfrescare’ un po’ il mio repertorio, che mi ha indotto a cercare una chitarra che mi potesse dare altre sonorità, più tipicamente americane (…avevo finalmente trovato l’alibi per l’acquisto!).

Ma cosa cercare? Quale il (momentaneo…) ‘Sacro Graal’ che avrebbe placato la mia sete? A questo punto, mi son detto, prima che l’artrosi mi attanagli le dita, perché non togliersi lo sfizio di una Martin?

Devo dire la verità, non so neanche il perché, ma il famoso ‘suono Martin’ non è mai stato tra i miei sogni di chitarrista. Ho sempre preferito chitarre dal suono arioso, con i bassi profondi, più orientate a sonorità ‘celtiche’ che made in USA. Però tant’è, perché non provare? Come si dice, alla fine una Martin resta sempre un buon investimento nel caso non dovesse più piacere.

Ma quale modello? Io suono in fingerstyle, quindi l’ambito resterebbe quello di una Orchestra Model, o di una 000. E allora, spariamo subito alto: OM-42! Troppo abalone e fronzoli inutili? Sì, ma a me piacciono… Il costo, ben oltre il mio budget, però mi ha fatto tentennare. Avrei dovuto vendere la mia Lake e, sinceramente, mi piangeva il cuore. Questa M-32 l’ho fatta fare direttamente al Custom Shop della Lakewood, avendo personalmente scelto legni e rifiniture. Non me la sono sentita.

Ripiego, allora, su una OM-28, praticamente identica alla OM-42, ma senza fronzoli. Cerco prima tra l’usato ‘privato’ in zona Roma, avendo così l’opportunità di provarla proprio con la M-32 di fianco: almeno al mio orecchio, le due chitarre mi sono sembrate tutto sommato simili. Saranno stati gli stessi legni (top in abete, fasce e fondo in palissandro indiano), gli shape sostanzialmente simili, saranno state le mie orecchie poco esperte, ma lo ‘stacco’ che cercavo non l’ho trovato.

E adesso? Dicevo della possibilità anche di una 000 ma, visto che si differenzia dalla OM solo per la scala corta, dovevo cercare altrove… E così parte la ricerca nei vari shop on line nella speranza di un’illuminazione, barcamenandomi tra legni – palissandro o mogano? – e altri marchi alternativi alla Martin.

Giro che ti rigiro, mi salta all’occhio una Martin 00-28 Reimagined ‘ex demo’, del novembre 2018. Stiamo sempre parlando di abete – Sitka in questo caso – e palissandro, ma l’opzione 00 non l’avevo mai considerata (non è che se ne trovino poi tante in giro, almeno qui da noi) e, abbinata alla scala corta, mi ha subito istintivamente intrigato.

A questo punto, puntato il negozio che avrei avuto la possibilità di visitare, per fare le cose per bene mi vado a scegliere altri modelli ‘papabili’, nella speranza di trovare… vabbe’, l’ho già detto! Questa, dunque, la lista oggetto del confronto, con la quale mi presento in negozio: Martin 00-28 Reimagined (ex demo); Martin OM-28 Reimagined; Martin OM-18E con L.R. Baggs Anthem Pickup; Bourgeois Vintage OM Adirondack Top con Schertler Lydia Equalizer (usato); Gibson L-00 Standard 2019 Vintage Sunburst; Maton EBG808TE Tommy Emmanuel; Martin OM-35E con L.R. Baggs Anthem Pickup; Martin OM-42 (visto che c’ero…).

Ve la faccio breve, la 00-28 le ha battute tutte! È ovvio che questo è un giudizio strettamente soggettivo. Ma, per il suono che avevo in testa, per i miei gusti personali, per le proporzioni dello strumento, per le mie mani, questa Martin mi è calzata a pennello!

Qualcuno mi dirà che, per il suono blues che cercavo, una chitarra in mogano sarebbe stata l’ideale: vero, non a caso avevo inserito nella lista una OM-18… Tuttavia a me il mogano ha detto poco: si vede che sono del PP (Partito del Palissandro)!

