La catena sonora: registrare l’acustica (parte 2)

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If you read the first part of this argument maybe you’ll remember some passages in which I explained how, sometimes, “less is better”, it sounds like a paradox but that’s it. In case you didn’t, it could be interesting to read it before this one.
In the previous post I wrote about microphones, audio cards, preamplifiers and more, in this one I’m more radical, you’ll see why.
I went “beyond the boundaries of what’s possible and what’s not…”
I’m joking, of course, but I had fun and I hope to provoke some reflections.

Before reading what follows (resist to the tentation of reading below) I’d like you to listen to this four files: I used two different microphones and two recording softwares, I played a few simple notes, almost the same thing every time, so I could upload .wav files instead of compressed .mp3 files, some differences are more evident, so as some flaws in the recording.
I didn’t touch the files, what you hear is what it was.

Microphone 1, software 1
Microphone 1, software 2
Microphone 2, software 1
Microphone 2, software 2

The guitar used is my Larriveè OM-10, final destination was my 32g iPod Touch, everything can be done with an iPhone too.

In the signal path two different mics, the one built on standard Apple earphones (the first) and a mini-mic bought on e-bay at the considerable price of 5 euros including shipping (the second, see the photo).

Softwares: the first is the standard iPhone app called Voice Recorder, second is an application called iPro-Recorder bought at the prohibitive price of 1,59 euros.

I positioned the iPod in front of the guitar at more or less 30cm from the soundhole and I played, when I used the Apple mic on the earphones I came closer because it records at a lower volume, but didn’t touch anything in post-production, I just cut the files and converted in .wav the ones made with the Voice Recorder because they were .aac so I had the same format.

I just have to make a few considerations, the results are there, useless to be commented. I’ll talk mostly of the external mini-mic.

1) Background noise is high. When you buy an expensive microphone it’ll probably have a very low signal/noise ratio, this one costs 4 euros and cannot be quiet as a 400 or 4.000 euros model, and I didn’t use a preamp or audio card. You can reduce the noise by working the files even if we have to be careful in order not to darken it too much, this mic is full of highs so we have room to adjust something.
2) The difference between the two mics is huge, in spite of the price. We usually have this big difference spending a lot more.
3) Difference between the softwares is insignificant, even if iPro Recorder seems to play a little better and has three different recording settings to produce .mp3s or .wav files. iPhone Voice Recorder can only produce .aac files.
4) We cannot reduce the input gain, so if signal is too strong it distorces. But we talk about acoustic guitar, so who cares?
5) Ease of use is disconcerting, we plug the mic, press “rec” and we go.
6) The earphones built-in Apple mic works, records lower and with noise but it does the job, if you keep it really close to the guitar has a decent quality, good for sketches.

Chances offered today by technology are embarassing for quality and ease of use, you can make the test with any kind of devices, you just need a proper mic. Everyone today has a cellphone with a recorder and now you know that maybe that small portable multitrack recorder you were looking for can wait.

How iPro-Recorder looks like

Se avete letto la prima parte di questo argomento forse ricordate alcuni passaggi in cui spiegavo di come, in alcune situazioni, “less is better”, letteralmente “meno è meglio”, sembra paradossale ma è così. Nel caso non lo aveste letto potrebbe essere interessante prima di leggere questo.
Nel precedente intervento ho scritto di microfoni, schede audio, preamplificatori e altro, in questo sono molto più radicale e capirete presto perché. Ho esagerato volutamente, mi sono spinto “oltre i confini del possibile e dell’impossibile…”
Scherzo, ovviamente, ma mi sono divertito e spero di suscitare qualche riflessione con quanto segue.

Prima di proseguire (resistete alla tentazione di leggere sotto) vorrei che ascoltaste questi quattro files: ho usato due tipi di microfoni e due tipi di software di registrazione, ho suonato poco e cose molto semplici e simili fra loro per farvi ascoltare gli originali, non sono infatti file .mp3 compressi ma .wav, quindi alcune sfumature sono più evidenti, così come alcune pecche della registrazione.
Non ho in alcun modo ritoccato i file, quello che ascoltate è quello che è stato ripreso, entrerò nel dettaglio subito dopo.

Microfono 1, software 1
Microfono 1, software 2
Microfono 2, software 1
Microfono 2, software 2

La chitarra ripresa è la mia Larriveè OM-10, la destinazione finale il mio iPod Touch da 32giga. Il tutto è fattibile anche con iPhone.

In mezzo due diversi tipi di microfoni, quello che si trova in dotazione con le cuffiette originali Apple dell’iPod (il primo) e un mini-mic esterno comprato su e-bay per la ragguardevole cifra di 5 euro, inclusa spedizione (il secondo, vedi foto).

I software: il primo è il registratore di memo vocali dell’iPod (o iPhone, sono uguali), il secondo un software-applicazione per iPod (iPro-Recorder) dall’esorbitante prezzo di 1,59 euro.

Ho appoggiato l’iPod con il microfono rivolto a me davanti alla chitarra (30cm circa) e ho suonato, nel caso del mic integrato alle cuffie Apple mi sono avvicinato di una decina di cm perché registra a volume più basso, ma non ho toccato nulla in fase di post produzione, ho solo tagliato i files e convertito quelli fatti con il “memo” da .aac a .wav per avere lo stesso formato.

Resta solo da fare qualche considerazione, credo, il risultato è talmente evidente che è inutile commentarlo. Parlerò quasi solo del mic esterno.

1) Il fruscio di fondo è elevato. Una caratteristica dei microfoni di qualità è quella di un basso livello di segnale/rumore, questo costa 4 euro e non può avere le caratteristiche di uno da 400 o 4.000, fra l’altro non ho usato preamplificatore o scheda audio. Si può ridurre il rumore lavorando i files dopo aver registrato, anche se bisogna fare attenzione a non chiudere troppo le alte frequenze, il mini-mic è però molto brillante, quindi si può intervenire.
2) La differenza fra i due microfoni è enorme a dispetto del prezzo, di solito abbiamo differenze così evidenti spendendo molti soldi.
3) La differenza fra i due software è quasi assente, anche se iPro Recorder sembra suonare un po’ meglio e può registrare in tre diverse modalità, quindi otteniamo sia .mp3 che .wav, il registratore di memo vocali registra solo .aac.
4) Non si può ridurre il Gain in ingresso, quindi se il segnale è troppo forte distorce. Ma noi qui parliamo di acustica, chi se ne importa.
5) La semplicità di utilizzo è sconcertante, si attacca il microfonino, si preme “rec” e si va.
6) Il microfono integrato alle cuffie comunque registra, più piano e con fruscio ma registra, se mettete le cuffiette e tenete il mic vicino alla chitarra ha una qualità passabile, ottima comunque per prendere appunti o cose simili.

Le possibilità offerte oggi dalla tecnologia sono imbarazzanti per qualità e semplicità di uso, il test si può fare con dispositivi di ogni tipo, occorre solo trovare il microfono adatto, ma quasi tutti hanno un cellulare che registra e ora sapete che forse il registratore multitraccia che cercavate può aspettare.

Schermata dell’applicazione iPro-Recorder

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