È online “Chitarra Acustica” n. 11/2014

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È online il numero 11/2014 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

La chitarra acustica, classica e moderna

Chitarra_Acustica11La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sono stati caratterizzati da una grande ricchezza di eventi e iniziative, che si sono tradotti nella varietà di temi di questo numero. A cominciare dalla breve tournée italiana di Ani DiFranco, dopo anni di assenza, che ci ha permesso di incontrare uno degli esponenti più significativi del cantautorato femminile con la chitarra. Ma tra i diversi avvenimenti spicca in particolare anche il varo di un Acoustic Guitar Village, la cui gestione è stata affidata ad Alessio Ambrosi, patron del Meeting di Sarzana, nell’ambito di Cremona Mondomusica, la fiera di riferimento per gli strumenti musicali d’artigianato: il mondo della chitarra acustica viene così accolto nel tempio della liuteria classica, legata in particolare alla grande tradizione liutaria che fa capo ad Antonio Stradivari.
Tra i vari appuntamenti all’interno dell’Acoustic Guitar Village, di cui parla più diffusamente Reno Brandoni, vorrei soffermarmi sull’incontro dedicato agli “Stati generali della chitarra acustica in Italia, classica e moderna”: un genere di incontro che è stato avviato anni fa ad Acoustic Franciacorta e poi ripreso appunto da Ambrosi a Sarzana. Colpisce in particolare la dicitura ‘chitarra acustica, classica e moderna’, ripresa nello stesso sottotitolo del Village, “Un Salone della chitarra acustica, classica e moderna”, e che in qualche modo richiama il titolo completo della nostra rivista: Chitarra Acustica. Steel-string, classica, archtop. Come se l’espressione ‘chitarra acustica’ potesse effettivamente rappresentare un contenitore che comprende in sé la chitarra classica e gli altri tipi di chitarra non amplificata.
Dopo aver introdotto l’argomento, Ambrosi mi ha chiamato ad aprire il dibattito. E ho cercato di sottolineare come in Italia la tendenziale diffidenza del mondo accademico musicale, nei confronti dello strumento chitarra, abbia costretto il mondo della chitarra classica ad assumere rigidamente un’adesione alla grande tradizione spagnola e segoviana, trascurando una tradizione più specificamente italiana, legata anche a una tradizione di confine tra colto e popolare: tutto un mondo che ha un suo valore importante da riscoprire. E ho ricordato anche la iniziale diffidenza degli editori musicali nei confronti della mia storica rubrica di chitarra su Ciao 2001, per il fatto che utilizzasse un sistema di scrittura musicale semplificato, salvo ricredersi quando scoprirono che si trattava dell’intavolatura, un sistema legato alla tradizione della musica colta antica.
Laura Moro, direttore editoriale per la musica classica e stampata presso le Edizioni Curci, ha sottolineato invece gli elementi che accomunano i chitarristi, al di là delle differenze di repertorio e di ambiente: un forte senso identitario, che dall’esterno si percepisce, caratterizzato da passione e orgoglio nei confronti del proprio strumento. Reno Brandoni ha raccontato dal canto suo la nascita della “Collana Classic” di Fingerpicking.net, volta appunto a promuovere un dialogo tra il repertorio della chitarra classica e l’approccio didattico della chitarra acustica. Il chitarrista classico e didatta Ciro Fiorentino ha d’altra parte invitato a seguire con interesse le opportunità offerte dai nuovi ordinamenti dell’insegnamento musicale, cercando di cogliere le importanti occasioni che si presentano nell’ambito della scuola media a indirizzo musicale e dei licei musicali. Infine Ambrosi ha letto un interessante messaggio inviato da Giovanni Unterberger, che non è potuto intervenire di persona, nel quale racconta come “Nicola” di Bert Jansch abbia rappresentato per lui lo stimolo a superare il muro di diffidenza frapposto tra chitarra classica e acustica. Ma di tutto questo sarà il caso di tornare presto a parlare.

Andrea Carpi

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