No Lead Belly, No Beatles – Il re della 12 corde

0
3

(di Giorgio Gregori) – Un paio di giorni dopo la consegna in redazione dell’articolo sugli Angeli Perduti del Mississippi pubblicato a febbraio, Fabrizio Poggi mi ha scritto: «Il mese prossimo siamo a suonare in un festival negli USA», allegando un manifesto del Lead Belly Fest, il cui motto è la frase di George Harrison «no Lead Belly, no Beatles». A quel punto ho pensato di scrivere un articolo su Lead Belly, King of the 12-String Guitar, personaggio quasi sconosciuto in Italia.

2_Lead-Belly-con-la-12-corde-Stella_2Man mano che scrivevo e ricercavo, mi sono accorto che il lavoro si faceva sempre più interessante e venivo a scoperchiare un vaso di Pandora, dal quale usciva buona parte della musica del XX secolo. D’altronde, cover dei suoi pezzi sono state incise da gente come Pete Seeger e The Weavers, Bob Dylan, The White Stripes, Johnny Cash, Elvis, The Grateful Dead, The Rolling Stones, The Doors, Led Zeppelin, Nirvana, Pearl Jam, Tom Petty…

Ma andiamo con ordine: chi era Huddie Ledbetter, soprannominato Lead Belly? Nato il 20 gennaio 1889 a Mooringsport in Louisiana, dall’età di due anni cerca di imparare qualsiasi strumento sul quale ha l’occasione di mettere le mani: fisarmonica, mandolino, pianoforte, chitarra. Lasciata la scuola, a quattordici anni è già un musicista popolare e cantante nelle feste popolari che si tenevano nei weekend, diventando noto come King of the 12-String Guitar, strumento che chiamava affettuosamente ‘Stella’ dal nome della marca – famosa all’epoca – della sua storica 12 corde. Negli anni seguenti viaggia per tutto il Sud-Ovest degli Stati Uniti, suonando, raccogliendo cotone e posando binari ferroviari.
Suonando la chitarra, talvolta si creano dei problemi… e lui disse: «Quando suono, le donne si mettono in cerchio ad ascoltarmi e i loro uomini si arrabbiano»… Fatto sta che nel 1918, per questioni di gelosia, uccide un uomo a Dallas e viene condannato a trent’anni da scontare nella prigione di Stato di Huntsville nel Texas. Nel 1925 scrive una canzone per chiedere la grazia al governatore Pat Neff. Questi, che aveva promesso in campagna elettorale di non concedere sconti di pena a nessuno, rompe la sua promessa e lo rimette in libertà. Ritornato sulla strada con molte nuove canzoni, Lead Belly ritrova un pubblico entusiasta in tutto il Sud. Ma è di nuovo bersaglio di invidie e gelosie. Nel 1930, dopo una lite a una festa, viene condannato a un altro periodo di detenzione nella famigerata Angola Prison Farm, un carcere-piantagione in Louisiana. In un certo senso questo fu un colpo di fortuna, perché lì viene scoperto nel 1933 dai ricercatori John e Alan Lomax, che stavano cercando di registrare canti e ballate tradizionali nel Sud degli Stati Uniti, per conto della Library of Congress. E le cercavano in particolare nelle patrie galere, dove i detenuti non ascoltavano radio, grammofoni e non avevano mezzi di informazione. Lì i Lomax pensavano di scovare canzoni allo ‘stato puro’. E nella prigione di Angola trovarono questo gigante, che conosceva molte canzoni, le cantava e suonava molto bene con la 12 corde. Sono gli anni della Grande Depressione e poi del New Deal, durante i quali i Lomax avrebbero scoperto un altro grande: Woody Guthrie. Il lavoro dei Lomax è stato veramente affascinante, monumentale, le loro registrazioni di musica tradizionale di tutto il mondo sono contenute in oltre cento CD.

