Pickup magnetico – Fishman Blackstack

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(di Daniele Bazzani) – Una linea vincente di prodotti volti ad amplificare le nostre sei corde acustiche si arricchisce di una new entry, il nuovissimo Blackstack, pickup magnetico passivo da buca che va a posizionarsi in modo importante fra modelli di grandissimo successo. Dalla stessa casa americana sono usciti modelli molto noti, come la serie Rare Earth (Single Coil, Humbucker e Blend, tutti attivi) e i più economici Neo D (Single Coil e ora anche Humbucker, passivi); il Blackstack si va a posizionare nel mezzo, perché è nella fascia più alta ma è anche passivo, evitandoci quindi il fastidio della sostituzione delle batterie. Andiamo a conoscerlo.

fishman_web2Caratteristiche
A un primo sguardo ricorda un magnete oggi leggendario, il notissimo Sunrise che si è fatto notare sulle chitarre di grandi musicisti degli scorsi decenni, come Michael Hedges. La tecnologia è andata avanti, sono passati molti anni dalla progettazione di quel pickup, proviamo a capire cosa propone di nuovo la Fishman.

Il Blackstack è un po’ più piccolo e forse anche leggermente più leggero del Sunrise (cui somiglia in modo impressionante), ha i poli regolabili tramite un’apposita brugola, che viene data in dotazione, e un connettore a tre vie che permette di collegare il cavo di uscita. Non ci sono ovviamente batterie e il fissaggio avviene tramite due alette laterali che vanno prima avvitate al corpo principale del Blackstack, poi strette fino a fissare il magnete alla buca della chitarra. Proprio riguardo al fissaggio abbiamo incontrato qualche difficoltà: la Fishman fornisce dei piccoli fogli di sughero da fissare alle alette, per fare in modo che la plastica, stringendosi alla buca, non rovini il top della chitarra e per garantire una miglior presa; il pickup a nostra disposizione è solo in prova e per non rovinare il kit non abbiamo utilizzato il sughero, con conseguente difficoltà di bloccaggio. Difficoltà che, va ribadito, è dovuta solo a questa piccola attenzione. Una dimensione leggermente maggiore delle alette la avremmo preferita, per una migliore aderenza, ma siamo nella media; del resto a prodotti di questo livello dobbiamo fare le pulci, perché meritano attenzioni sia in negativo che in positivo (detta così sembra che agli altri prodotti non diamo attenzioni, ma non è vero, sappiatelo!). La dimensione del pickup consente di inserirlo nella buca senza togliere le corde e avendo già inserito il cavo, che uscirà dalla buca, visto che non abbiamo installato il Fishman in maniera permanente; siamo pronti al test in una manciata di secondi.

Il test
Abbiamo collegato il pickup a un amplificatore dedicato alla chitarra acustica, ma senza un preamplificatore apposito, per sentire come suona visto che, essendo sprovvisto di batterie, potrebbe risultare un po’ penalizzato rispetto ad altri modelli simili, ma attivi. Il segnale di uscita è ottimo, inferiore a modelli attivi ma molto migliore di altri passivi che negli anni ci è capitato di sentire; con i controlli in posizione flat non resta che alzare il volume, il suono è già tutto lì, bello rotondo, con quelle caratteristiche che negli anni abbiamo imparato ad apprezzare. Ad alcuni non piacciono, ma poi guarda caso lo troviamo montato sugli strumenti dei grandi professionisti in giro sui palchi di mezzo mondo. Il segnale è buono e ben bilanciato, il rumore di fondo molto basso (con un preamplificatore il tutto migliorerà, va ricordato) e ottima la risposta dinamica, alle dita e al plettro. I sei poli regolabili sono una caratteristica vincente, perché permettono una regolazione fine del volume di uscita corda per corda; non abbiamo avuto bisogno di agire in quel senso, ma abbiamo provato a sentire cosa succedeva e il margine a disposizione è interessante. Non abbiamo riscontrato alcuna particolare propensione al feedback, questa è forse la caratteristica principale dei pickup magnetici e il motivo del loro successo sulle chitarre dei musicisti che vanno spesso sul palco.
Abbiamo accennato al paragone con il Sunrise: il timbro ha caratteristiche davvero molto simili, ma il Blackstack pesa di meno, non ha bisogno del preamplificatore apposito che per il Sunrise era quasi obbligatorio, e non ci obbliga a montare corde al nickel come quel pickup; con questo usiamo ciò che preferiamo. Il prezzo anche dovrebbe essere inferiore, ma su questo non ci sbilanciamo, ci limitiamo a segnalare delle differenze piuttosto evidenti.

fishman_blackstack_webConclusioni
Un ottimo acquisto, in assoluto uno fra i migliori del suo tipo fra quelli sul mercato, se siete in cerca di una soluzione singola per amplificare uno dei vostri strumenti. Personalmente troviamo che, nonostante il Blackstack vi renda indipendenti già da solo, l’accoppiata con un sistema trasduttore microfonico a contatto passivo (tipo K&K o JJB, per intenderci) sia davvero una soluzione eccellente. In quel caso i due pickup, molto diversi nella resa sonora, quando siano entrambi passivi, ci daranno uno spettro estremamente ampio di frequenze da utilizzare e neanche l’ombra di una batteria nella chitarra; che, vi garantiamo, negli anni sarà una cosa davvero apprezzabile.

Chiudiamo quindi segnalando l’ennesima bella novità in casa Fishman: il catalogo si è arricchito di un pezzo molto valido e la possibilità di scelta è ora davvero ampia.

Daniele Bazzani

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 12/2014, pp.48-49

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