Il buon proposito di sbagliare

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Reno Brandoni
Reno Brandoni

Il tempo non si muove in linea retta ma con un andamento circolare. È una giostra che gira e presenta sempre le stesse cose, che noi vediamo diverse solo per via dell’età che avanza e della nostra progressiva evoluta maturità. Date a un neonato una penna, la metterà in bocca; datela a un ragazzino, scarabocchierà sui fogli; datela a un adulto, la userà per scrivere. L’oggetto è sempre lo stesso, ma è la differente esperienza delle tre età che lo fa sembrare diverso e, soprattutto, aggiunge all’oggetto più progredite funzionalità.

Non c’è niente di nuovo. E anche se abbiamo occhi e orecchie accecati dalla tecnologia, modalità e reazioni sono sempre le stesse. Gli errori non si correggono, ma si dimenticano per poterli ripetere perché – diciamolo – poter sbagliare è una delle cose più belle dell’uomo, svela la sua umanità e la sua debolezza.
Sono proprio gli errori che rendono il mondo diverso, che aggiungono vivacità nella monotonia di uno schema.
Avete mai parlato con un chitarrista classico, uno di quei ‘radicalisti’ che odiano le tablature perché non ce n’è bisogno. Quelli che la posizione e il tocco prima di tutto, poi si suona. Ebbene, loro sono alla ricerca della perfezione, nessuna imprecisione è ammessa, mentre proprio in quell’incertezza controllata dall’esperienza a me piace cercare la musica.

Sviluppare la creatività attraverso gli errori, forse è proprio questo il segreto di una genuinità indispensabile per distinguersi dalla omologazione.

Inizia il nuovo anno, e come sempre si riserva il primo giorno per i buoni propositi.
Personalmente ne avrei una lunga lista, ma non sono sicuro di volerli mantenere. Però una cosa la voglio fare, voglio sbagliare e provare nuove strade. Voglio avere il coraggio di osare, di abbandonare la paura e l’esperienza per ricominciare con ingenuità.
Quando sono diventato padre e vivevo con ansia ogni movimento di mia figlia, mi spiegarono che per crescere bisogna sbagliare e che io dovevo permettere i suoi errori. Vedrai, mi dicevano, lasciala cadere dalla sedia così potrai star sicuro che non cadrà più. Era vero, ogni errore le permetteva di correggere il suo percorso. Sarà successo così sicuramente anche a me.

Ecco cosa desidero per quest’anno, voglio dimenticare di essere caduto da quella sedia.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

 

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