AGM 2015 – ScuolacusticA: Il tempo dei saggi [foto]

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Gli esami

(di Reno Brandoni / foto di Piero Angelo Legari) – Ma che noia i saggi di fine anno, non li ho mai sopportati. Ore ed ore di attesa assistendo a performance strazianti e terribili, per godere dell’esibizione di pochi minuti, talvolta solo di qualche istante, di un conoscente, un parente, un amico. Alcune volte, quando a causa della calca che si crea sul palco solo pochi elementi distintivi ci permettono di riconoscere tratti somatici familiari, ho avuto il sospetto di aver fatto finta di apprezzare l’esibizione di una sconosciuta… scambiandola per una delle mie figlie. Perché diciamocelo chiaramente, le esibizioni dei nostri protetti spesso non meritano l’eccessiva elargizione di elogi di cui invece siamo prodighi…
Ricordo ancora atroci pomeriggi infuocati, sì perché – se non bastasse – i saggi si fanno a fine anno scolastico quando le temperature miti della primavera cedono il passo ai venti caldi dell’estate. E guarda caso, per non so quale misterioso gioco del destino, il saggio a cui dovrai assistere si terrà in uno dei giorni più roventi dell’anno, giusto in quel piccolo teatro senza aria condizionata. Ricorderete anche il robusto ‘organizzatore’, probabilmente padre di un figlio non in regola con gli studi, visto che sembra una presenza ricorrente nelle drammatiche attività ricreative scolastiche. C’è qualche genitore che addirittura vanta di ricordarne le gesta organizzative quando lui stesso andava ancora a scuola: giurerebbe di ricordarselo di già adulto, forse il figlio segreto di Dorian Gray? Ecco, il signor ‘Sotuttoio’ è quello che s’impegna affinché il saggio si svolga… nelle peggiori condizioni possibili. Ma non per volontà o per incapacità, piuttosto per una sorta di incomprensibile maledizione che lo trasforma in un Re Mida al contrario, destinato a tramutare in un disastro ogni cosa che sfiori. A noi genitori pazienti non rimaneva che applaudire in silenzio, e con la paura che qualcuno potesse gridare: «Bis!»

Gli esami
Gli esami

Ho sempre raccontato di questa mia fobia e quando ho potuto, seguendo le indicazione della mia terapista, ho riproposto il tema cercando di analizzarne il trauma per uscire fuori dall’incubo. Pensate voi cosa mi è passato per la testa quando, durante l’ultima riunione dei docenti di ScuolacusticA, qualcuno ha proposto… il saggio di fine anno degli allievi! Un velo nero ha avvolto la mia chitarra e ho maledetto il giorno in cui, alla prima lezione di musica alle elementari – vista la difficoltà a eseguire un Do sul flauto dolce, che prevedeva incomprensibilmente l’uso di otto dita quando le note sono sette – avevo giurato tra le lacrime che mai avrei suonato uno strumento, dimenticando purtroppo successivamente la promessa a favore della vanità.

Ora era il momento della resa dei conti. Forse la terapista avrebbe dato ragione a Giuseppe Tropeano, che aveva avanzato la proposta, e agli altri dieci esaltati che con entusiasmo l’avevano approvata, ma con molta fatica ho accettato l’idea di essere io l’organizzatore di tale disastro. Ho sognato per notti di essere inseguito da genitori accaldati e stremati: adesso sarei diventato io il tipo robusto su cui scaricare ogni colpa e ogni causa del proprio disagio.
Deciso che la ‘grande occasione si sarebbe tenuta durante l’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vista la cortesia di Alessio Ambrosi, pur mantenendo il ruolo di promotore, ho delegato l’organizzazione a Giuseppe che – essendo del luogo e avendo il ‘peso specifico’ adatto al ruolo – avrebbe tranquillamente potuto sostituirmi risparmiandomi, o condividendo, una parte del dolore.

L’incubo si è dissolto il 30 maggio quando, prima del saggio, si sono svolti gli esami di passaggio dal primo livello di ScuolacusticA. Sarà stato il luogo o la perfetta organizzazione messa in piedi da Giuseppe Tropeano, la vicinanza di Daniele Bazzani, Stefano Barbati, Gavino Loche, Giorgio Verderosa, Gianfilippo Fancello, Nazzareno Zacconi, Michele Lideo e Tonino Tomeo, o ancora l’entusiasmo dei ragazzi che avevano aderito al progetto, ma il tutto non è sembrato così mostruoso; anzi, si è trasformato in un momento piacevole, divertente, coinvolgente che non esiterei a ripetere.

Giuseppe Tropeano
Giuseppe Tropeano
Daniele Bazzani
Daniele Bazzani
Stefano Barbati
Stefano Barbati
Gavino Loche
Gavino Loche

Andiamo con ordine: la mattina alle 9 e 30, come vi dicevo, sono cominciati gli esami per gli studenti che volevano passare al secondo livello. Avevamo una stanza a disposizione all’interno della fortezza Firmafede e, subito dopo l’apertura dei cancelli, abbiamo iniziato le nostre audizioni. Il ‘rigore’ didattico di Bazzani ha voluto che durante questi esami non fosse presente il pubblico: quindi, amici e genitori non sono stati ammessi; solo il chitarrista e gli esaminatori: immaginate quale tensione!

