Il silenzio della musica

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Se la vita non mi avesse aggredito con il suo fardello di incontrollabili eventi, se il destino non mi avesse aiutato a scavare nella mia identità sopita, forse non lo avrei mai capito. Certamente lo avrei notato con difficoltà.
La musica si è associata al rumore. Oggi non distinguiamo più musica e rumore, ma ogni musica è rumore e ogni rumore è musica.

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Reno Brandoni a Ferentino Acustica 2011 (foto di Alfonso Giardino)

Bisogna vivere un lungo periodo di disintossicazione per capire l’abisso in cui siamo finiti. Io l’ho vissuto per varie vicende personali: un lungo periodo di silenzio, lontano dalla musica, ma molto vicino ai rumori. E dopo un poco ho iniziato a desiderare la musica, la melodia e l’armonia. Ogni volta che potevo arricchire la mia giornata di qualche suono, tutta la mia concentrazione era protesa verso quell’evento: nessuna distrazione, solo il piacere di assorbire l’energia sprigionata da quelle note, raggi di sole in un’oscurità perenne. Selezionavo con cura ogni brano per godere appieno di quei momenti di gioia, mi lasciavo trascinare e sommergere da cascate di note. Ma più ne ricevevo, più cercavo di distinguere nel ‘frastuono” armonico l’essenza della musica: quella misurata, fatta di essenzialità e completezza, sfuggendo all’effetto coinvolgente di un’atmosfera artificiosamente creata per soddisfare il solo godimento emotivo. Sono arrivato a selezionare l’essenziale, come le sei Suites di Bach per violoncello solo. ‘Abnormi’, ma dense della completezza da me cercata.
Poi, dopo quattro mesi di silenzio, eccomi di nuovo nel nostro mondo, il supermercato, la stazione, il treno, la TV, la radio in macchina, quintali di note gettate lì, regalate, svendute, spinte nella testa di ognuno, ma spesso ignorate o evitate. Nessuno si ferma più ad ascoltare la musica, ma la musica stessa accompagna ogni quotidiano gesto e momento, come il rumore dell’acqua che scorre la mattina nella doccia, il borbottìo della lavatrice o della caffettiera che avverte che il caffè è pronto. Rumori mischiati a rumori, note su note che hanno fatto del mondo musicale, del piacere dell’ascolto, un incontrollato e aggressivo pianeta, ormai remoto e incomprensibile.
Spegniamo per un attimo tutte le fonti, chiudiamo ogni sorgente, ritorniamo al silenzio assoluto, per riprendere un’approccio con la musica e ricominciare da subito a subire il suo fascino e il suo potere.

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 11/2012, p. 5

 

 

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