Ferentino Acustica 2016: la XIV edizione

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(di Andrea Carpi / foto di Maurizio Maul e Alfonso Giardino) – In un momento in cui il boom dei festival di chitarra acustica in Italia, che ci ha accompagnati in questo secolo, comincia a mostrare qua e là dei segnali di difficoltà, Ferentino Acustica giunge alla sua quattordicesima edizione in piena salute, avendo dimostrato di anno in anno di saper consolidare il suo prestigio, in particolare avendo convinto man mano la propria comunità locale di possedere tra le mani un valore importante da preservare e in cui riconoscersi. Non sorprende quindi che il sindaco Antonio Pompeo abbia già garantito, fin dalla serata conclusiva, la conferma dello svolgimento del festival nel prossimo anno.

I concerti serali di questa edizione si sono tenuti dal 14 al 17 luglio nella storica Piazza Mazzini, ad eccezione della seconda serata di venerdì 14, che a causa del maltempo si è svolta nell’ampia sala della biblioteca del Palazzo Consolare. Anche quest’anno è stata molto rappresentativa la comitiva internazionale. Innanzitutto con l’annunciata presenza di Peter Finger, divenuto ormai il nume tutelare del direttore artistico Giovanni Pelosi, un suo punto di riferimento essenziale attorno a cui imbastire la manifestazione.

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E Peter non finisce di stupirci ogni volta con la sua musica che coniuga virtuosismo e profondità ai più alti livelli. Dal canto suo François Sciortino, con il suo picking nitido e ricco di influenze, appare oggi come l’erede più significativo della scuola francese legata al ricordo di Marcel Dadi. Infine, dopo essere stato scoperto tre anni fa al Rendez-Vous della ADGPA e confermato l’anno scorso ad Acoustic Franciacorta, è tornato per la terza volta in Italia Darragh O’Neill, chitarrista classico irlandese dal suono bellissimo, reso particolarmente moderno dallo spirito fresco delle sue composizioni originali. Si è dimostrato molto partecipe a tutti i momenti del festival, curioso di conoscere cose e persone, e ha suonato anche una sonata di Scarlatti sulla sua nuovissima chitarra, appena sfornata dal liutaio Maurizio Cuzzolin.

Un altro personaggio di grande richiamo è stato indubbiamente Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls, che si è esibito insieme al chitarrista Andrea Maddalone. Come già dimostrato all’Acoustic Guitar Village ‘Street Edition’ a Sarzana, i due formano una coppia acustica collaudatissima: De Scalzi si conferma anche un ottimo chitarrista, mentre Maddalone dimostra tutta la sua professionalità ricamando con gusto e misura. Il loro set ha cercato di dare un’immagine più completa della dimensione musicale di De Scalzi, per esempio con la bella canzone “Domenica di Napoli” scritta con Dalla, ma non sono mancati gli storici successi dei New Trolls, da “Miniera” all’Adagio di “Concerto Grosso”, da “Quella carezza della sera” ad “Aldebaran”, naturalmente ripresi in coro dagli spettatori.

Andrea Maddalone è stato poi presente anche con la cantante di origine sudafricana Nicole Magolie, in una nuova edizione del suo progetto Point of View: Nicole è una cantante sensibilissima e raffinatissima, mentre Andrea, responsabile da solo dell’accompagnamento, ha mostrato tutta la sua completezza di chitarrista con una padronanza stupefacente, in un repertorio di cover da Tom Jones ai Metallica e Van Halen, da Chick Corea ed Esperanza Spalding ai Nirvana. Un duo da tenere d’occhio.

A dar vita a un altro duo con un cantautore è stato Riccardo Zappa che, dopo un paio di brani da solo, si è messo a disposizione per punteggiare e ricamare la chitarra ritmica e le canzoni di Marco Ferradini. Marco ha pubblicato nel 2012 La mia generazione, un bellissimo tributo alla memoria di Herbert Pagani, con cui ha scritto tra le altre cose i suoi storici successi “Teorema” e “Weekend in montagna”.

