Io compro in Italia

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#IoComproInItalia

Intervista ad Aldo Aramini

di Reno Brandoni

Ho imparato nel tempo che le certezze non esistono. Ogni cosa nella nostra vita può essere ‘vittima’ degli eventi: progetti, piani, prospettive possono ribaltarsi inaspettatamente. E anche le convinzioni più consolidate possono svanire al primo colpo di vento. Bisogna essere forti e preparati per affrontare senza sgomento le situazioni controverse della vita. E probabilmente l’esperienza aiuta a far fronte all’incertezza, spiegandoci come reagire, suggerendoci calma e attenta analisi dei fatti.

Questo vale in generale per tutte le circostanze della nostra esistenza, ma presenta un’efficacia maggiore nel business. Farsi trovare impreparati o troppo sicuri di sé, di fronte a un evento inaspettato, può essere un rischio. Le sorprese positive sono sempre ben accette. Il successo sottovalutato di un marchio o di un’idea possono stupire e rallegrare, e sicuramente aiutano la parte di self-confidence indispensabile per ogni imprenditore. Ma le novità negative sono quelle che mettono alla prova, che scandiscono la differenza, che fanno comprendere la qualità dell’individuo e dell’azienda.

Prepararsi a ogni eventualità è indispensabile, quindi prudenza e attenzione non sono mai sufficienti. Ma preventivare un avvenimento come il COVID-19 è impossibile: si rimane travolti, attoniti, sfiduciati, preoccupati. Qualunque protezione o strategia non ha più senso: ci si trova scoperti, spesso indifesi.

Ognuno di noi, giustamente, in questi mesi di lockdown ha pensato a sé stesso e ai propri familiari, ha cercato di portare a casa soltanto beni indispensabili, necessari per tutelare la sopravvivenza. Ma prima o poi sarebbe accaduto di fare i conti con il mercato, con quello che avevamo lasciato sospeso. Non vi nego che più di una volta ho cercato di pensare a quello che sarebbe stato il futuro della musica, dei negozianti che già sopravvivevano incerti tra mille difficoltà, dei distributori che hanno visto da un giorno all’altro svanire i loro punti vendita, forzati a una chiusura imprevedibile. Cosa sarebbe successo nessuno lo poteva anticipare e sicuramente, passata (ma non accantonata) la paura iniziale, molti hanno iniziato a costruire idee per il futuro, immaginando quali azioni intraprendere per salvaguardare, oltre ai propri interessi, anche quelli dei propri collaboratori e delle loro famiglie.

Quanto il mercato è ripartito, o meglio, quanto le regole restrittive hanno consentito una maggiore libertà di movimento e il riavvio delle attività nelle aziende, gli addetti ai lavori hanno iniziato a osservare con attenzione le mosse e le strategie attuate dagli operatori principali del mercato musicale: i distributori.

Tra le varie iniziative una mi ha colpito particolarmente. È stata l’invasione social di un messaggio che non pubblicizzava nessun brand e non dichiarava neanche la paternità del proprio ideatore: #IoComproInItalia. La curiosità iniziale è aumentata quando molti musicisti di chiara fama si sono esposti invitando i loro fan a comprare in Italia, per difendere quell’indispensabile network di commercianti che era già stato colpito – e quasi affondato – dal successo delle vendite online. Ci ho messo un po’ per collegare la campagna ad Aramini Strumenti Musicali. E questa cosa è stata particolarmente apprezzata in quanto l’invenzione di questo messaggio commerciale, oltre ovviamente a ‘nascondere’ una strategia, ha sensibilizzato l’acquirente verso un progetto e un comportamento etico che riguarda tutto il mercato della musica.

Ho chiamato subito in azienda cercando di Aldo Aramini. Nel tempo ho imparato a conoscere il direttore commerciale della Aramini, che con i suoi due fratelli Roberta e Gianluca gestisce una delle maggiori attività distributive nel mercato musicale in Italia. Credo di conoscere bene Aldo e so che è una persona molto attenta sul lavoro, che lascia sempre da parte i facili entusiasmi per affrontate le proprie scelte commerciali con concretezza, attenzione e soprattutto prudenza. Ero curioso di conoscere la sua attuale visione del mercato e comprendere le modalità di questa nuova campagna. Vi riporto allora parte della nostra conversazione, in quanto ritengo possa essere di interesse per tutti.

Da dove nasce l’idea??

