Bruskers Guitar Duo – Una chitarra per…duo

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Bruskers_webTra le esperienze più gratificanti ed esaltanti, ma anche più impegnative e complicate da gestire, con cui un musicista possa avere prima o poi a che fare, c’è senz’altro quella del duo. In particolare per il chitarrista, che suona uno degli strumenti più ‘autosufficienti’ che esistano, decidere di condividere il proprio percorso con un collega apre tutta una serie di esigenze e problematiche che, seduti dentro il proprio cono di luce, non si avvertono. E in questo ambito davvero non c’è differenza tra generi musicali: classico o fingerpicking, il duo chitarristico si trova di fronte la stessa necessità di trovare un affiatamento che va oltre il dato puramente musicale, per sforare nell’intesa umana, caratteriale, in poche parole nella necessità di una comprensione reciproca a trecentosessanta gradi e, in una parola sola e onnicomprensiva, nel rispetto.
A questi temi è dedicata l’ambiziosa e originale opera del Bruskers Guitar Duo, composto dai modenesi Matteo Minozzi ed Eugenio Polacchini, che uniscono, fondendole, due diverse anime musicali, quella classica e quella moderna. Nella sua interezza, il progetto costituirà una collana di tre volumi, di difficoltà progressiva, in cui si esploreranno e approfondiranno le varie sfaccettature del suonare in duo. Il primo volume, di cui ci occupiamo qui, è dedicato ai ‘primi passi’ di un duo, cioè a tutto quello che occorre affrontare dopo la fatidica domanda «e adesso?» che sorge spontanea una volta sedutisi su due sedie vicine e aver accordato gli strumenti. E cosa fare è presto detto (ma non presto fatto…): decidere un repertorio, capire se ci si vorrà dedicare ad arrangiamenti già esistenti o, cosa senz’altro più stimolante, se ci si vorrà addentrare nella scrittura e nella realizzazione di arrangiamenti propri. Essere consapevoli, in questo secondo caso, dell’importanza di conoscere gli elementi fondamentali delle tecniche di arrangiamento, in particolare mirate a una ottimale coesistenza delle parti (uso di ottave diverse, cura delle dinamiche e del timbro, dialogo…) e alla conoscenza delle basi della teoria degli accordi, in particolare delle triadi, e degli arpeggi, momenti fondamentali per cominciare a suonare insieme. Perché, semplificando certamente ma non banalizzando, alla base del sound di un duo c’è senz’altro la presenza di accordi e arpeggi ben distribuiti e armonizzati tra le due parti, in modo da accogliere nel modo migliore gli interventi della parte che, alternativamente, si assumerà la responsabilità del ‘canto’. Lo scopo è quello di far sì che la chitarra 1 e la chitarra 2 non siano in rapporto gerarchico ma complementare (tra l’altro, per mia esperienza, il non raggiungimento, mentale prima ancora che concreto, di questo obiettivo è uno dei motivi di sfascio di molti duo).
Efficace dunque l’idea, prima di proporre ottimi brani originali (e un arrangiamento di “Summertime”), di far esercitare gli aspiranti ‘duettisti’ con esercizi preparatori e variati basati su elementari giri armonici (DO / SOL / MIm / LAm), vera e propria palestra per il raggiungimento dell’equilibrio espressivo e sonoro.
Nel primo volume c’è tutto questo e altro, ed è molta la curiosità di vedere come sarà sviluppato il discorso in quelli successivi. Un plauso particolare alla cura editoriale: le parti sono scritte e diteggiate molto accuratamente (pentagramma, tablatura e ‘traccia’ solo in pentagramma di quello che sta facendo in contemporanea l’altro) e i video allegati svelano anche visivamente tutte le nozioni scritte nel libro.
Per tutti.

Carlo De Nonno

PUBBLICATO

 

 

 


Chitarra Acustica, 01/2015, p. 21

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