In veste in parte cantautorale anche Giorgio Cordini, assiduo ospite di Ferentino Acustica, che quest’anno ha ripresentato da solo alcune canzoni dal suo bel disco Piccole storie insieme ad alcuni pezzi strumentali, un immancabile omaggio a De André e, dulcis in fundo, un bellissimo arrangiamento di “Norvegian Wood” insieme a Darragh O’Neill.

A testimonianza dello stretto rapporto che Ferentino Acustica intrattiene da sempre con le nostre edizioni Fingerpicking.net, è intervenuta poi una folta rappresentanza degli insegnanti di ScuolacusticA, la rete di scuole di chitarra fingerstyle coordinata appunto da Fingerpicking.net. A cominciare da Nazzareno Zacconi e Gavino Loche che, in compagnia dell’editore in persona Reno Brandoni, quest’estate hanno girato in lungo e in largo l’Italia come trio di ambasciatori delle nuove chitarre Effedot, un’altra nostra importante iniziativa in collaborazione con la casa distributrice Aramini.

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Nel corso del festival Nazzareno si è esibito da solo, con il suo consueto virtuosismo e la sua irruenza, fino quasi a compromettere la tavola del suo strumento con le sue fiammate percussive. Reno e Gavino invece hanno condiviso il set dando vita a una ‘strana coppia’, con il primo nella parte dell’anziano chitarrista chiacchierone e indolente, e il secondo nella parte del dinamico chitarrista di nuova generazione. La sera prima avevano suonato anche Daniele Bazzani, ideatore di ScuolacusticA, che ha presentato parte del suo nuovo disco Do Not Open (It May Contain Traces of Music), e Stefano Barbati, che invece ha preferito sostenere insieme al contrabbassista Nicola Di Camillo una sua promettente allieva, Caterina Calabrese alla voce e chitarra, che ha presentato una serie di cover raccolte in un suo interessante CD demo. Inoltre ai tradizionali open mic coordinati da Leonardo Baldassarri – che hanno visto tra i partecipanti le conferme dell’ex ‘colonnello meteorologo’ Girolamo Sansosti e del simpatico Luca Ricatti, quest’anno alle prese con arrangiamenti di pezzi irlandesi – hanno contribuito pure due altri insegnanti di ScuolacusticA, Tonino Tomeo e Giuseppe Tropeano. Tutti insieme, i nostri docenti hanno così potuto cogliere l’occasione per dar vita a un proficuo incontro in una bella sala del Palazzo Consolare.

A completare la pattuglia dei chitarristi italiani hanno suonato ancora: il Bruskers Guitar Duo, sempre bravissimi e divertenti; Raf Q, che ha iniziato una collaborazione con l’etichetta americana FretMonkey Records; Gabriele Posenato, alle prese con chitarra acustica e lap steel; Dario Fornara, sempre con un suono ottimamente curato.

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Scoperti ad Acoustic Franciacorta l’anno scorso per la loro bravura e spettacolarità teatrale, e subito coinvolti da Fingerpicking.net per l’audiolibro per bambini Django. La leggenda del plettro d’oro dedicato alla vita di Django Reinhardt, l’orchestrina Musica da Ripostiglio ha ricevuto l’onore e l’onere di concludere l’ultima serata della rassegna. La scelta è stata azzeccattissima. Il quartetto ha dato prova di un’abilità nel coinvolgere il pubblico veramente fuori dal comune, regalando a Ferentino un gran finale veramente entusiasmante.

E Giovanni Pelosi? Il patron del festival si è ritagliato quest’anno un ruolo defilato, rinunciando a suonare durante i concerti serali e limitandosi a salire sul palco per presentare i suoi ospiti con la consueta umanità e gentilezza. Ma non ha potuto esimersi dall’animare, con la bravissima Esther Oluloro, dei gustosissimi after concert all’esterno del bar centrale di Ferentino, dimostrando di quale affetto sia circondato da parte degli abitanti e dei giovani del luogo, che hanno ravvivato le performance con richieste, canti, balli e tanta allegria.

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L’appuntamento è al prossimo anno per la quindicesima edizione di Ferentino Acustica!

Andrea Carpi

 

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