Paola Selva “Legno e vento”

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Nonostante da diversi anni Paola Selva si dedichi alla chitarra acustica, la sua formazione classica lascia le sue tracce migliori nella composizione, nel tocco, nella precisione assoluta, nella cura delle dinamiche. Non c’è quel certo senso di ‘impalamento’, che a volte mi sembra impedisca ai classici di dondolare la testa, all’occorrenza. Di strummare forte, se serve. Di vibrare le corde lateralmente, invece che longitudinalmente, quando ci vuole.

E così Legno e vento, l’album di esordio, contiene undici tracce più una ‘bonus track’, tutte – eccetto un medley – composte dalla nostra e suonate come soltanto un chitarrista acustico di grande esperienza immaginavo potesse fare.

Inizia con la title-track, con un inizio morbido, sospeso… e sospeso rimane anche quando diventa grintoso e trascinante. “Forse” è un brano bello, una ballad se vogliamo. “Confine” è un titolo che riguarda verosimilmente la terra del Friuli, ma non può non riguardare quel confine tra la classica e l’acustica, che Paola varca a suo piacimento, perfettamente a suo agio. Si dice che i Celti siano migrati, nell’età del bronzo, verso la Grecia e l’Anatolia… la quarta composizione in scaletta, “Myaynak”, composta su un’aria armena, inizia con una suggestione celtica, ma ben presto ti trovi a immaginare un paesaggio caucasico… Molto suggestiva.

Insomma, non scriverò dodici recensioni, questo è per farvi capire che ogni brano ha un senso proprio e definito, eppure c’è una bella continuità. E anche il medley, un bell’arrangiamento di due classici, “Smooth Operator” di Shade e “Oh, Fortuna” dai Carmina Burana, riesce ad essere un brano con una sua continuità per niente scontata. Tra ballad e brani più veloci e grintosi, come “Sbandaradan”, si arriva a “Storie d’acqua”, la deliziosa bonus track, con la voglia di continuare… o ricominciare, perché il disco è già finito.

Completano la festa la grafica, con il bellissimo acquarello di Chiara Giorgiutti in copertina e nell’inlay del CD, e il suono: registrato benissimo da Giuliano Michelini al Woodhouse Studio, e magistralmente mixato da una conoscenza di tutti i chitarristi acustici italiani, Pietro Nobile, nel suo Acoustic Design Studio. Come dice una delle fantastiche tracce, “Chitarristicamente”.

Giovanni Pelosi

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