C’è anche da dire che – grazie a tutto il tempo concessomi dalla gentilezza e competenza del negoziante, che mi ha pazientemente assistito per un paio d’ore – ho avuto modo di verificare che molte chitarre erano nuove di ‘pacca’, tirate fuori dall’imballo davanti ai miei occhi, quindi ancora acerbe. Ma non me la sono sentita di investire su una futura maturazione dei legni (rischio artrosi incipiente, vista l’età…). Del resto, avevo trovato una chitarra che mi aveva fatto esclamare l’auspicato «wow», che volevo di più?

La prova nella saletta messa a disposizione in negozio mi ha consentito di ascoltare per bene le caratteristiche sonore di questa Martin; anche se c’era il solito chitarrista elettrico che, quando noi acustici siamo in fase di acquisto, rompe sempre i ‘cabasisi’… Però la consacrazione, e la definitiva scomparsa dell’ansia per la paura di aver fatto un incauto acquisto, c’è stata finalmente a casa.

Una volta aperta la custodia rigida (in dotazione) devo dire che, ad osservare bene, anche il lato estetico mi appaga: la 00-28 non avrà l’abalone e la scritta Martin sulla paletta della OM-42, ma la bellezza dei legni, la sobrietà delle rifiniture e dell’herringbone sul top, gli intarsi sulla tastiera con i classici diamonds and squares, donano un equilibrio e un fascino che non passano inosservati.

Inaspettatamente, almeno per me, tra le mura domestiche la chitarra rivela una personalità spiccata, con un sustain pieno e duraturo, una suonabilità fuori dal comune (poi la porterò dal liutaio per il definitivo setup) grazie anche alla scala corta, dolce e severa all’occorrenza, e si dimostra adatta a quel fingerpicking che cercavo, almeno secondo i miei gusti, pur essendo estremamente versatile proprio grazie all’abbinamento dei legni.

I toni medi sono quelli che predominano (non è un caso che questo modello venga denominato ‘00’), ma se la sai ‘stimolare’ (!) risponde alle sollecitazioni regalandoti bassi e acuti decisi e sempre in evidenza, anche se mai eccessivi o ‘predominanti’. Ecco, è questa la caratteristica che ho maggiormente apprezzato: suonata in fingerstyle, ogni nota la puoi sentire ben distinta e bilanciata: sta a te saper poi sfruttare le dinamiche e dosare i volumi. A questo proposito, nonostante la cassa piccola rispetto agli altri modelli adatti al fingerstyle, il suo volume è straordinario, a mio parere alla pari con alcune dread. Lo strumento non disdegna, quindi, un uso con il plettro, anche se, credo, è più adatto all’accompagnamento della voce.

È opportuno ricordare che la serie Standard Reimagined è stata presentata nel 2018 per riproporre i modelli tradizionali del catalogo Martin, avendo apportato – grazie all’evoluzione delle tecniche costruttive – alcune rivisitazioni atte a renderli più ‘moderni’. I puristi storceranno il naso, ma le ragioni del mercato spingono sempre la produzione verso offerte appetibili per il pubblico più giovane. Ecco, quindi: il manico con il nuovo shape Modified Low Oval, più comodo da maneggiare; la tastiera High Performance, che consente una maggiore velocità di esecuzione; l’incatenatura X-Brace Scalloped, i legni con finitura Aging Toner e il binding in antique white per conferire il look vintage dei modelli di riferimento.

Inutile dire che mi son dovuto ricredere circa il suono Martin. E non so se, come e quando sarò vittima di un altro attacco di GAS. Ma al momento mi sento appagato e questa 00-28 me la godrò sicuramente per molto tempo. Senza dimenticare la Lake, ovviamente, altrimenti fa la gelosa…

Alfonso Giardino

Scheda tecnica:

Martin 00-28 Reimagined

Body: 00-14 Fret

Top: abete Sitka

Incatenatura: X-brace scalloped

Fasce: palissandro indiano

Fondo: palissandro indiano

Manico: select hardwood

Shape del manico: Modified Low Oval / High Performance Taper

Costruzione: dovetail neck joint

Tastiera: ebano

Intarsi tastiera: diamonds and squares short pattern

Scala: 24.9”

Tastiera al capotasto: 1 3/4”

Tastiera al XII tasto: 2 1/8”

Finitura fasce/fondo: gloss

Finitura top: gloss

Ponte: ebano

Meccaniche: nickel open gear

Custodia: molded hardshell

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui