Acoustic Franciacorta ad Iseo

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(di Lorenzo Della Valle / foto di Elio Berardelli e Angelo Rinaldi) – Quella del 27 agosto a Iseo non voleva essere la tredicesima edizione del festival Acoustic Franciacorta. In realtà, in questo 2016, il festival chitarristico che per dodici anni ha richiamato in Franciacorta migliaia di persone non c’è proprio stato. Quella del 27 agosto è stata soltanto una fantastica serata di grandi chitarristi, di musica di spessore, di emozioni a non finire, con un crescendo di consensi e di entusiasmo, al punto che dopo tre ore e mezzo di musica nessuno del pubblico (oltre mille i presenti) aveva voglia di lasciare la propria sedia e andarsene a casa. Acoustic Franciacorta rimane per ora solamente un prestigioso marchio che continua a richiamare un pubblico attento e competente, appassionato dello strumento a sei corde, che sembra non volerne sapere che il festival non c’è più…

Sono stati sette i momenti musicali che si sono succeduti in Piazza Garibaldi a Iseo, tutti basati naturalmente sulla chitarra acustica nei suoi più svariati stili, preceduti da un momento di raccoglimento per ricordare le vittime del terremoto avvenuto qualche giorno prima nei comuni di Accumoli, Amatrice e Arquata: Giorgio Cordini e Reno Brandoni hanno dedicato ai terremotati la loro “Anna”, un brano particolarmente delicato e toccante, coinvolgendo gli ascoltatori in alcuni minuti di profonda riflessione.

Poi è iniziato il concerto vero e proprio con un brano originale di Stefano Rosa, giovane chitarrista allievo dell’accademia musicale di LAIF, l’associazione che ha organizzato in questi anni il festival Acoustic Franciacorta: cantautore avvezzo alla musica di strada, ma già raffinato e convincente interprete, ha eseguito innanzitutto un brano inedito, poi una cover di “Malo” presentata insieme alla cantante Marina Betti, con cui collabora da diversi anni.

Marina Betti
Marina Betti

Lo spettacolo è proseguito con Giovanni Pelosi, diventato chitarrista simbolo di Acoustic Franciacorta, l’unico che non è mai mancato a nessuna edizione: il musicista romano ha proposto alcuni tra i suoi ultimi arrangiamenti, tra cui la sua trascinante versione de “Il pescatore” di Fabrizio De André.

Giovanni Pelosi
Giovanni Pelosi

Hanno entusiasmato, come sempre è accaduto quando hanno suonato nel passato in Franciacorta, Eugenio Polacchini e Matteo Minozzi, i due componenti del Bruskers Guitar Duo, formazione cresciuta nei buskers festival di mezzo mondo, che ha proposto classici come “Summertime” o la colonna sonora del Pinocchio televisivo e nuovi brani del recente CD Four Hands Party.

Bruskers Guitar Duo
Bruskers Guitar Duo

Nell’essenzialità dei loro arrangiamenti, sempre originali e insoliti, i Bruskers hanno raggiunto un livello di affiatamento invidiabile, uno degli aspetti più accattivanti del loro perfezionismo chitarristico, frutto di tecnica, intesa e studio.

È stato poi Alberto Grollo, chitarrista veneto, maestro della musica applicata al risanamento dell’anima e del corpo, a far rivivere suoni e suggestioni che avvicinano all’essenza della natura, con un linguaggio musicale sobrio e raffinato.

Alberto Grollo
Alberto Grollo

La passerella è proseguita con Roberto Fabbri, concertista di grande valore, padrone di una tecnica invidiabile, che riesce a mettere d’accordo l’ambiente classico, spesso diffidente nei confronti della musica pop, con sonorità moderne e interpretazioni di grande effetto.

Roberto Fabbri
Roberto Fabbri

È stata poi la volta del duetto di Giorgio Cordini con Reno Brandoni, che hanno proposto dapprima in coppia e poi da solisti il meglio dei loro ultimi album. Applaudite le loro interpretazioni di “Jack e Vacchi”, tratto da Anema e corde, e dell’ancora inedito “Cento cammelli” di Reno Brandoni, che comparirà nel suo CD di prossima uscita.

Giorgio Cordini & Reno Brandoni
Giorgio Cordini & Reno Brandoni

La scaletta della serata aveva riservato la chiusura ad un set di grande blues. L’armonica a bocca di Fabio Treves ha stupito con la sua tecnica, facendoci rivivere le suggestioni che ricalcano lo sbuffo del treno che attraversa le praterie, mentre il chitarrista-cantante Alex Gariazzo ha entusiasmato con la sua grinta e la sua vivacità: padrone della chitarra e della voce, ci ha introdotto nel mondo del blues con grande competenza.

Grollo, Gariazzo, Cordini e Treves
Grollo, Gariazzo, Cordini e Treves

A fianco di Treves da tantissimi anni, ha ormai affinato la sua abilità in questo genere musicale, raggiungendo una sicurezza che lo pone tra i migliori bluesman che abbiamo in Italia. A un certo punto i due hanno rinunciato al microfono scendendo in mezzo al pubblico e coinvolgendo tutta la piazza nel loro travolgente shuffle, concludendo tra gli applausi una esaltante performance. Ma i presenti ancora non sazi di musica dal vivo hanno reclamato a gran voce un ultimo pezzo. L’instancabile Fabio Treves ha allora trascinato insieme ad Alex Gariazzo anche Giorgio Cordini e Alberto Grollo in una irresistibile jam session.

Non sappiamo se il prossimo anno si riuscirà a organizzare una tredicesima edizione di Acoustic Franciacorta. Tuttavia rimane una certezza: c’è un’enorme quantità di appassionati di Brescia, della Franciacorta, del Sebino e di tante altre zone dell’Italia che hanno voglia di musica dal vivo di qualità; e i presupposti per reinventare il festival ci sarebbero, solidi e consistenti. Lo meriterebbe soprattutto questo pubblico di Acoustic Franciacorta, straordinariamente attento, particolarmente competente e educato, cresciuto e maturato in questi dodici anni, che non ha assolutamente intenzione di demordere e di rinunciare alla sua musica, al suo spettacolo.

Lorenzo Della Valle

 

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