L’idea nasce durante il periodo del lockdown. Con i miei fratelli Roberta e Gianluca, e il nostro collaboratore Davide De Tommaso, ci siamo interrogati su come sarebbe cambiato il mercato della musica dopo la quarantena. Una cosa ci è parsa evidente da subito: il nostro canale tradizionale, ovvero i rivenditori, avrebbe pagato un prezzo molto alto. Non solo per la prevedibile diminuzione del consumo di strumenti musicali, ma anche per l’ulteriore spostamento degli acquisti sul Web, soprattutto a favore dei grandi leader di mercato internazionali. Ci è venuta quindi naturale la più semplice, ma anche ambiziosa, delle contromosse possibili: utilizziamo la potenza del Web per comunicare un messaggio semplice e chiaro: #IoComproInItalia. E su questo possiamo avere il sostegno di tutta la filiera.

E il settore, gli addetti ai lavori, hanno risposto come vi aspettavate?

Inizialmente qualche diffidenza l’abbiamo trovata, ma ce lo aspettavamo. Abbiamo iniziato coinvolgendo i musicisti e chiedendo loro di produrre un breve video: senza citare la nostra azienda o i nostri strumenti, addirittura senza suonare, solo per trasmettere – ciascuno a modo suo – l’importanza di riscoprire i punti vendita italiani. La risposta non si è fatta attendere: dopo pochi giorni abbiamo cominciato a ricevere i primi video, belli e straordinariamente personali! È stato sorprendente scoprire come tante storie di successo abbiamo mosso i primi passi proprio dentro le mura di un negozio, tra uno sguardo all’oggetto del desiderio e qualche nota suonata con chi condivide la stessa passione! Poi, progressivamente, l’adesione è stata generale e tantissimi nomi della musica hanno contribuito.

Possiamo citarne qualcuno?

Vorrei citarli tutti, ma riempiremmo una pagina. I primi che mi vengono in mente: Luca Colombo, Saturnino, Lele Veronesi, ‘Fede’ Poggipollini, Chicco Gussoni, Max Cottafavi, Vince Pastano, Leo Di Angilla, Davide Ragazzon, Gigi Cavalli Cocchi, Mario Riso, Stefano Verderi, Mattia Tedesco… Ma vi invito ad andare sulla nostra pagina Facebook o Instagram per vederli tutti. Grazie a loro, in breve abbiamo raggiunto le 300.000 visualizzazioni, a cui vanno aggiunte quelle sui profili dei musicisti. Un risultato superiore alle nostre migliori aspettative.

La difficoltà maggiore?

Anche se siamo un’azienda commerciale, dovevamo comunicare che la posta in gioco oggi non siamo noi, bensì la sopravvivenza di un intero settore. Ogni acquisto fatto all’estero drena risorse non solo dal rivenditore italiano, ma da un intero settore fatto di produttori, distributori, negozi, musicisti, scuole, service, grandi e piccole produzioni! Se si vede la questione sotto questa prospettiva, possiamo lavorare tutti insieme nella stessa direzione, anche tra concorrenti.

E il passo successivo?

Invitare gli utenti a comprare in Italia significa anche assumersi la responsabilità di non deluderli. Abbiamo quindi individuato un insieme di prodotti, tutti di grandi marchi, che possa essere proposto dai rivenditori aderenti all’iniziativa a un prezzo molto conveniente, inferiore alle migliori offerte online. Chi accetta il nostro invito può anche trovare nel negozio un’opportunità di risparmio, e comunque un valore aggiunto di competenza, servizio e qualità che può anche giustificare un eventuale costo extra.

Sembra tutto molto incentrato sulla figura del rivenditore: vi stanno seguendo?

Sì, siamo molto soddisfatti. Pur con tutte le cautele del caso, stiamo ricevendo riscontri estremamente positivi. Molti hanno aderito con entusiasmo e stanno contribuendo in modo proattivo alla diffusione del messaggio. E altri stanno arrivando, siamo ancora all’inizio! Sul nostro sito www.aramini.net pubblichiamo tutti i rivenditori, regione per regione, che hanno già aderito; sui social pubblichiamo le foto delle loro vetrine allestite. E se ognuno riposta video e immagini, il risultato in termini di visibilità può essere straordinario.

Uno sforzo comunicativo e commerciale importante per un distributore. Voi cosa ci guadagnerete?

Rivenditore e distributore sono legati allo stesso destino, un destino che possiamo riscrivere insieme. L’e-commerce prima, e la pandemia dopo, hanno cambiato il mercato: dobbiamo trovare formule nuove e collaborazioni più ampie. #IoComproInItalia è un progetto che va in questa direzione. Quindi cosa ci guadagniamo? La cosa più importante: il futuro.

Reno Brandoni

 

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