Otto anni ad Acoustic Franciacorta (aspettando il nono)

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Girare per le strade di Provaglio d’Iseo come se fossero quelle della tua città, avere un albergo dove tornerò per la nona volta tra pochissimo, trovare i soliti, grandi, amici, e conoscerne di nuovi, trovarsi a tu per tu con molti dei ‘grandi della terra’ e scambiarci due chiacchiere, magari anche qualche nota.
È una sensazione speciale, sentirsi non una rotella in un ingranaggio ben progettato e costruito, ma libero di fare le cose che Giorgio Cordini e Luisa Moleri si aspettano, in fondo, da me: suonare un po’, dare una mano, accorciare o allungare il mio set a seconda degli eventi che lo precedono o lo seguono, fare il giurato all’ormai affermato concorso, oppure seguire le prove delle chitarre di liuteria, partecipare alla tavola rotonda dell’occasione.
Ricordo perfettamente la prima edizione, che si svolse tutta nel complesso monasteriale di San Pietro in Lamosa: cominciai da un workshop nella cosiddetta ‘Disciplina’, e già mi colpì l’afflusso di persone. Chiunque organizzi qualcosa del genere sa che le ore pomeridiane non sono le migliori per far uscire di casa molta gente in estate, eppure il miracolo era avvenuto!
La sera, il concerto nella basilica gremita. L’incontro con il simpaticissimo Armando Corsi, gli applausi generosi del pubblico verso tutti noi.
La cosa che ha caratterizzato maggiormente Acoustic Franciacorta rispetto a tutte le altre manifestazioni del genere è stato l’incremento delle sedi dei concerti nei comuni vicini. In realtà, in otto edizioni, ho suonato soltanto due volte a Provaglio d’Iseo, una da solo e una col grande Rodolfo Maltese (una forte emozione quella serata, nella quale ho scambiato le prime due chiacchiere con un altro mito, Peter Finger). E due volte a Cortefranca, anche lì una volta con Rodolfo e una volta da solo. Una volta a Coccaglio.
L’anno scorso ad Ome, una serata ‘de fuego’! Aprire per Eric Lugosch e Francesco Buzzurro non era uno scherzo, eppure le persone, gentilissime quanto i compagni di serata, incluso un divertente imprevisto duetto con Riccardo Zappa, sono venute a congratularsi anche dopo l’esibizione dei fantastici Lugosch e Buzzurro: il Gruppo Alpini che ha nutrito e abbeverato Eric e me fino allo sfiancamento…
Che cos’ha di speciale Acoustic Franciacorta per me: fondamentale è l’incontro con i ‘fratelli’ Reno e Alex, spesso il viaggio con Andrea Carpi, ritrovare Giorgio e Luisa, ma non trascurerei niente, dai posti nuovi che ho avuto la possibilità di vedere, agli ormai vecchi amici ed amiche dell’associazione Libera Accademia in Franciacorta. Ehi, non dimentichiamo il carissimo Pierre, che ormai conosce la mia chitarra così bene da amplificarla meglio di tutti!
La più grande emozione personale è stata, al concerto di Stefan Grossman al castello di Passirano, dopo oltre vent’anni dall’ultima volta che ci eravamo incontrati, quella di sentirmi pubblicamente dedicare da Stefan il suo arrangiamento di “While My Guitar Gently Weeps”, il primo brano dei Beatles che gli abbia mai sentito suonare… anche questo mi ha dato, Acoustic Franciacorta.
Insomma… la valigia è pronta… la chitarra, anche… vediamoci in Franciacorta, io ci sarò ancora!


Chitarra Acustica, 07/2012, p. 5

Girare per le strade di Provaglio d’Iseo come se fossero quelle della tua città, avere un albergo dove tornerò per la nona volta tra pochissimo, trovare i soliti, grandi, amici, e conoscerne di nuovi, trovarsi a tu per tu con molti dei ‘grandi della terra’ e scambiarci due chiacchiere, magari anche qualche nota.
È una sensazione speciale, sentirsi non una rotella in un ingranaggio ben progettato e costruito, ma libero di fare le cose che Giorgio Cordini e Luisa Moleri si aspettano, in fondo, da me: suonare un po’, dare una mano, accorciare o allungare il mio set a seconda degli eventi che lo precedono o lo seguono, fare il giurato all’ormai affermato concorso, oppure seguire le prove delle chitarre di liuteria, partecipare alla tavola rotonda dell’occasione.
Ricordo perfettamente la prima edizione, che si svolse tutta nel complesso monasteriale di San Pietro in Lamosa: cominciai da un workshop nella cosiddetta ‘Disciplina’, e già mi colpì l’afflusso di persone. Chiunque organizzi qualcosa del genere sa che le ore pomeridiane non sono le migliori per far uscire di casa molta gente in estate, eppure il miracolo era avvenuto!
La sera, il concerto nella basilica gremita. L’incontro con il simpaticissimo Armando Corsi, gli applausi generosi del pubblico verso tutti noi.
La cosa che ha caratterizzato maggiormente Acoustic Franciacorta rispetto a tutte le altre manifestazioni del genere è stato l’incremento delle sedi dei concerti nei comuni vicini. In realtà, in otto edizioni, ho suonato soltanto due volte a Provaglio d’Iseo, una da solo e una col grande Rodolfo Maltese (una forte emozione quella serata, nella quale ho scambiato le prime due chiacchiere con un altro mito, Peter Finger). E due volte a Cortefranca, anche lì una volta con Rodolfo e una volta da solo. Una volta a Coccaglio.
L’anno scorso ad Ome, una serata ‘de fuego’! Aprire per Eric Lugosch e Francesco Buzzurro non era uno scherzo, eppure le persone, gentilissime quanto i compagni di serata, incluso un divertente imprevisto duetto con Riccardo Zappa, sono venute a congratularsi anche dopo l’esibizione dei fantastici Lugosch e Buzzurro: il Gruppo Alpini che ha nutrito e abbeverato Eric e me fino allo sfiancamento…
Che cos’ha di speciale Acoustic Franciacorta per me: fondamentale è l’incontro con i ‘fratelli’ Reno e Alex, spesso il viaggio con Andrea Carpi, ritrovare Giorgio e Luisa, ma non trascurerei niente, dai posti nuovi che ho avuto la possibilità di vedere, agli ormai vecchi amici ed amiche dell’associazione Libera Accademia in Franciacorta. Ehi, non dimentichiamo il carissimo Pierre, che ormai conosce la mia chitarra così bene da amplificarla meglio di tutti!
La più grande emozione personale è stata, al concerto di Stefan Grossman al castello di Passirano, dopo oltre vent’anni dall’ultima volta che ci eravamo incontrati, quella di sentirmi pubblicamente dedicare da Stefan il suo arrangiamento di “While My Guitar Gently Weeps”, il primo brano dei Beatles che gli abbia mai sentito suonare… anche questo mi ha dato, Acoustic Franciacorta.
Insomma… la valigia è pronta… la chitarra, anche… vediamoci in Franciacorta, io ci sarò ancora!


Chitarra Acustica, 07/2012, p. 5

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