Non è un paese per vecchi – La X edizione del Fiuggi Guitar Festival

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Prova dell'ensemble di chitarre dei giovani allievi del festival con Felicia Toscano

(di Reno Brandoni) – Tornare è una parola che mi è sempre piaciuta. Non è sinonimo di sconfitta o abbandono. Rappresenta invece il riconoscimento di un posto, un luogo che ha creato un legame, un’intesa o semplicemente un piacevole ricordo. Così è Fiuggi, che non è un ‘paese per vecchi’, ma è pura energia, ricca di gioventù, entusiasmo e piacevole accoglienza.

Lezione di musica d'insieme con Ciro Carbone
Lezione di musica d’insieme con Ciro Carbone

Il Fiuggi Guitar Festival è quindi ormai un appuntamento fisso, per me e soprattutto per Fingerpicking.net. Quest’anno abbiamo anche ricevuto il Premio Città di Fiuggi ‘per l’editoria musicale’. Però non è questo di cui mi compiaccio o che mi attira, ma la ‘gentilezza’ del luogo, la passione degli organizzatori, in primo luogo Francesca Ricci, che forse ancor più del direttore artistico Roberto Fabbri riesce a mettere ordine a ogni cosa, donando al festival quella necessaria serenità che egregiamente lo rappresenta. Non c’è convulsione o stress e tutti gli artisti vengono accarezzati da questo clima tranquillo. Gioventù e chitarre sono dappertutto, già dalle prime ore del mattino: iniziano i corsi e le masterclass, e tutti sono già pronti con il loro strumento, provando o esercitandosi sulla lezione del giorno o sul brano da eseguire durante il saggio o al contest di fine festival.

La parte dedicata alla chitarra classica è definitivamente un evento riconosciuto e apprezzato. I partecipanti vengono da tutto il mondo trasformando questo incontro in un vero meeting internazionale. Ma le sei corde, si sa, godono di innumerevoli appassionati. Così Roberto Fabbri non si è lasciato scappare l’occasione di arricchire e completare la sua manifestazione anche con la chitarra flamenca e la chitarra acustica, ed entrambe, piano piano, stanno ritrovando in questo luogo la sede giusta per esercitare le attività didattiche di fine anno. La strada è lunga e non sempre i risultati corrispondono all’entusiasmo, ma ogni anno interesse e curiosità accrescono il numero dei partecipanti.

Le giornate si sviluppano con incontri e lezioni al mattino e al pomeriggio, e si concludono con un concerto serale in uno scenario suggestivo: un grande palco e un eccellente service regalano a ogni giornata un momento di spettacolo, riflessione e incontro. La musica sovrappone stili e tendenze spaziando dal solista classico all’ensemble futuristico, incuriosendo i partecipanti per la varietà di stili ed esperienze. Tanto per fare un esempio, quest’anno Nazzareno Zacconi, diplomato in chitarra classica, ha catturato il pubblico con le sue tecniche percussive sulla chitarra acustica. E la sorpresa di scoprire come un musicista possa spaziare tra i vari stili ha entusiasmato giovani e artisti già avviati alla professione.

Nazzareno Zacconi
Nazzareno Zacconi

Una nota speciale di merito va a chi ha curato i suoni, sia per l’impegno necessario per i cambi palco, resi particolarmente complessi dalla diversità degli stili e dal numero degli artisti, sia per l’eccellente qualità di suono che ha accompagnato ogni esibizione.

Non vorrei sembrare ripetitivo, credo di aver già detto questa cosa in qualche articolo precedente sul Fiuggi Guitar Festival, ma da tutti viene molto apprezzata la pausa pranzo. Per l’occasione le attività si fermano e artisti, insegnanti e studenti si ritrovano nei ristoranti del luogo per un pasto comune, ma anche per un rapido resoconto della giornata. È questa un’opportunità imperdibile per condividere un momento così bello, per parlare di musica, di chitarra e di tutto ciò che concerne la vita di ogni giorno. È una possibilità in più per suggellare amicizie e crearne di nuove, e i ragazzi che partecipano al campus ben gradiscono questo momento di relax e divertimento.

Prova dell'ensemble di chitarre dei giovani allievi del festival con Felicia Toscano
Prova dell’ensemble di chitarre dei giovani allievi del festival con Felicia Toscano

Bene, allora siete pronti per il prossimo incontro del 2017?

Reno Brandoni

 

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