FISHMAN LOUD BOX MINI (Bluetooth)

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(di Zack il bianco) – Mi sono imbattuto nel ‘piccoletto’ di casa Fishman all’ Acoustic Guitar Village di Cremona ed è stato subito amore. Ma si sa, noi chitarristi ci innamoriamo facilmente dei nuovi gingilli ed è facile cadere in tentazione. Consapevole di ciò, negli anni ho sviluppato una sana tecnica di autodifesa, una sorta di freno d’emergenza che serve ad evitare di ritrovarsi con la casa invasa da strumenti ed il conto in banca che piange. Basta non portare contanti e carte di credito! E obbligare il nuovo oggetto del desiderio una seconda prova per confermare o smentire la prima impressione!

Eccomi quindi a rimettere mano su questo – mini – seducente amplificatore che si presenta con un design accattivante, un misto tra vintage e moderno, con quei colori che, volenti o nolenti, richiamano alla mente la crema e il cioccolato! Sarà un caso? (sì, sono anche goloso!)

Una rapida occhiata alla scheda tecnica indica che è in grado di sprigionare una potenza di 60 W e automaticamente scatta quella diffidenza di chi non crede più alle favole da molto tempo! Con sorriso beffardo, mi viene addirittura da intonare sarcastico: “Cosi’ piccolooo… e fragileee” (Drupi sarebbe fiero di me). D’altronde cosa possono fare un Woofer da 6.5” ed un Tweeter da 1” compressi in una solida struttura 305 x 349 x 247?

L’occhio cade poi sul pannello frontale che espone chiaramente gli ingressi e tutti i controlli dei due canali a disposizione, uno microfonico e l’altro line, penso subito: “ok, voce e chitarra!! Ma se voglio studiare o mettere delle basi?” Nella parte retro/superiore un ingresso AUX INPUT mi tranquillizza, ma proprio mentre sto pensando che rispetto ai modelli meno recenti non ci sia nulla di nuovo, ‘sbuca’ l’indicatore Bluetooth che cattura la mia attenzione! Sinceramente speravo che ci fosse perché è molto più comodo rispetto al classico AUX IN! Insomma, vintage sì ma non troppo!

Non mi resta che afferrare due buoni cavi e collegare la mia Lowden F25x amplificata con Seymour Duncan Mag Mic all’ingresso jack ed un microfono Shure SM57 al canale voce.

Non uso spesso questo tipo di microfono per cantare ma, essendo molto direzionale e un po più ‘sordo’ dei suoi colleghi più raffinati, come il Beta 58, è quello più adatto a consentire una prova ad alto volume in ambiente domestico e con i coni dell’amplificatore diretti alle mie grandi orecchie.

Imposto tutti i comandi su ore 12, tranne il Chorus per chitarra che lascio a zero per il momento, accendo e mi posiziono alla distanza di quattro metri e sono pronto per il test.

Comincio ad arpeggiare qualcosa e intono una canzone (niente Drupi ‘sta volta!) nei successivi 30 secondi mi ritrovo immerso in un sound tridimensionale, la musica non sembra neanche uscire dall’amplificatore e magicamente ‘tutto è più facile’, non fateci caso ma è il mio modo di definire qualcosa che inspiegabilmente ti fa suonare più agevolmente ciò che hai sempre suonato.

Rivivo la sensazione che mi era rimasta sotto pelle dalla prima prova a Cremona, solo che ora la percezione del suono è più nitida, non ho rumori di fondo che disturbano e posso godermi la definizione del suono, cosa che per altro era già chiarissima e mi torna in mente che in quell’occasione avevo anche collegato la stessa chitarra al Loud Box Artist, fratello maggiore, ma chiesi al tecnico di ricollegarmi la chitarra al mini perché il suono mi piaceva decisamente di più.

Credo che questo sia il maggiore punto di forza di questo piccolo amplificatore: la sua voce! Quella pasta sonora che ha reso famoso il marchio Fishman negli anni, che garantisce grande rispetto per i suoni acustici e potenza, caratteristica mantenuta nonostante le dimensioni estremamente contenute! Equilibrato al punto che non mi serve ritoccare nulla sull’equalizzazione di voce e chitarra, lo faccio solo per poter constatare che i controlli rispondono bene, sono precisi e non stravolgono il suono, ma ne permettono colorazioni sempre molto interessanti. In particolare sul canale di chitarra trovo divertente aumentare i bassi per aumentarne la corposità in certi brani che lo richiedono. La voce invece continua a piacermi più in Flat, visto che lo Shure Sm57 suona già piuttosto ‘chiaro’ di suo. Provo ad aumentare il Reverb e noto subito che non diminuisce la definizione del suono, ciò significa che è di buona qualità! Tocca al Chorus, che trovo presente solo sul canale Instrument, sono spesso molto scettico su questo tipo di effetto integrato che mi sembra sempre un pò finto, sintetico, ma non questa volta! Anche portando il potenziometro a ore 12 questo ‘coro’ si sente, ma non stravolge il suono di partenza, è corposo, ma non invadente anche quando per pura sfida, più che per esigenza, provo a portarlo al massimo! Promossa quindi anche la sezione effetti! Avvicinandomi per alzare un po’ i volumi noto un accenno di larsen e procedo subito a premere il comodissimo tasto Phase che, invertendo la fase, mette a tacere quell’accenno di fischio.

