sabato, 24 Settembre , 2022
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Ferentino Acustica 2011

Musica di nicchia? No, grazie!

‘Musica di nicchia’, questo è il classico tormentone che ci ripetiamo noi appassionati di chitarra acustica, l’affermazione tipica di quando si vuole trovare una giustificazione (senza mai riuscirci pienamente), per certi versi anche rassicurante, circa la scarsa considerazione che talvolta viene riservata agli eventi ‘acustici. Sembra quasi una sorta di autocommiserazione, un volersi rassegnare a restare in quella nostra stanzetta di adolescenti, nella quale abbiamo per anni suonato principalmente per noi stessi o, al massimo, per qualche amico fidato. Non voglio qui fare analisi sociologiche (non ne ho i mezzi), né tanto meno avanzare teorie o sparare sentenze. Vorrei, però, portare alla vostra attenzione fatti, fatti concreti, e proporveli come argomenti di discussione.
Parliamone. Il primo fatto si chiama Ferentino Acustica. Si è appena conclusa la nona edizione (e questo è un secondo fatto da tener presente) di questo festival della chitarra che, dal 23 al 26 giugno scorsi, ha avuto luogo nella cittadina di Ferentino, in provincia di Frosinone.

Gabin Dabiré e Jackie Perkins

Ricca di storia, con un bel borgo tutto da scoprire, Ferentino è arroccata a 400 metri sul livello del mare, nel bel mezzo della Ciociaria. Pur essendo facilmente raggiungibile dalla Capitale, questo antico borgo ne è in un certo senso affrancato, non subendo l’influenza della grande città, nella migliore tradizione della tipica piccola provincia italiana.
È in questo contesto, e non a Roma dove vive (altro fatto), che Giovanni Pelosi, ideatore e direttore artistico del festival, ha deciso di far nascere Ferentino Acustica. Il co-fondatore di Fingerpicking.net è strettamente legato a questi luoghi, per affetti familiari e attività lavorativa. Tali premesse lo hanno certamente aiutato a sensibilizzare le istituzioni locali e a farle aderire al suo progetto (non dimentichiamo che Ferentino Acustica è una manifestazione completamente gratuita al pubblico), ma la scelta di operare qui è stata sicuramente ispirata dall’ambiente e dalle potenzialità che questa cittadina esprime. Stiamo, comunque, parlando di un centro che non aveva, prima di oggi, una qualche tradizione ‘chitarristica’, anche se avvezzo ad una vita culturale e musicale basata, per lo più, su manifestazioni di respiro locale. Questa la realtà con la quale, anno dopo anno, Giovanni Pelosi si confronta senza compromessi, cercando di offrire sempre il meglio. L’elenco dei ‘nomi’ nazionali e internazionali della chitarra acustica che fino ad oggi hanno partecipato al suo festival è lungo e prestigioso. Non vorrei far torno a nessuno, è sufficiente farsi un giro per la rete per saperne di più.
Mi sto dilungando troppo… torniamo ai fatti recenti. Nona edizione, dicevo. Un cartellone, quello di quest’anno, forse mai così ricco per varietà di generi e stili. Giovanni ha una grande abilità nel comporre le serate, riuscendo ad alternare nomi nuovi del panorama chitarristico a quelli di sicuro e maggior richiamo di pubblico. Un programma che ha la chitarra acustica come comun denominatore, ma che a questo strumento non si riferisce esclusivamente in termini virtuosistici o solistici. Una linea, questa, che è analoga a quella proposta dallo stesso Giovanni nelle sue vesti di direttore artistico dell’etichetta discografica di Fingerpicking.net.
Inoltre, da alcuni anni, Giovanni sta proponendo una vera e propria full immersion per gli appassionati chitarristi, con offerte di workshop e open mic che, ormai tradizionalmente, si tengono nella splendida cornice del Cortile di Palazzo Roffi-Sabelli. Questi i workshop di quest’anno: “Tecniche chitarristiche di base” tenuto da Micki Piperno, direttore della Music Academy di Roma; “La cura del suono acustico” tenuto da Daniele Lupi, chitarrista, insegnante, collaboratore di Franco Morone; e un incontro con Francesco Buzzurro, nel corso del quale il funambolico chitarrista ha illustrato i principi della sua tecnica e del suo modo di arrangiare.
L’organizzazione, più che rodata, vede, oltre allo stesso Giovanni, la fondamentale collaborazione degli infaticabili soci della Pro Loco di Ferentino e degli amici di Fingerpicking.net, e può vantare, oltre ai vari sponsor locali, il fondamentale supporto della SR Technology, che ogni anno mette a disposizione l’impianto di amplificazione sia per i concerti serali che per i workshop e gli open mic pomeridiani.
È ormai tradizione anche la presenza in Piazza di uno stand dell’Armadillo Club che, con il suo patron Alessio Ambrosi, quest’anno ha esposto la “Chitarra per Sarzana” che il grande liutaio americano Roy McAlister ha appositamente realizzato per celebrare l’edizione 2011 dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana.

Giovedì 23

Fulvio Montauti

S’incomincia con Fulvio Montauti, che aveva già partecipato nel 2003 alla prima edizione di Ferentino Acustica. Come testimonia la sua partecipazione al CD sampler 34 volte amore, pubblicato da Fingerpicking.net, possiamo simpaticamente definirlo come un elemento un po’ anomalo all’interno di questa ‘web community’, distinguendosi per l’amore esclusivo per la Fender Telecaster ed i suoi fulminanti e originali arrangiamenti di standard in chiave jazz.

Micki Piperno Delta Blues Quartet

Segue il turno del Micki Piperno Delta Blues Quartet, una delle formazioni create e animate dal noto chitarrista romano all’interno della sua Music Academy: Giuseppe Borrelli alla batteria, Alvaro Toledo all’armonica, Alex Araujo alla chitarra e voce, Giovanni Pallotti al basso e lo stesso Piperno alla chitarra solista. La grande amalgama tra i componenti e la sapiente direzione di Piperno riescono a mettere in risalto le ottime singolarità e la grande qualità degli arrangiamenti.

Giovanni Pelosi

Con la semplicità e la modestia che lo contraddistinguono, Giovanni Pelosiama mettersi in gioco, contribuire a creare l’atmosfera amichevole che si respira a Ferentino, e così eccolo a condividere il palco con gli altri artisti, divertendo divertendosi. Il suo set è come sempre ricco di arrangiamenti eleganti e al tempo stesso complessi, sempre sorprendenti.

Leonardo Baldassarri

Special guest a questo punto della serata, Leonardo Baldassarri. Chitarrista eclettico nel suo alternarsi tra elettrica e corde di nylon, con Giovanni condivide la passione per gli arrangiamenti di classici del pop internazionale, che propone con molta raffinatezza.

La prima serata si conclude con l’esibizione di Sergio Altamura. Parallelamente alla sua attività con i Guitar Republic, formazione chitarristica che condivide con Pino Forastiere e Stefano Barone, Sergio propone un repertorio solista imperniato sulla sperimentazione, ma con una forte ispirazione melodica (ascoltate la struggente “Luna” per credere). Un set sorprendente, emozionante, ipnotico. Passata la mezzanotte, al termine dell’incalzante “Final Blu” da Aria meccanica, il pubblico ha applaudito convinto e incredulo per lo spettacolo al quale ha appena assistito, fermo lì sulle sedie quasi incapace di muoversi, ancora soggiogato dall’atmosfera magica che continua ad aleggiare in piazza, anche ora che la musica è ormai finita.

Sergio Altamura

Venerdì 24
Tocca ad una vecchia conoscenza di Ferentino Acustica aprire la seconda serata. Reno Brandoni, il fondatore di Fingerpicking.net, è uno di casa, una presenza fissa e sempre gradita del festival. Per questo motivo, Reno decide di ripercorrere, nel proprio set, le tappe musicali principali della sua lunga carriera chitarristica. Dai classici di Stefan Grossman, ai suoni mediterranei delle sue composizioni tratte da Zingarom e Yelda, per concludere con i due inediti “Il mare tra Ponza e Tavolara” e “Cento cammelli”.

Andrea Valeri

Giovanni lo chiamava ‘il piccolo diavolo’ quando ha ascoltato per la prima volta questo incredibile chitarrista che a diciassette anni faceva impallidire, per tecnica e spontaneità, chitarristi ben più maturi di lui. Ora è cresciuto e con i suoi vent’anni Andrea Valeriè un chitarrista che si sta affermando sempre di più, potendo vantare collaborazioni prestigiose (Michael Fix, per citarne una) ed esibizioni sia in Italia che all’estero. Una vera e propria forza della natura, un suono potente e pulito, impeccabile tecnicamente, capace di offrire al pubblico momenti esaltanti sia con le proprie composizioni che con arrangiamenti al fulmicotone come la personalissima “Sultans of Swing”.

Veronica Sbergia e Max De Bernardi

È divertimento puro con Veronica Sbergia & Max De Bernardi. Non si può assolutamente restare indifferenti di fronte alla forte carica di simpatia che i due ottimi musicisti sanno comunicare dal palco. I virtuosismi di Max e la bella voce di Veronica entusiasmano e coinvolgono nella loro proposta di blues e old time music, con un’attenta ricerca delle sonorità più adatte alle proprie interpretazioni, riuscendo sempre a formulare il giusto mix tra voci e strumenti acustici, dal dobro all’ukulele, fino al washboard suonato con spazzole di ferro e al kazoo.

Clive Carroll

Definito da John Renbourn come suo erede, Clive Carroll è una delle personalità oggi di maggior prestigio del panorama chitarristico internazionale. Il suo enorme bagaglio musicale gli consente di proporre un repertorio estremamente vario. Dal tradizionale “The Kildimo Set”, al puro divertissement della “Csárdás” tutta giocata con la loop station, alla affascinante originale “Oregon”, fino ad un suo classico come “Eliza’s Eyes”. Non solo un chitarrista, ma un musicista completo. Forse il non potersi esprimere in italiano ha un po’ frenato la vena istrionica che Clive abitualmente esibisce sul palco, ma lo spettacolo musicale è stato ugualmente di grande impatto e valore.

Sabato 25

Giorgio Cordini

Terza serata inaugurata da un’altra vecchia conoscenza di Ferentino, Giorgio Cordini: lo storico chitarrista di De André, di Mauro Pagani e tante altre star è ormai ospite fisso della manifestazione. Giorgio propone un set misto e accattivante, fatto di brani strumentali, come il suo arrangiamento della storica “John Barleycorn Must Die”, e canzoni che attingono principalmente al repertorio di De André. Chiude con una particolare versione del “Pescatore” suonata alla James Taylor.

Pietro Nobile

In tournée quasi sempre oltr’alpe, Pietro Nobile è di quei chitarristi storici italiani che hanno condotto generazioni di giovani sulla strada della sei corde acustica. Il suo set non può non iniziare col rendere omaggio al suo amico e maestro, l’ancora oggi compianto Marcel Dadi con la proposta di due arrangiamenti di classici divenuti poi cavalli di battaglia del francese, “Saturday Night Shuffle” e “Windy and Warm”. Ma Nobile è anche compositore elegante ed ispirato, come è evidente dai brani presenti nel suo ultimo CD, Indefinito infinito, presentati nel corso della serata.

Gina Trio

Proposta intrigante e originale quella del Gina Trio. Presentano il loro primo lavoro, Segreto, con il quale hanno vinto il premio Ciampi per il miglior disco d’esordio nel 2008. La potente voce di Gina Fabiani è ottimamente sostenuta dalla chitarra esperta di Daniele Bazzani e dal solido contrabbasso di Lorenzo Feliciati. Musica di classe e testi evocativi, nella migliore tradizione della musica d’autore italiana.

Francesco Buzzurro

La serata si conclude, o meglio… non voleva concludersi, con Francesco Buzzurro. Il chitarrista siciliano, in possesso di un curriculum invidiabile (basta andare su Wikipedia…), è alla prima presenza nel cartellone di una manifestazione di chitarra acustica. Presenta il suo nuovo CD, L’Esploratore, una sorta di viaggio musicale intorno al mondo, in compagnia di brani che sono delle vere e proprie pietre miliari della musica. Da “Libertango” a “Granada”, da “Tico Tico” a “I Got Rythm”, da “Horos Tou Sakena” ad “Amazing Grace”. Arrangiamenti personalissimi, costellati da virtuosismi clamorosi, offerti al pubblico con una padronanza unica dello strumento. Il pubblico letteralmente in delirio non voleva assolutamente farlo scendere dal palco, richiamandolo più volte per il bis.

Domenica 26

Alex Di Reto

L’ultima giornata del Festival ha inizio con un altro amico di vecchia data, Alex Di Reto. L’altro co-fondatore di Fingerpicking.net propone i brani del suo ultimo lavoro, Night Colors. Tecnica asciutta, senza fronzoli, ma ricca di sentimento e di blues. Alternandosi tra una splendida Martin 000-28VS e un dobro, accompagnandosi anche con l’armonica, Alex canta le sue canzoni con leggerezza e ironia, nonostante i testi talvolta anche crudi e spietati.

Roberto De Luca

Un’altro veterano del palco di Ferentino, Roberto De Luca, avendo anche lui partecipato alla prima edizione di questo festival. Fine interprete e arrangiatore, è presente nel CD sampler 34 volte amorecon una sua brillante versione de “La canzone del sole”. Amante delle sonorità aperte, frequentatore appassionato della DADGAD, Roberto si è presentato in punta di piedi, riuscendo con la sua musica a raccogliere applausi a scena aperta.

Gabin Dabiré

Altro ospite internazionale. Con Gabin Dabiré si attraversa il Mediterraneo fino a raggiungere l’Africa Occidentale. Straordinario musicista, cantante e chitarrista proveniente dal Burkina Faso, attivo divulgatore della cultura africana, vive ed opera in Italia da quasi trent’anni, collaborando con musicisti di tutto il mondo. La proposta di canzoni tradizionali, nelle diverse lingue che si sono sviluppate nella sua terra, e l’interpretazione appassionata hanno regalato al pubblico un momento unico per originalità e spessore.
‘Last but not least’… JacquelineJackie’ Perkins. Anche la cantante americana, ormai italiana d’adozione, resta affascinata dall’atmosfera ferentinese, dichiarando di aver trovato a Ferentino l’ispirazione per terminare addirittura tre sue ultime composizioni. La prima, “Jealousy”, la dedica proprio a questo pubblico. Voce al tempo stesso dolce e potente, sapientemente accompagnata dalle sue Martin, propone il suo songbookdi estrazione tipicamente folk, una delle sue tante anime musicali, insieme alla world music fino al jazz, che l’hanno vista in questi anni collaborare con innumerevoli altri musicisti. E proprio con uno di questi suoi amici regala il finale ideale a questa manifestazione. Jackie e Gabin interpretano una meravigliosa versione di “Imagine”, con un misto di inglese e africano che meglio non potrebbero rendere lo spirito di questa canzone universale.

Jackie Perkins

Ora, però, vorrei tornare a quei ‘fatti’ citati all’inizio, perché ritengo utile, insieme, cercare di capire. Cosa? Semplice: perché in una cittadina come Ferentino (e sappiamo bene che non è un caso isolato) la ‘nicchia’ scompare, svanisce, si sgretola? Tutte le serate hanno visto una partecipazione di pubblico attenta, assidua e costante, senza contare quanti hanno orbitato, senza necessariamente prendere posto a sedere, una Piazza sempre piena. Quasi tutti i presenti erano ferentinesi doc, con una certa presenza di ‘romani’ il solo sabato sera. Ad ogni modo, i cosiddetti chitarristi o addetti ai lavori erano di sicuro una grande minoranza (consentitemi l’ossimoro).
É ovvio che non è possibile certo paragonare una Ferentino Acustica a quei mega-eventi che sono in grado di riempire gli stadi o i palazzetti dello sport. Ma com’è possibile che qui in provincia (e Ferentino non è l’unico esempio) si può assistere ad eventi che nella grande città al massimo sono relegati in circoli per pochi eletti? Il calore del pubblico, il desiderio di tutti, pubblico e artisti, di voler essere parte integrante della manifestazione, l’atmosfera amichevole che si respira, non possono essere solo un caso, un condizionamento dovuto all’evento ‘eccezionale’ che si sta svolgendo. Il «come state?» che Altamura chiede al pubblico e la risposta immediata dal pubblico «stiamo benissimo, grazie a te!» sono un fatto. I bis a ripetizione richiesti con insistenza ad un Buzzurro probabilmente sconosciuto ai più sono un altro fatto. Gli stessi applausi sinceri e calorosi riservati a tutti, indistintamente, sono ancora un fatto.

Possibile che lo si debba solo alla fame di musica, in provincia sicuramente più viva di quella che si può trovare in una grande città? Non è che sia, anche, una questione di contenuti, di qualità, ma forse e soprattutto di occasioni mancate, di prevenzioni culturali, di circuiti logori, di luoghi non adatti? Parliamone.

Testo e foto di Alfonso Giardino

Questo articolo è in Chitarra Acustica, n. 4, luglio 2011, p. 22.

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