Joel & Ethan Coen, Inside Llewyn Davis, Sony (DVD)

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(di Fabio Lossani) – Scritto e diretto dai fratelli Joel ed Ethan Coen, il film Inside Llewyn Davis è stato presentato al Festival di Cannes 2013, dove ha vinto il Grand Prix speciale della giuria. Il DVD è in vendita da inizio 2014 negli USA. Nelle sale italiane il film è uscito lo scorso 6 febbraio con il titolo A proposito di Davis.

Joel & Ethan Coen, “Inside Llewyn Davis”, Sony (DVD)
Joel & Ethan Coen, “Inside Llewyn Davis”, Sony (DVD)
Il lavoro è ispirato all’autobiografia di Dave Van Ronk, The Mayor of MacDougal Street, scritta con l’aiuto di Elijah Wald e pubblicata postuma nel 2005 dalla Da Capo Press, quindi quest’anno in versione italiana dalla BUR Rizzoli (ahinoi in gran segreto) col titolo Manhattan Folk Story.
Dicevamo solo ‘ispirato’, perché in realtà Davis è un personaggio inventato, nonostante il titolo originale del film faccia evidente riferimento all’album di Van Ronk del 1964, Inside Dave Van Ronk. È il racconto di una settimana della vita di Llewyn Davis, musicista folk ‘d’epoca’ con intenti musicali puristi, che pernotta su vari divani ed è in eterno conflitto tra la commercializzazione della sua musica, che gli permetterebbe una vita più agiata, e lo spirito di indipendenza e coerenza trasmesso dagli avi del folk. Una storia e un ambiente americano che già ci ha raccontato Dylan nelle sue Chronicles (nel suo caso da vincente), ma che abbiamo conosciuto anche noi nella ‘epoca folk italiana’…
E infatti non è improbabile che guardando Llewyn camminare per le fredde strade di New York con solo una giacchetta venga in mente il Bob della copertina di The Freewheelin’. Ma il soggetto non è realmente la storia di una settimana di vita del protagonista, quanto piuttosto la fotografia di un mondo artistico (…o artistoide) sviluppatosi nel Greenwich Village in quell’era (verbo e sostantivo, visto quanto era degradato allora quel quartiere e quanto costano oggi gli appartamenti). C’erano i produttori ‘illuminati’ come frecce direzionali (una volta sì, una volta no) ma che mettevano comunque soggezione (come Davis, anche Van Ronk subì un provino scomodo con un Grossman, però Albert invece di Bud). C’erano i proprietari di locali (Gaslight Cafe) che «lo facevano per la musica», ma non disdegnavano i guadagni e non esitavano a barattare le serate in cambio di favori sessuali con le giovani musiciste. Poi la solitudine di scatoloni pieni di dischi invenduti, opere trascurate e forse inutili, ma che hanno però una parte importante nella vita di un musicista.
La pazienza a volte c’è e a volte scappa nel sopportare tutto questo. E diventano irritanti anche l’ingenuo entusiasmo degli appassionati del genere o le affermazioni dei colleghi impegnati in altra musica «più importante». C’è chi si arrabbia e vive una vita emarginata come Llewyn, o chi si suicida come il suo compagno lasciandolo senza seconda voce. O chi ce la fa come il ragazzo Bob che sale sul palco dopo Davis e canta “Farewell”.
Citazione d’obbligo per Oscar Isaac, attore ma anche musicista e cantante, interprete volutamente distante fisicamente da Van Ronk, ma molto efficace nell’esecuzione delle canzoni proposte dal vivo e senza playback.
Molta musica folk nella colonna sonora curata da T-Bone Burnett: Tom Paxton, Justin Timberlake, Ewan MacColl.

fabio.lossani@fastwebnet.it

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 04/2014, p. 17