Devo alzare il volume per capire di quanta ‘potenza di fuoco’ disponiamo e per farlo sono costretto a girare le spalle all’amplificatore, visto che il sistema di amplificazione della mia chitarra ha un microfono a condensatore piuttosto sensibile. Raggiungo i tre quarti del volume massimo sia di Gain dei canali, sia sul Master e il suono comincia a distorcere. In ambiente chiuso il volume è più che sufficiente per far venire un bel mal di testa, meglio tornare a decibel più umani e riportare Gain dei canali e Master ad ore 12. Rifaccio la stessa prova in esterno, per verificare che i suoni all’aperto abbiano la stessa resa e, come spesso accade, mi trovo a dover aumentare un po’ i bassi sia su chitarra che su voce rispetto alla prova ‘al chiuso’, a una distanza di 4 metri e all’aperto questa volta trovo piacevole ed efficace il volume anche spinto al massimo del suo potenziale come prima e il Reverb portato a poco meno di tre quarti amalgama davvero bene il suono! E’ una dimensione sonora tipica, e ideale, per un duo o trio acustico, un volume del genere e una simile presenza di suono si farebbe rispettare anche se suonassimo con un batterista ben ‘educato’! Penso subito che potrebbe essere ideale anche come spia da palco, visto che dispone di una comodissima e qualitativa uscita DI.

E’ giunto il momento di un ulteriore sfida, il confronto sul campo con la mia Bose s1 pro!

Conosco bene la qualità di questo mini PA a batteria, dal costo praticamente doppio rispetto al ben più economico Loudbox Mini e quindi mi aspetto una sconfitta, ma occorre sempre tenere ben presente la fascia di prezzo a cui ci stiamo rapportando anche quando confrontiamo prodotti apparentemente simili. Ritengo tuttavia importante tentare di ‘spegnere’ l’entusiasmo iniziale dell’orecchio per riuscire a valutare con maggiore oggettività. Con grande sorpresa, invece, anche questa volta resto attonito per il volume nettamente superiore del Loudbox Mini rispetto alla Bose ma, sopratutto, per la qualità sonora, nulla da fare, non son riuscito a mettere in difficoltà questo ‘piccoletto’ di casa Fishman che, non solo si è difesa alla grande, ma mostra una netta superiorità! Non mi resta che fare l’ultima prova approfittando di questo confronto con Bose, connetto il mio cellulare al canale Bluetooth di entrambi gli amplificatori e, tramite Spotify, faccio partire la musica selezionando come uscita prima Fishman e poi Bose! Alternando tra le due noto che questa volta un punto va a favore della Bose, la Loudbox mini si difende come può ma né la qualità, né la forza della connessione senza fili, possono eguagliare la costosa S1 Pro! Comunque la distanza a cui il mio Iphone X arriva prima di dare segni di disconnessione è di 7/8 metri, posso ritenermi soddisfatto.

Quando giungo alla fine di un test, avendo vagliato tutti i punti di forza, mi piace andare a caccia di quelle piccole migliorie che vorrei apportare, come se stessi parlando direttamente al costruttore e gli chiedessi di ‘customizzarmi’ il prodotto; Bene! Al Signor Fishman direi che sento la mancanza di un foro sotto all’amplificatore che mi permetta di rialzarlo ponendolo su uno stativo, magari una limatura posteriore che permetta di abbatterlo in direzione dell’orecchio con maggior stabilità rispetto a quella esistente che fa rimanere il Loudbox un pò in bilico ed in ultimo un volume indipendente del canale Bluetooth.

Nel complesso confermo le mie impressioni, rapporto qualità prezzo altissimo, un vero gioiellino che ahimé… sarò “costretto” ad accogliere nella mia sempre meno spaziosa casa.

Zack il bianco

Scheda Tecnica

FISHMAN LOUD BOX MINI

Power: 60W w/Master Volume. 6.5″ woofer, 1″ tweeter. Speaker baffle: 10° built-in tilt. 2 Canali: instrument & microphone. Digital Reverb and Chorus. Auxiliary input (1/4″ and 1/8″). D.I. output: balanced XLR output,
Bluetooth 4.0
1/4″ input per PU attivi o Passivi
Feedback-fighting Phase switch
3 band EQ: low, mid, high tone controls
Reverb level
Dual-function Chorus
Microphone Channel
XLR input for dynamic microphones
2 band EQ with low and high tone controls
Reverb level
Prezzo: 426 Euro (IVA inclusa)

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