Giorgio Verderosa
Giorgio Verderosa
Gianfilippo Fancello
Gianfilippo Fancello
Nazzareno Zacconi
Nazzareno Zacconi
Michele Lideo
Michele Lideo
Tonino Tomeo
Tonino Tomeo

Giorgio Verderosa ha presentato il primo studente e poi via via gli altri ragazzi i quali, devo riconoscerlo, hanno portato a termine la loro esecuzione senza nessun imbarazzo e con inaspettata sicurezza. Anche qui dovrei aprire un capitolo legato all’emozione, non quella degli studenti ma quella degli insegnanti, che sono apparsi più ansiosi degli esaminati. I tutor di ScuolacusticA sono tutti chitarristi che negli anni ho avuto modo di apprezzare non solo musicalmente, ma anche umanamente, e in questa situazione hanno dimostrato la loro sensibilità. Sono innanzitutto dei cari amici, che hanno creduto nel progetto ScuolacusticA e in pochi mesi hanno permesso che diventasse una realtà. Ci siamo guardati tutti con immensa soddisfazione, sicuri di aver fatto bene e di lavorare a un progetto difficile e ambizioso, ma che già ha regalato tante belle soddisfazioni.
Nell’ordine hanno così passato gli esami: Bruno De Rossi di Torino; Luca Scapin di Sarzana; Giulia Perazzo di Sarzana.

Bruno De Rossi
Bruno De Rossi
Luca Scapin
Luca Scapin
Giulia Perazzo
Giulia Perazzo

Nel pomeriggio sono iniziate le esibizioni pubbliche. Qui l’emozione si è spostata dagli insegnanti agli studenti. Non è facile esibirsi in un tale parterre. Sei nella manifestazione chitarristica italiana più importante, ti esibisci di fronte a un pubblico che non è composto solo dai familiari ‘delle vittime’, ma da curiosi, addetti ai lavori, appassionati e specialisti dello strumento. Durante la tua esibizione è possibile che si soffermi ad ascoltarti Alex De Grassi, Pietro Nobile o Tim Sparks, e chissà quanti altri che nemmeno conosci e che fanno parte della storia della chitarra nel mondo. E tu, da solo su quel palco, con il tuo strumento devi mostrare cosa sai fare, ma soprattutto devi saper mettere il cuore in quello che fai. Non è più un esame: è una vera e propria esibizione. Non è facile! Ho notato però che questa nuova generazione, nel tempo, ha perso un po’ di quell’emotività tipica della nostra epoca, quando salire sul palco era una impresa da ‘tagliare le gambe e mozzare il fiato’ anche ai più esperti. La sfrontatezza e la sicurezza mostrata soprattutto dai più giovani è spiazzante, lascia interdetti anche i veterani. Evidentemente i social media, YouTube e tutti quei mezzi che ti espongono sulla pubblica piazza giocano il loro ruolo… mentre io avevo sempre pensato che funzionassero grazie all’anonimato! Invece è proprio grazie alla ‘notorietà’ che hanno successo. Così trovi sedicenni che non balbettano, che ostentano sicurezza e che, se non li fermi, non smetterebbero più di suonare… ma perché fermarli, è così bello ascoltarli!

Ecco dunque chi si è esibito sul Palco della Torre: Aldo D’Elia di Sarzana con lo “Studio” n. 1 da Open Tunings di Bazzani; Bruno De Rossi di Torino con “Il castello”; Piero Angelo Legari di Sarzana con gli “Studi” n. 2 e n. 4 da Open Tunings; Andrea De Marco di Bologna; Claudio Cirillo di Roma; Silvia Picello di Padova con “Autumn Leaves”; Luca Scapin di Sarzana con “Il sole” e lo “Studio” n. 3 da Open Tunings; Matteo Trinei di Roma; Giulia Perazzo di Sarzana con un “Nobile incontro”; Caterina Calabrese di Lanciano.

Aldo D'Elia
Aldo D’Elia
Piero Angelo Legari
Piero Angelo Legari
Andrea De Marco
Andrea De Marco
Claudio Cirillo
Claudio Cirillo
Silvia Picello
Silvia Picello
Matteo Trinei
Matteo Trinei
Caterina Calabrese
Caterina Calabrese

Sarà che ormai ho i figli grandi e non rischio più di essere riconvocato nel girone dei ‘martoriati’, ma dopo questa esperienza i saggi di fine anno non rappresentano più un incubo; anzi, mi danno maggior energia per i miei progetti futuri. Negli occhi e nell’entusiasmo di questi ragazzi ho trovato nuova speranza che spero di non deludere.

Reno Brandoni

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