Domenico Imperato – Postura libera

0
56

Imperato_Postura-LiberaPer prima cosa colpisce il titolo. Poi tutto il resto. Lasciatevi colpire, dunque. Questo in estrema sintesi ciò che penso di Postura libera, brillante album d’esordio di Domenico Imperato. Se, però, desiderate acquisire qualche elemento in più, proseguite nella lettura. Non dev’essere un caso se Domenico Imperato viene da un posto chiamato Acquaviva delle Fonti – cittadina pugliese, quasi equidistante tra Adriatico e Ionio, che sorge su una falda acquifera – perché il suo linguaggio, sia lirico che musicale e chitarristico, è fresco e limpido proprio come acqua sorgiva. E non credo nemmeno sia un caso se, a un certo punto della sua vita, ha deciso di andare a sciacquare i panni nel… Tietê, uno dei tre fiumi che attraversano l’area metropolitana di San Paolo del Brasile, la più popolata dell’emisfero australe e una delle più vive e creative di un Paese che, quanto ad altezza e profondità della sua invenzione musicale, non è davvero secondo a nessuno. Qualcuno ha definito la scrittura di Imperato ‘tropicalismo mediterraneo’. Ci sta. È un modo interessante di indicare una fusione tra l’anima paulista e quella latina. Credo, però, che contrasti con il titolo scelto per rappresentarla.
Postura libera, infatti, mi pare un felicissimo ossimoro, che mescola qualcosa che, per definizione, è statico – la posizione (‘postura’ appunto) – con qualcosa che, al contrario, è l’anima di ogni dinamismo: la libertà. La sintesi – a mio avviso davvero personale e interessante – che Domenico Imperato ci propone è esattamente ciò che sgorga da questo contrasto: quel processo creativo per il quale si parte da una certa ‘posizione’ (un ‘linguaggio’, una ‘tradizione’, un ‘genere’ musicale) per superarla, utilizzando, sia come metodo che come meta, la maggiore libertà espressiva possibile. L’approdo di questa visione è, dunque, la sintesi della tensione tra due forze opposte: le radici che ci nutrono e legano a ciò che amiamo e a cui sentiamo di appartenere (la terra dalla quale proveniamo, ma anche quella al cui richiamo non sappiamo resistere) e i rami, che cercano di sconfiggere la gravità e si protendono al cielo in un desiderio di libertà, che in Postura libera si fa mirabilmente verso, suono e canto. Sonorità, testi e melodie che danno vita a una ‘città felice’, che attende i passi trepidanti e gli sguardi curiosi delle anime che prediligono una postura libera.

Giuseppe Cesaro

PUBBLICATO

 

 

Chitarra Acustica, n.05/2015

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui