Chitarra Acustica: Giugno 2020

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Chitarra Acustica: Giugno 2020

L’arte non fa che travolgermi, costantemente; ed io ne sono sopraffatto, costantemente. Il suo incedere impetuoso disegna i miei percorsi quotidiani, così come il flusso prorompente e irregolare di un torrente montano traccia le convulse traiettorie dei ciottoli sul suo alveo. Io mi sento uno di quei ciottoli, tra piccole portate e piene violente, i salti e le pozze, avviluppato dalle acque, trascinato da uno scopo, un fine connaturato: la foce per il torrente, la condivisione di una visione per ogni impeto artistico.

Esiste tuttavia un fattore critico che rende pericolosa qualsiasi veemenza: l’equilibrio. Il ciclo dell’acqua e quello dell’arte, continui e bellissimi, accomunati dal medesimo percorso cielo-terra-mare-cielo, vivono di un equilibrio delicato e necessario, benché spesso muovano le proprie trame tra evidenti contrasti.

Certo, pensando all’arte, è piuttosto strano constatare come in effetti non esista nulla di più squilibrato dell’indole di un artista. Non sono io a sentenziarlo, ma Madame Storia: frotte di anime squilibrate (non folli, semplicemente sbilanciate) che hanno trascorso e trascorrono la propria vita alla ricerca

di un equilibrio emotivo e tecnico, travolti dal rapido, irrefrenabile, tuttavia equilibrato, flusso dell’arte. Bizzarra faccenda.

Lo scrittore cerca l’equilibrio tra le parole, il musicista tra le note, il pittore tra i colori, lo scultore tra le forme, il fotografo tra le luci, il grafico tra gli oggetti, ma tutti loro lo cercano tra un’idea e il vuoto, tra un’azione e il silenzio.

Quando Reno mi ha chiesto di aiutarlo nella grafica e nell’impaginazione della rivista un torrente in piena mi ha travolto con la sua bellezza e mi sono dovuto confrontare inevitabilmente con una nuova ricerca di equilibrio per raggiungere l’obiettivo, partendo da una visione già definita e consolidata con mestiere, ma a cui ho tentato di dare il mio personale contributo, la mia personale visione.

Confesso che amo organizzare una pagina ricca di contenuti, associarne le forme, i colori e gestire lo spazio tra pieno e vuoto: è un po’ come comporre un brano e poterlo fare per una rivista che si occupa di musica è davvero un grande privilegio.

Luca Francioso

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