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Fiuggi Guitar Festival, la magia delle sei corde raccontata da Roberto Fabbri

Dal 17 al 20 luglio 2025, la città di Fiuggi diventa ancora una volta capitale internazionale della chitarra con la 19ª edizione del Fiuggi Guitar Festival. Diretto dal maestro Roberto Fabbri, compositore e chitarrista tra i più noti a livello mondiale, il Festival unisce la raffinatezza della chitarra classica alle sonorità del jazz, del flamenco e della musica popolare. Abbiamo incontrato Fabbri per capire cosa si cela dietro la lunga storia di questo appuntamento culturale e per dare uno sguardo a ciò che ci aspetta.


Roberto, diciannove edizioni significano quasi due decenni di passione e continuità: cosa è cambiato nel tuo modo di concepire il Festival dal primo anno a oggi?
La formula è rimasta fondamentalmente la stessa, anche se partivo da un’esperienza più classica legata al Festival Mauro Giuliani. A Fiuggi ho voluto creare uno spazio di incontro tra chitarristi di culture musicali differenti, e nel tempo ho ampliato sempre di più l’apertura verso altri generi oltre il classico.

Il programma spazia dalla classica al flamenco, fino al jazz e alla musica popolare. Come scegli ogni anno l’equilibrio tra tradizione e contaminazione?
La chitarra classica resta il perno centrale, spesso ancora poco conosciuta dal grande pubblico nella sua dimensione solistica. Il Festival vuole proprio mostrarne le potenzialità, bilanciando però con attenzione lo spazio dedicato ai vari generi per offrire un panorama ricco e trasversale.

Il Festival ha un forte legame con Fiuggi e il suo territorio. Qual è il ruolo della comunità locale nella riuscita di questo evento internazionale?
Fondamentale. Tutte le amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, hanno sempre sostenuto il Festival, così come le associazioni di albergatori e commercianti. Fiuggi ha fatto suo questo evento, che è diventato anche una leva di promozione turistica ben oltre i confini nazionali.

Negli anni hai ospitato artisti da ogni parte del mondo: c’è stato un momento o un’esibizione che ti ha emozionato in modo particolare?
Senza dubbio la prima edizione, con il concerto dell’immenso Alirio Diaz. Ma sono tanti i grandi nomi che hanno calcato il palco del Festival: da Lino Patruno a Roland Dyens, da Carlo Domeniconi a Edin Karamazov, il liutista di Sting.

Guardando al futuro, immagini una prossima evoluzione del Festival? Magari nuove location, formati ibridi o collaborazioni inedite?
Sì, la ventesima edizione sarà speciale, con un format inedito, più social e con una serata di Gala pensata per un pubblico ancora più ampio, anche televisivo. Continueremo a puntare su artisti internazionali e grandi nomi del mondo della chitarra.


Una sinfonia di suoni e visioni

Il Fiuggi Guitar Festival non è solo un festival musicale, ma un vero crocevia di culture, generazioni e stili. Grazie alla visione di Roberto Fabbri, ogni edizione rinnova la promessa di stupire, emozionare e soprattutto far dialogare il mondo attraverso le sei corde. E con una ventesima edizione già in cantiere, la musica è pronta a scrivere nuove storie.

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