Il Cammino di Santiago

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IlCamminodiSantiago1Mi sono sempre chiesto perché. Sembrava una follia radical chic. Una cosa da snob.
Ci vuole circa un mese per compiere l’intero percorso, disagi e imprevisti sono dietro l’angolo. Fatica e passione si sovrappongono, una volta vince l’una, talune volta l’altra.

Molti dicono che questa cosa non ha nessun senso, eppure si è passati dai duemila pellegrini del 1985 agli oltre duecentomila del 2013. Allora il ‘viaggio’ merita almeno una domanda. Perché immergersi in questa avventura? Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago sono ottocento chilometri, una lunga passeggiata dalla Francia alla Spagna da vivere da soli, in compagnia dell’amico o della propria compagna, oppure fianco a fianco di amici sconosciuti che resteranno a te legati per la vita, almeno nei ricordi.
Che senso ha? Me lo sono chiesto non trovando mai una risposta. Però qualche giorno fa mi è capitato tra le mani uno scritto di Papa Francesco, dove si parlava in generale del camminare. Cito a memoria: «Quanto è importante camminare uniti, senza fughe in avanti, senza nostalgie del passato. E mentre si cammina si parla, ci si conosce, ci si racconta gli uni agli altri, si cresce nell’essere famiglia». Allora ecco che nella mia fantasia il cammino di Santiago si è trasformato in crescita, evoluzione. Ogni passo segna un momento della nostra vita. Mai smetteremo di imparare se accetteremo, condivideremo, passo dopo passo, il nostro cammino. La vita ci ha insegnato a diffidare e invece dovremmo iniziare di nuovo a credere.

Quest’estate mia figlia, dopo un duro anno di lavoro, ha scelto come meta delle proprie vacanze un orfanotrofio in Togo. Si è pagata il viaggio, il vitto e l’alloggio, e sfidando l’Ebola ha vissuto un periodo della sua vita camminando fianco a fianco con la miseria e l’allegria, il dolore e la speranza. È tornata con un suo progetto dal nome simbolico di “Zucchero e Cannella”, un’associazione che raccoglie fondi per i bambini di quella missione. Anche il suo è stato un viaggio della durata di un mese, anche lei ha fatto il suo cammino di Santiago, un percorso in mezzo al silenzio, alla ricerca del sorriso. Forse non è così strano che la felicità si nasconda nei passi di un solitario viaggio, nella luce degli occhi dell’inaspettato compagno.

Quando scrivo l’editoriale per il numero di Natale ho sempre una difficoltà. L’emotività sovrasta ogni chitarristica ispirazione, anche se in questo percorso ritrovo un po’ della mia storia. La musica come elemento di condivisione, un cammino fatto di dubbi e incertezze dove solo l’altro, dietro il tuo microfono sul palco di quel teatro fumoso, umido e rumoroso, può darti una mano per frenare la discesa o addolcire la salita, perché ogni passo sia il frutto di una promessa, il risultato di una rinuncia. Chissà se ci ritroveremo un giorno, passo dopo passo, lungo le strade che portano a Santiago di Compostela.

Se pensate che occultamente abbia voluto fare pubblicità alla associazione di mia figlia non vi sbagliate, l’intenzione era proprio quella di dare una mano a questa idea di solidarietà, che fa onore ai giovani e a tutti noi che nella musica viviamo le nostre emozioni. Ho chiesto aiuto anche agli amici Gabriele Posenato (e il suo Wine & Guitar Clan) e Michele Lideo, che si sono attivati per organizzare due concerti di beneficenza per la raccolta di fondi. Allora, proprio per essere sfacciato, vi aspetto con Gabriele e Michele il 20 dicembre alle ore 20.30 a Monteforte d’Alpone, presso il Salone Ermolao Barbaro del Palazzo Vescovile, il 21 dicembre alle ore 18.30 presso l’Auditorium dell’Assunta in via Palù 2 a Rubano in provincia di Padova, e su zuccheroecanella.org con la vostra offerta.

Visto che parliamo di iniziative benefiche, giunge ora in redazione un comunicato della AGT (Associazione Giacomo Tavernese) che organizzerà il 13 dicembre alle ore 21 l’evento straordinario “Musica in movimento” con Beppe Gambetta, Giovanni Imparato, Stefano Tavernese e la World Spirit Orchestra diretta da Mario Donatone e Giò Bosco, presso l’Auditorium Università Cattolica del Sacro Cuore in Largo Francesco Vito 1 a Roma. L’intero ricavato sarà devoluto a sostegno del Progetto Ambulatorio Butembo, in Congo.

Ecco un modo per festeggiare insieme queste feste pensando agli altri.
Buon Natale.

Reno Brandoni

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