Gio’ Marinuzzi con Andrea Filippucci a Un Paese a Sei Corde

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La sera di Ferragosto sembrerebbe perfetta per ascoltare musica brasiliana. Certo che tutto diventa strano se piove, fa freddo e il concerto si tiene in una chiesa anziché all’aperto, nel previsto Cortile della Casa Moglini. L’atmosfera che si è venuta a creare quindi, nella chiesetta di San Rocco a Nonio, è quasi surreale, ma la grande professionalità della protagonista ha reso comunque molto piacevole il concerto. Stiamo parlando di Gio’ Marinuzzi, la Signora della musica brasiliana in Italia, in  una prosecuzione della sezione “Chitarrautore” nell’ambito di “Un Paese a Sei Corde”.

Accompagnata da un grandissimo Andrea Filippucci, virtuoso della chitarra e abilissimo suonatore di cavaquinho, un chitarrino simile all’ukulele, ha presentato il suo cd Amigos (Alfaprojects, 2009) da cui ha tratto molti brani della tradizione brasiliana oltre a sue composizioni originali, aggiungendone altri. Così è passata da “Aguas de março” di Antonio Carlos Jobim a “O que serà” di Chico Buarque de Hollanda, per poi arrivare ad un suo brano, “Para de chorar” con Andrea Filippucci al cavaquinho, il cui suono in un attimo ci ha portati dall’altra parte del mondo, su spiagge assolate con una caipirinha in mano. Un doveroso tributo a Vinicius de Moraes con “Eu sei que vou te amar” e poi di nuovo una sua composizione, “Volo Brasil”, brano divertente in cui, in un misto di portoghese e italiano, racchiude le cose che più le mancano della sua terra d’adozione. Più malinconici “Odeon” e “Ronda”, seguiti poi da un pezzo definito ‘acrobatico’, in cui Andrea Filippucci ha dato sfogo alla sua grande maestria nel suonare il cavaquinho.
Una canzone dopo l’altra, qualcuna più conosciuta come “Aquarelo” di Toquinho e altre meno note, e in un soffio ci siam ritrovati all’ultimo brano, “Deixa isso pra là”, quasi un rap in stile carioca. Un repertorio molto equilibrato, che ha saputo mostrare i vari aspetti della musica brasiliana, dai più allegri e spensierati a quelli più romantici e malinconici, entusiasmando il pubblico che ha premiato gli artisti con il suo applauso caloroso.

Patrizia & Mauro Gattoni

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