3_Lester-and-Seeger-12-String-Guitar-as-Played-by-Lead-BellyL’anno successivo, Lead Belly viene rilasciato e i Lomax lo impiegano in vari modi: sia come autista nei loro vagabondaggi alla ricerca dei canti, sia come cantante, organizzandogli concerti e sedute di registrazione, con i guadagni divisi a metà. E qui si apre un capitolo molto complesso e anche contraddittorio: i Lomax erano affascinati da Lead Belly quale rappresentante vivente di una tradizione che stava scomparendo; ma, contemporaneamente, stavano decollando l’industria discografica e il business dei concerti: Lead Belly veniva pubblicizzato come «colui che scrive canzoni tra un omicidio e l’altro».
I Lomax cercavano da una parte le radici vere dell’America, dall’altra costruivano un mondo americano immaginario, rurale, lontano dalla corruzione delle grandi città, da quella economia che aveva portato alla rovina. Un mondo nel quale doveva esserci spazio per i bianchi, per i neri, per i poveri. È molto interessante il saggio pubblicato nel 1991 dalla rivista American Quarterly, “Our Singing Country: John and Alan Lomax, Lead Belly, and the Construction of an American Past”. Le canzoni spesso rappresentarono un veicolo per messaggi di liberazione e di lotta sindacale. Alan Lomax era uomo di sinistra, che ai tempi del maccartismo fu costretto a emigrare in Europa, dove cominciò a registrare la musica popolare dei vari Paesi europei, Italia compresa.

Lead-BellyLead Belly era un jukebox umano, aveva circa cinquecento pezzi in repertorio. Se le sue prime registrazioni realizzate dai Lomax – The Library of Congress Recordings (1934-1943) – sono quelle ‘autentiche’, per i Lomax era necessario fare in modo che il pubblico delle grandi città capisse i suoi testi, malgrado l’accento di Lead Belly fosse talvolta incomprensibile. Lo invitarono così a inserire delle parti parlate nel mezzo delle canzoni, fino a modificarne anche i testi. Un esempio è “Mister Tom Hughes’ Town”, registrata nel 1934, canzone che narra di un giovane che esce di casa per godere dei piaceri del quartiere a luci rosse della città di Shreveport, in Louisiana, dove Tom Huges è sceriffo. Nel 1935 fu realizzata una nuova registrazione per la ARC (American Record Corporation) e, in questa versione, il ragazzo si pente e chiede perdono in ginocchio alla mamma… Nelle edizioni della ARC spesso i pezzi sono più lenti, per far capire meglio le parole, e inframmezzati da parti parlate. Questo aspetto sarà ancora più accentuato quando, nel 1940, Lead Belly comincerà a incidere per la RCA Victor.
Purtroppo, con l’esigenza di rendere le sue canzoni più fruibili al grande pubblico anche nella parte musicale, la manipolazione si fa evidente. Invece del robusto strumming degli inizi, a fine carriera Lead Belly si dedicò a dolci arpeggi e varie fioriture, muovendosi parecchio sul palco, camminando qua e là, agitando la chitarra sopra la testa o dietro la schiena… ma qui il ‘degrado’ spettacolare sconfina in un rock and roll ante litteram!
In effetti, la versione completa della frase di George Harrison riportata all’inizio è: «No Lead Belly, no Lonnie Donegan. Therefore no Lead Belly, no Beatles». Lonnie Donegan è stato l’esponente di punta dello skiffle, genere musicale col quale hanno cominciato tutti i grandi musicisti inglesi degli anni ’60: Beatles, John Renbourn, Van Morrison, Roger Daltrey, Jimmy Page, Ritchie Blackmore, David Gilmour e tanti altri. E un grande successo di Lonnie Donegan fu la versione velocizzata di un brano del repertorio di Lead Belly, “Rock Island Line”.

Lead Belly morì nel 1949 all’età di 64 anni. Non si arricchì in vita e morì sei mesi prima che la sua canzone “Goodnight Irene” vendesse due milioni di copie nella versione dei Weavers, il gruppo di Pete Seeger. E poi ebbero molto successo “Bring Me Li’l Water Silvy”, “Midnight Special”, “Rock Island Line”, “Kisses Sweeter than Wine”, “Old Cotton Fields at Home” e altre.

Il suo stile chitarristico fu inconfondibile. Fece della chitarra a 12 corde un ‘nuovo’ strumento. Un bel manuale del 1965 è A Folksinger’s Guide to the 12-String Guitar as Played by Leadbelly di Pete Seeger e Julius Lester per la Oak Publications, un’ottantina di pagine con testi, esempi musicali e vari consigli. Viene sottolineato fin dall’inizio: «Non suonate la 12 corde come se fosse una 6 corde, è uno strumento differente!»

