Un Paese a Sei Corde visto da dentro

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Intervista a Lidia Robba e Domenico Broschi
(di Mario Giovannini) – Per inventarsi da zero una rassegna di chitarra probabilmente non ci vuole molto, solo un pizzico di fantasia. Per farla crescere e maturare, per farle avere la giusta visibilità, per arrivare alla decima edizione, invece, ci vogliono talento, professionalità, tanta passione e, probabilmente, un pizzico di follia e una buona dose di autoironia. Tutte cose che non mancano a Lidia e Domenico, con cui abbiamo voluto fare una breve chiacchierata in occasione del decimo compleanno della loro amata creatura, Un Paese a Sei corde.

Allora, cominciamo dall’inizio: com’è nata l’idea di Un Paese a Sei Corde?

Lidia Robba
Lidia Robba

Quasi per caso, come tutte le cose belle. In realtà, non sapevamo niente di chitarra acustica, ma avevamo conosciuto Beppe Gambetta attraverso Federica Calvino Prina, che è stata insegnante di danze storiche di Lidia, nonché moglie di Beppe. E ne siamo rimasti affascinati. Con tutta l’incoscienza del mondo, e neanche un soldo in tasca, abbiamo pensato che sarebbe stato bello portare la musica per chitarra sul nostro lago. Il sindaco di un piccolo paese, beato lui, entusiasta, ci ha dato fiducia – ma soldi zero – e… siamo ancora qui dopo dieci anni che portiamo chitarristi in giro tra il Verbano e il lago d’Orta su tantissimi comuni diversi.

Quali sono stati i momenti più intensi di questi dieci anni? Diciamo le immagini che sono rimaste fissate nella memoria…
…Don Ross che suona a Gozzano e, dopo il concerto, cena con sua figlia nella nostra vecchia cucina. Quando siamo riusciti a portare Dan Crary con Beppe Gambetta, completando tutte le ‘figurine’ dei Men of Steel (Tony McManus era venuto l’anno prima). Paolo Angeli che sconvolge le anziane signore di Pettenasco (traduzione dal dialetto: «Non ho capito niente ma il tempo è volato»). Livio Gianola che ci strega con il suo flamenco. Riccardo Zappa che stacca il jack e suona Bach con la dodici corde nella chiesa di Alzo; un mito senza tempo. Poi la serata di 34 volte amore, e forse si è battuto qualche record quella volta; i canadesi della Six String Nation… La magia dei Guitar Republic insieme e presi uno per volta, collocati nelle centrali elettriche dell’Ossola. Chris Proctor che resta chiuso in bagno prima del concerto a Invorio e poi, ridendo, lo racconta al pubblico tra un pezzo e l’altro. Peppino d’Agostino che parla con noi di Giuseppe Marotta e de L’oro di Napoli. Antonio Forcione e Adriano Adewale che, inzuppati di pioggia, fanno un concerto indimenticabile davanti a un pubblico numerosissimo altrettanto fradicio. Pierre Bensusan che si siede per terra a giocare con il nostro cagnone Fedro. Franco Morone e Raffaella Luna che ci portano la frutta del loro giardino. Sándor Szabó ed Edoardo Bignozzi, un concerto di musica difficilissima presentato con una leggerezza straordinaria. Peter Finger che invita Val Bonetti a suonare un bis insieme a lui: indimenticabile la faccia di Val! Luca Allievi che lascia innestata la loop station al termine del concerto, appoggia la chitarra sul sostegno e sparisce nel buio di una chiesa. Bob Bonastre e le sue interminabili playlist dal vivo, rigorosamente anni ’60 e ’70 da cantare in coro, del dopopranzo. Ed Gerhard che sconvolge il prete con il suo blues… la musica del diavolo! Mike Dawes che a cena gusta con entusiasmo fanciullesco il minestrone con pane, olio e sale. Stefano Barbati che cerca di duettare con un corno delle Alpi a Ronco di Pella, brontolando: «Ma proprio in Sol diesis?»
Dai! Non si possono fare queste domande, però… ogni concerto ha lasciato delle tracce, ogni serata si è fissata nella memoria e citarne alcune vuol dire far torto a tutte le altre. Perdonateci. Umanità, persone, non solo musicisti, con i quali parlare di tutto. In dieci anni, tra rassegna ed eventi collaterali, abbiamo organizzato più di 180 concerti. Quante pagine abbiamo per parlare di tutti? Ogni concerto è stato memorabile, perché l’idea di dedicarci a un artista per volta ci permette di assaporare momenti di confidenza e condivisione davvero speciali; ogni concerto e ogni vero artista hanno lasciato qualcosa a Un Paese a Sei Corde. Qualcuno anche un paio di calzini oltre che corde usate, plettri e tanti CD.

Domenico Brioschi
Domenico Brioschi

E quest’anno cosa ci aspetta?
Un grande padiglione Italia, tre giornate dedicate ai grandi marchi Ramirez, Schertler e Chatelier, tre incontri con i liutai, tre concerti al femminile, la sezione “Volare in alto”. Una chiusura internazionale con una coppia straordinaria, in collaborazione con il Six Bars Jail. Novità e conferme per un compleanno pieno di gratificazioni. Il riconoscimento del nostro impegno da parte delle fondazioni bancarie – Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Novarese – ci permette di realizzare questa edizione con una certa serenità e garantire il giusto riconoscimento a tutti i collaboratori. Il team è davvero straordinario ed è l’essenza della manifestazione.

Fare queste cose ‘ai tempi della crisi’ non deve essere semplice, soprattutto per una rassegna lunga e articolata come la vostra. Qual è il vostro segreto?
Essendo un segreto non può essere rivelato. Scherzi a parte, crediamo che le chiavi del successo della rassegna siano essenzialmente tre:
– la passione per la buona musica (quella per chitarra in special modo);
– l’amore per questi luoghi che vogliamo riempire di suoni bellissimi;
– l’atmosfera rilassata che si riesce a creare e mantenere anche nei momenti più difficili, grazie ai collaboratori (più amici che collaboratori) e al pubblico.

Avete già qualche idea per l’anno prossimo?
Troppe! Intanto abbiamo già la nuova grafica della prossima edizione. Ci piace rinnovarci dando sfogo alla creatività, e poi c’è un’idea che ci frulla in testa più di altre. Riprendere il discorso delle “Strane coppie”, cercando nuove proposte artistiche fuori dai circuiti. Continueremo certamente le sezioni già consolidate, ma non diciamo altro altrimenti gli altri festival ci copiano…

Mario Giovannini
mario.giovannini@chitarra-acustica.net

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