Un ricordo di Danilo Metelli

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Danilo Metelli

(di Andrea Fabi) – «Andre’, ce lo sai perché non costruisco chitarre a luglio e agosto?»
«Per la forte umidità e la stabilità dei legni?»
E lui col forte accento folignate:
«No, perché co’ ‘ sto cardo non c’ho voja de fa’ un c….»
Danilo Metelli
Ecco Danilo Metelli: una bellissima persona vera, divertente, sé stesso pure davanti al papa. Danilo se n’è andato in punta di piedi, inaspettatamente, perché con il suo ottimismo e la sua ironia, aveva fatto pensare a tutti che la battaglia contro la malattia fosse vinta o perlomeno a buon punto.
Era molto felice per aver finalmente allargato il suo laboratorio. Chi è passato da Bevagna per un saluto o per prendere una chitarra, si ricorderà di tutte le ‘manovre’ che doveva fare per rendere operativo il suo precedente piccolo paradiso: portare fuori la Vespa, spostare un tavolo, sistemare tutti gli attrezzi…
Danilo non c’è più, ma rimane vivo il ricordo nel cuore di chi lo ha conosciuto. Ci sono due aneddoti che fanno sorridere e scaldano l’anima ogni volta che ci penso, tutti e due legati all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana.
Il primo risale al 2008, quando Roy McAlister è venuto per la prima volta in Italia per tenere un seminario sul tono delle chitarre vintage – seminario a cui Danilo non ha partecipato per stare al suo stand di chitarre – e per un paio di lezioni io ho fatto da traduttore. Nell’ultima lezione, Roy è entrato nel vivo del tema del seminario e ha spiegato misure e schemi delle catene dei piani armonici. Poco dopo la fine del seminario, ho incontrato Danilo e gli ho raccontato cosa Roy aveva disegnato e spiegato pochi minuti prima. Lui è corso via senza dire niente. Poco dopo l’ho visto arrivare con un sorriso a trentadue denti, con i grandi fogli di carta in mano: i disegni di Roy che gli aveva strappato e si era portati via. Sorriso che si è spento quando ha visto che le misure erano in pollici: «E ade’ devo converti’ tutto in centimetri?! Ma porca…»

MetelliNel 2011 invece fu la volta di John Monteleone, il quale se ne stava tranquillamente nel suo stand (chi lo ha incontrato sa che Monteleone è un tipo estremamente riservato) e si è visto arrivare il ‘ciclone’ Danilo con una forma di pecorino e un bottiglione di Sagrantino di Montefalco: «Monteleo’, màgnate ’na fetta de pegorino con noi; eddaje che questa è robba bbona!» La traduzione a Monteleone – che aveva uno sguardo… ‘confuso’ – fu ‘leggermente’ adattata e John, vuoi per la spontaneità di Danilo, vuoi per la bell’atmosfera del festival, si è lasciato andare e si è unito a noi.

Questo era Danilo. Trasudava passione per la liuteria e per la musica: di lui rimangono le sue bellissime chitarre, le sue battute, il suo entusiasmo e la sua spontaneità.
Buon viaggio, amico mio.

«We are sailing away on a river to the sea
Maybe you and me can meet again»…

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