Come è nata la F.U.F.F.A.

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(Giovanni Pelosi) –

John Morris, canadese, è uno dei più forti giocatori di curling al mondo. Immaginate di riuscire ad organizzare, nella vostra città, un meeting di curling invitando personaggi di questo calibro.

Don Ross, è canadese anche lui, ed è uno dei più forti ed influenti chitarristi al mondo. Cose simili potrei dire di Bob Brozman, o Stefan Grossman, oppure Duck Baker, Peter Finger, Pierre Bensusan, Franco Morone, Beppe Gambetta, Peppino D’Agostino ecc.

A questo punto, immaginate di realizzare, nella vostra città, un festival con personaggi di questo valore che si avvicendano sul palco, insieme a tanti meno noti ma non meno importanti. E rendetevi conto che nessuno li ha mai sentiti nominare. Non parlo di voi, parlo della gente che in quella città vive, e magari qualcuno suona anche la chitarra, ma non l’acustica. Come lo racconti che Marcel Dadi ha suonato con Chet Atkins? E chi li conosce? E come spieghi una figura come Pietro Nobile, che da Dadi ha tratto ispirazione? Per collegare qualcuno a qualcosa, devi dire che Laurence Juber ha suonato con Paul McCartney, se l’interlocutore è sufficientemente anziano…o che Peppino ha fatto un disco non tanto con Stef Burns, quanto col chitarrista ‘di’ Vasco Rossi.

Prova a fare tutti gli anni, dieci, quindici, diciassette anni, una conferenza stampa nella quale nessuno dei giornalisti che ci sono ha mai sentito nominare un chitarrista acustico, o che si dimentica quelli che ha sentito nominare nelle precedenti conferenze.

Eppure, c’era un sacco di gente, quando Bob Brozman è sceso tra il pubblico, cantando accompagnandosi col charango, e tutti sono impazziti.

Non sono un tipo da analisi sociologiche, e neanche uno troppo sveglio. Però, dai e dai, mi sono fatto l’idea che, forse, per far conoscere un mondo come il curling alle persone, bisognava provare a fare dei corsi, per stimolare, almeno chi si sentisse predisposto, ad entrare in questo mondo.

Ci provo dico. Lo scrivo su facebook, dopo aver chiesto al mitico Luigino Sonni, presidente della pro loco di Ferentino, la disponibilità ad ospitare dei corsi gratuiti.

Mi aspettavo che le cinque o sei persone che avrebbero aderito fossero una specie di contagio (brutta parola da usare adesso) per altre. Inaspettatamente, Giovanni Monoscalco, fortissimo chitarrista ‘transgender’, si offre di aiutarmi.

Cominciamo con le lezioni di chitarra, e con una venticinquina di iscritti. Il nome F.U.F.F.A. mi è venuto in mente quando, alla successiva edizione del festival, nella quale molti allievi si sono esibiti, alcuni degli artisti presenti hanno cominciato a dare la disponiblità a tenere dei seminari, o workshop, a beneficio degli allievi.

L’anno successivo le iscrizioni hanno superato le 50.

Ora, già fare lezioni collettive, lo sa bene chi insegna sul serio, è un casino. Farle con venti allievi insieme è al limite del ridicolo. Ma, noi non ci siamo perduti d’animo. I seminari e i Workshop sono sempre stati affollati, e di grande utilità, soprattutto al fine di far penetrare una cultura su vari aspetti della musica.

Una specie di università, the Free University For Fake Artists.

Questo ha avuto dei riflessi positivi sul festival, oltre a creare una rete di amicizie personali, un vero, inaspettato, bonus che è diventata la cosa più preziosa.

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