Woody Guthrie e Lead BellyIl problema, con la 12 corde, sono… le corde! Quanti di noi si sono trovati a suonare una… ‘11 corde’, perché il maledetto Sol acuto mancava in quanto rotto? Una 12 corde può essere accordata principalmente in due modi. In primo luogo ‘in Mi’, cioè come una chitarra normale partendo dalla sesta corda in MI, con le quattro corde basse di Mi, La, Re e Sol raddoppiate all’ottava superiore, e i doppi Si e Mi cantini accordati all’unisono: le corde in questo caso sono di solito .010-.047, con la corda accoppiata al Sol di calibro .009 (ma in commercio ci sono anche mute .009-.046 o .008-.040). Oppure, come nel caso di Lead Belly, si possono usare corde più spesse (tipo .012-.054) e accordare la chitarra più bassa, più o meno due toni e mezzo sotto: Si Mi La Re Fa# Si. Dico ‘più o meno’ perché l’altezza reale della sesta corda poteva spaziare tra La e Do#. Ma attenzione! Lead Belly accordava la corda accoppiata alla corda più bassa due toni sopra (cioè in Re# invece che in Si) e le tre coppie di corde più acute all’unisono.
Per la mano destra usava un thumbpick di plastica e lunghi fingerpick di metallo. Inoltre, non usava mai il capotasto e di solito si limitava a suonare – considerando l’accordatura normale ‘in Mi’ – nelle posizione delle tonalità di Mi, La, Re, Sol e Do. Talvolta poi usava un’accordatura aperta di La, alzando cioè di un tono la quarta, terza e seconda coppia di corde; se però la chitarra è già troppo ‘tirata’, si può ottenere lo stesso risultato abbassando di un tono la sesta, quinta e prima coppia di corde.

Lead Belly, come si è visto, ha influenzato molto i musicisti degli anni ’50 e ’60 che hanno creato il rock quale lo conosciamo. Non so quanti chitarristi al giorno d’oggi ambiscano a suonare ‘come’ Lead Belly: la sua può sembrare (sottolineo: ‘sembrare’…) una tecnica molto semplice e rudimentale. Ascoltare oggi, distrattamente, l’originale di quel valzerone che è “Goodnight Irene” potrebbe far sorridere. Ma andate a cercare le versioni dello stesso pezzo di Tom Waits, Ry Cooder, Van Morrison dal vivo con Lonnie Donegan, e soprattutto quella di John Martyn con Mavis Staples… Tuttavia, studiare il suo stile è molto interessante se si vuole ricreare quel suono e cantare canzoni di quel periodo.

Pete-Seeger-12-String-Guitar-as-Played-by-Lead-BellyIl mio consiglio è di procurarsi il disco didattico della Folkways di Pete Seeger, 12-String Guitar as Played by Lead Belly del 1962; sul sito della Folkways è possibile anche scaricare gratis il libretto allegato con gli esempi musicali. La Smithsonian Folkways ha pubblicato l’anno scorso un cofanetto di cinque CD, Lead Belly: The Smithsonian Folkways Collection, con un libro allegato di 140 pagine. Pete Seeger gli ha dedicato un intero disco di canzoni, Pete Seeger Sings Leadbelly (Folkways, 1968), affermando che sono «alcune delle più belle canzoni mai conosciute». Un altro CD molto interessante è Lead Belly Sings for Children (Smithsonian Folkways, 1999) con canzoni per bambini, work songs, blues e spiritual che Lead Belly usava in concerti per i più piccoli, dove comunicava loro le esperienze e le emozioni della vita adulta.
Su YouTube è interessante il documentario Legend of Lead Belly, con immagini d’epoca e interviste (solo in inglese e senza sottotitoli, purtroppo), e il film Leadbelly (1976), anch’esso in lingua originale, che inizia con dei detenuti in pigiama a righe e i piedi incatenati che sotto il sole spaccano pietre: a un certo punto la guardia chiama uno di loro e lo porta in una baracca, dove ci sono uno sgabello, una chitarra e un paio di persone che gli chiedono di cantare (John Lomax con un assistente): Lead Belly inizia, e nel film come in sogno scorre la vita turbolenta che l’ha portato in carcere. Per ultimo sottolineo l’importanza della Lead Belly Foundation (www.leadbelly.org), che oltre a preservare la memoria dell’artista propone programmi didattici per giovani musicisti.

«Non fu un’ispirazione, fu la ispirazione. Se non fosse per lui, non sarei mai stato quello che sono. Non penso che sia realmente morto. Ci sono persone i cui corpi muoiono, ma non penso che il loro spirito muoia con loro.» (Van Morrison)

Giorgio Gregori

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui