Antonello Fiamma – The Round Path

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www.antonellofiamma.com
fiamma_round-path_coverGiovani chitarristi crescono. La formula scontata nasconde in realtà i migliori significati. Freschezza ed entusiasmo sono gli ingredienti tangibili di questo lavoro di Antonello Fiamma, musicista lucano classe 1991. Ed è curioso considerare come il suo trampolino di lancio indichi nel titolo piuttosto un percorso circolare, in cui la linea retta del presente racchiude un continuo recupero di esperienze passate, sedimentate nella formazione artistica di questo giovane talento.

Lavoro totalmente autoprodotto, registrato presso l’Acoustic Design di Milano sotto la sapiente supervisione di Gabriele Cento e di Pietro Nobile, The Round Path contiene otto composizioni originali che abbracciano diversi aspetti stilistici del vasto mondo della chitarra fingerstyle. Il recupero delle proprie radici risulta già chiaro in “Go.4.It”, sentito omaggio a Tommy Emmanuel, reso credibilissimo da un chitarrismo muscolare e dal bel suono asciutto e molto woody della sua Maton. L’impeccabile boom-chick del più canonico fingerpicking ritorna anche in “Walking in Rome”, passeggiata scanzonata per le vie della capitale, mentre l’odore dei sassi e della terra madre di Matera occhieggia in “Home Sweet Home”, dove l’arpeggio si distende in una struttura più ampia a evocare una sottile malinconia. L’anima lirica del disco si palesa in modo evidente in “Luci al tramonto”, in cui l’utilizzo sapiente dell’open tuning (EADF#BD) evita il rischio di cliché sempre in agguato per dar vita a una narrazione fatta di bellissime immagini sonore, in bilico tra la ritmica delicata e il suggestivo uso degli armonici. Ancora open tuning (questa volta una severa BADF#BD) e medesimo procedimento sono rintracciabili in “Abbracciami”, forse l’episodio più profondo di tutto il lavoro: tapping, slap, tecniche percussive, arpeggi ipnotici sono utilizzati in modo mai ostentato e costruiscono un’atmosfera rarefatta dalle tinte decisamente new age. Unica traccia suonata in gruppo, “From the Beginning” inserisce invece una gradevolissima pulsazione ritmica sulla quale Antonello dipana la sua ispirazione melodica, sempre in bella evidenza. Discorso a parte merita “The Round Path”, la linea che apre e chiude il disco costituendone in qualche modo l’ossatura musicale e concettuale. Molto belle le variazioni ritmiche e l’alternarsi dei movimenti nella parte 1, dove elementi mediterranei occhieggiano qua e là; più ‘hedgesiana’ (e non poteva essere altrimenti) la parte 2, quella che suggella il lavoro e che chiude idealmente il cerchio con la riproposizione nei secondi finali delle medesime note di apertura.

Per essere il disco d’esordio, ‘buona la prima’, non c’è che dire. Un ‘percorso circolare’ che potrebbe portare lontano.

Roberto De Luca

 

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