Giovanni Pelosi – Heart Listener

0
261

Fingerpicking.net

Pelosi-Heart-Listener-coverHeart Listener è il miglior disco che Giovanni Pelosi abbia prodotto fino ad oggi: il vino, se è buono, invecchiando si arricchisce di sfumature e saperi e questo disco, credetemi, ne è la prova. Esther Oluloro è la regina di questa intuizione, e la sua voce è seconda solo al suo sorriso. Interprete ispirata dei testi di Riccardo Sonzogni, che hanno il pregio di essere cinematografici e l’esempio di come si possa costruire un brano pop senza rinunciare al buon gusto. La batteria e le percussioni di Lucrezio de Seta, sempre sapiente nel tocco e nel dosaggio, regalano movimento ma sempre con molto equilibrio; non è semplice accompagnare un ensemble acustico, missione riuscita. In “La cosa giusta” il sax di Alessando Papotto gioca con la voce di Esther, abbracciata dal violoncello di Paolo Damiani e dalla chitarra di Riccardo Zappa, il quale ci ricorda che la chitarra acustica – anche nel pop – è quasi sempre questione di semplicità e sale al momento giusto. La mano di Zappa si avverte nelle scelte dei tempi e negli accenti anche in “A.A.A.” e nella stupenda “Refugium peccatorum”, che è di fatto una suite rock e sorprende di più perché è il brano che non ti aspetti in un disco di Giovanni Pelosi: sorprende per la presenza dell’autore pur nella sua apparente assenza; cinematografica e dinamica, contiene due assoli stupendi di Andrea Maddalone alla chitarra elettrica. Il primo parte con la citazione della melodia del brano per portarci in una dimensione vagamente rock blues, ma tutto questo è solo il preludio all’atto finale, dove la chitarra lanciata da un bellissimo ‘sospeso’ comincia a raccontare una storia diversa, spostando il brano in una dimensione più psichedelica: bellissima. “Vorrei (At Last)” è l’altro gioiello assoluto del disco: la chitarra di Giovanni corteggia la voce di Esther con uno swing dolcissimo, e questo gioco partorisce un’intensità che vi regala un sorriso quale che sia stata la vostra giornata. Il disco si chiude con la bellissima “I’m Sorry”, un minuto e mezzo per dire arrivederci e ‘non dimenticarmi’. Impossibile dimenticare Luigi Boccanelli, Tonino Tomeo e Joyce Oluloro, gli altri musicisti della ‘band’: tutti sono riusciti a dare un contributo personale e ad aggiungere qualcosa di loro in questo bellissimo disco. Mi rendo conto che non ho scritto nulla di “12 maggio”, il brano – un bellissimo strumentale di chitarra – che più mi aveva colpito al primo ascolto… Forse anche questo vuol dire qualcosa.

Sergio Arturo Calonego

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui