Francesca Elena Monte – Occhi negli occhi: un omaggio a Chico Buarque

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Ultrasound Records
Grazia, rigore, umiltà, poesia. Ci sembra che questi quattro sostantivi possano offrire alcune chiavi di lettura del nuovo disco Occhi negli occhi di Francesca Elena Monte. Il disco è dedicato a Chico Buarque de Hollanda, quel poeta-musicista-cantautore tra i più rappresentativi artisti del grande crogiuolo di influenze musicali che è la Música Popular Brasileira. Ed è proprio dalla grande passione che nutre da sempre per questo genere, che è nata per Francesca Elena l’esigenza di omaggiare il grande autore brasiliano, ambasciatore della cultura brasiliana a livello musicale, poetico e politico. In questo lavoro la talentuosa cantante-attrice di Cuneo si è cimentata con impegno, dedizione e molto rispetto, col risultato – a nostro avviso – di restituire appieno le atmosfere e le sfumature peculiari del mondo espressivo di Chico Buarque.

Francesca Elena Monte inizia a studiare recitazione molto giovane presso l’Accademia Teatrale ‘Giovanni Toselli’ di Cuneo, per poi proseguire la propria formazione di attrice frequentando stage e seminari organizzati dalle maggiori scuole teatrali italiane. Si avvicina al canto con lo studio della lirica per poi passare al jazz, laureandosi con lode in vocalità afroamericana sotto la guida dei Maestri Danila Satragno e Riccardo Zegna nel biennio superiore del Conservatorio ‘Giorgio Federico Ghedini’ di Cuneo. È fondatrice della Palcoscenico Performing Arts Center, prima scuola d’arte in Cuneo, presso la quale tiene i corsi di canto moderno e teatro. Dal 2010 insegna presso la Fossano Fondazione Musica canto moderno, canto jazz e gestione del palcoscenico. Collabora con i musicisti Riccardo Fioravanti, Gianluca Tagliazucchi, Roberto Taufic e Matteo Negrin. Nel 2013 registra con Gianluca Tagliazucchi e Dado Sezzi il CD Saravà, Vinicius! dedicato al poeta e autore Vinicius de Moraes.

Forse è proprio il percorso formativo di Francesca Monte a spiegare il perché della scelta di Chico Buarque, un grande musicista ma anche un grande poeta capace di utilizzare immagini forti e di grande ispirazione che sa trasmettere con molta precisione giocando con le innumerevoli possibilità espressive della propria lingua.
Quale migliore sfida quella di cogliere entrambi questi aspetti nella loro splendida complessità?
Il risultato è appunto Occhi negli occhi, un CD di dodici canzoni, di cui tre tradotte in italiano, di cui un paio ‘solo’ recitate in italiano con il sottofondo della musica, proprio perché ‘capaci’ di una loro autonomia, di una loro valenza letteraria (“Tatuagem” e “Passerà”). La traccia che apre l’album, “Costruzione”, con la traduzione di Sergio Bardotti, parla di un tema sociale purtroppo sempre attuale, quello della morte di un operaio sul lavoro. Ma se l’aspetto sociale e politico è spesso presente, sono le storie d’amore che con Chico assumono un sapore inedito. Per esempio il testo di “Occhi negli occhi”, adattato in italiano dalla stessa Francesca Elena Monte, ha un ‘io’ lirico femminile che lo rende sorprendente anche alla sensibilità di una donna. E proprio grazie a ciò il tema di una fine di un amore non si ferma alla descrizione del suo lutto, della sofferenza ad esso legata, ma va oltre verso una speranza di rinascita, che riscatterà la donna abbandonata fino a farle ritrovare la felicità di un nuovo amore.

Tema che viene sostenuto da un eccellente lavoro chitarristico di Roberto Taufic, interprete raffinato della poetica musicale brasiliana, sostenuto in questo brano dal contrabbasso dell’esperto Riccardo Fioravanti. Tutti i brani sono ‘sceneggiati’ da una o due chitarre sovraincise da Taufic, che sa sempre individuarne il vestito sonoro migliore. Nella citata “Costruzione”, il crescendo drammatico sottolineato dalle note gravi iniziali è via via contrappuntato da una seconda chitarra, che evoca con glissandi e bicordi dissonanti lo snodarsi delle immagini drammatiche evocate dal testo. In “Apesar de voce” la seicorde traccia una linea armonico-ritmica leggera e incisiva al tempo stesso, sostenuta da una percussione ‘vocale’ veramente efficace e arricchita da un assolo teso e lirico. Perfetto equilibrio tra musica e canto. In “Far niente”, tradotta in italiano da Sergio Bardotti e resa famosa nel 1968 da Mina, due chitarre – una con gli accordi, l’altra con le figure melodiche e gli abbellimenti – sostengono con allegria e leggerezza la voce gioiosa di Francesca Elena, alle prese con uno dei testi più divertenti e spensierati che il grande Chico abbia saputo scrivere, quell’inno all’ozio domenicale e alla gioia di vivere… con la speranza che non venga più lunedì!

Un bel disco di voce e chitarra in cui la passione, la grazia, il dolore e la speranza trovano parole e musica intonate.

Gabriele Longo

 

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