Madame Guitar 2014 – La nona edizione (1)

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Máire Ní Chathasaigh & Chris Newman

(di Andrea Carpi / foto di Riccardo Bostiancich e Gerardo Barghini) – Tra diversi nomi di richiamo come Dodi Battaglia e Armando Corsi, e professionisti di alta levatura come Joel Rafael e Máire Ní Chathasaigh & Chris Newman, tra graditi ritorni come Paolo Bonfanti & Martino Coppo, Hal e Chris Proctor, e felici scoperte per il pubblico italiano come Del Rey, Clara Rose e Michel Gentils, tra nuovi progetti originali come The Mandolin Project di Carlo Aonzo e tanti altri bravi musicisti giovani e meno giovani, il direttore artistico Marco Miconi ha saputo anche quest’anno costruire un’edizione di Madame Guitar degna di questo nome, la nona, che si è tenuta come di consueto a Tricesimo nell’ultimo fine settimana di settembre, da venerdì 26 a domenica 28 settembre, con concerti al teatro Garzoni di sera e nella centrale piazza Garibaldi nelle giornate di sabato e domenica, insieme ad altre attività collaterali.

Del Rey
Del Rey

Il concerto inaugurale del venerdì sera si apre con un graditissimo fuori programma: Del Rey, in apparenza una tranquilla signora americana con gli occhiali, che aveva animato ad agosto un’anteprima del festival a Premariacco, con la sua riattualizzazione di un ampio repertorio di musica americana della prima metà del ’900, soprattutto femminile, dal blues classico al blues rurale, dallo swing alla musica hillbilly e al country-boogie. Sulla chitarra come sull’ukulele resofonici sfoggia una tecnica di una pulizia invidiabile, memore della sua precoce formazione iniziale sulla chitarra classica, e ha dell’incredibile la sua capacità di riportare sull’ukulele la stessa complessità degli arrangiamenti chitarristici, come testimonia la sua versione di “High Society” di Sidney Bechet. Bravissima.

Harduo
Harduo

Bravissimi anche gli Harduo, Raffaello Indri e Andrea Varnier, i due tuttora giovani chitarristi friulani, malgrado siano approdati già al secondo album Adamantis Haurora a sette anni di distanza dal primo Ovest Hardita Est. La loro musica si mantiene sempre, con fantasia e sapienza tecnica, in bilico tra sonorità acustiche e arpeggiate e… la ‘musica del demonio’, in una consapevole ‘hardizzazione acustica’ di materiale originale di varia ispirazione, dal folk al rock, dal prog al celtico e al latino.

Joel Rafael
Joel Rafael

Sul fondale del teatro Garzoni spiccano due dipinti giganti dell’artista modenese Franco Ori, che ritraggono Woody Guthrie e Bob Dylan, in perfetta sintonia con il prossimo musicista a salire sul palco, Joel Rafael, tra i più riconosciuti interpreti ed eredi dell’opera di Woody. Joel partecipa tutti gli anni al Woody Guthrie Folk Festival e ha reso omaggio alle composizioni del padre della canzone d’autore americana negli album Woodeye del 2002 e Woodyboye del 2004, ristampati nel 2009 con il titolo The Songs of Woody Guthrie – voll. 1 & 2 per la inside Recordings, l’etichetta fondata da Jackson Browne. In questi dischi, con il consenso della famiglia Guthrie, Rafael ha anche musicato e interpretato cinque testi inediti dello stesso Guthrie. La title track del suo recente America Come Home, incisa con Crosby & Nash ai cori come già “This Is My Country” dal precedente Thirteen Stories High del 2008, è stata premiata come migliore canzone folk del 2012 dalla International Acoustic Music Association. Qui a Tricesimo Rafael ha eseguito soprattutto sue composizioni originali, che appariranno nel prossimo disco annunciato per l’inizio del 2015, riuscendo comunque a commuovere con il suo modo, così evocativo dei suoni e della vocalità del passato, di riproporre e rinnovare la linea di confine che unisce Guthrie e il primo Dylan.

Máire Ní Chathasaigh & Chris Newman
Máire Ní Chathasaigh & Chris Newman

Molto interessante è la miscela musicale creata da Máire Ní Chathasaigh & Chris Newman. Lei, oltre che simpaticissima ‘presentatrice’ dai boccoli rossi e dagli occhi perennemente sorridenti, è riconosciuta come uno dei più rappresentativi interpreti dell’arpa irlandese, capace di coniugare un solido retroterra familiare tradizionale con una più definita ‘classicità’, che le deriva da studi pianistici infantili. Lui è un virtuoso esponente della plectrum guitar britannica, che affonda le sue radici nel jazz revival e nel movimento skiffle, con influenze swing maturate in collaborazioni con musicisti quali Stéphane Grappelli e Diz Disley, e partecipazioni in gruppi acustici come i Boys of the Lough. Dall’incontro di questi due percorsi nasce così un’originalissima fusione musicale dai toni inattesi, resa particolarmente coinvolgente dalla perizia tecnica di entrambi.

The Mandolin Project
The Mandolin Project

La serata si conclude con The Mandolin Project, neonato progetto di fusione tra i generi con la partecipazione del mandolinista Carlo Aonzo, di cui conosciamo particolarmente gli importanti lavori con Beppe Gambetta, del sassofonista Antonio Marangolo, noto soprattutto per le sue collaborazioni con Paolo Conte e Francesco Guccini, del chitarrista trasversale Claudio Bellato, per l’occasione acustico con supporto della tecnologia, e di Loris Lombardo alla batteria e percussioni multietniche. Forse non a caso mi è parso che il gruppo abbia convinto di più, e molto, nei brani in cui il mandolino ha mantenuto un ruolo di orientamento e di disciplina, caratterizzando con evidenza il suono dell’ensemble, per esempio nel pezzo ispirato a Vivaldi – così descritto da Aonzo: «Abbiamo voluto immaginare come sarebbe stato se un grande compositore italiano come Antonio Vivaldi, anziché essere nato a Venezia, fosse nato a Seattle» – oppure nella splendida riproposta dell’aria “La vergine degli angeli” dall’opera La forza del destino di Giuseppe Verdi. Nelle esecuzioni in cui invece hanno prevalso i momenti di improvvisazione, di uso della tecnologia e di sperimentazione sonora, al punto da far perdere un po’ le tracce della presenza del mandolino, il gruppo mi è sembrato ancora in una fase di ricerca di una propria identità. Il potenziale comunque è notevole.

Andrea Carpi

[nel prossimo post il racconto della giornata di sabato 27 settembre. Clicca qui per acquistare o sfogliare online la tua copia di Chitarra Acustica di novembre]

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 11/2014, pp.24-25

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