La giornata ai tempi del virus

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(di Giorgio Gregori) – Brescia, 26 marzo. Stanotte, ore 23:00, girando col cane il silenzio era rotto in lontananza solo dalle sirene delle ambulanze, nessuno per strada, solo due auto: una della polizia e un carro funebre.

Da quasi un mese siamo ai domiciliari, ma il lavoro (e piacere) musicale non ci manca. Purtroppo sono saltati tutti i nostri concerti, peccato perché stavo recuperando bene, dopo un blocco alla spalla nel novembre scorso che mi aveva costretto ad annullarne alcuni. Per continuare a studiare mi ero pure comperato una Yamaha silent acustica usata.

La mia giornata inizia alle 6:00 circa, faccio cyclette per un’oretta sorseggiando tè verde, piluccando mandorle, leggendo giornali e guardando su YouTube alcuni dei miei canali preferiti: ad esempio quello di Rick Beato “Everything Music”, in special modo la rubrica “What makes this song great?”, nella quale analizza pezzi famosi. Si scoprono cose incredibili anche in brani ascoltati mille volte, tanto di cappello agli artisti e ai loro produttori! Altri fra i miei miei canali preferiti sono quelli di Paul Davids, Claudio Cicolin, Shutup & Play, Gas Tube, AnyOneCanPlayGuitar.

Tutti ci stiamo abituando ad avere a disposizione contenuti gratis: video, spartiti, tabs e tanto altro ancora. Personalmente ritengo sia più che giusto anche remunerare, in un modo o nell’altro, chi queste cose le mette a disposizione e si trova magari in questo periodo senza concerti, non vende dischi e riceve percentuali ridicole dallo streaming. E quindi il mio consiglio è: hai scoperto un musicista interessante? Compragli qualcosa, un corso, un libro, iscriviti al suo club e contribuisci per contenuti extra. In questi giorni c’è stata la periodica offerta speciale da parte della truefire.com. Ho fatto una ramazzata di bei corsi a 5 Euro (anche tre di Massimo Varini, in inglese!) proponendomi di seguirli in queste giornate di isolamento. Dimenticavo: prima devo finire il bel corso “Sei corde vocali” che avevo comperato da Barbetti e quello sul blues di Cicolin!

Dopo colazione, parto col ripasso del repertorio, sperando che funzioni il detto “provare metà concerto al giorno, leva il medico di torno”. Sto caricando tutti i testi e gli spartiti sul tablet in jpg e con una app (Mobilesheetspro) posso fare le varie scalette.

Un altro impegno della giornata è l’articolo per il prossimo numero di Chitarra Acustica! Certe volte è parecchio complicato rispettare le scadenze cercando di scrivere qualcosa di inedito e curioso e trovare link interessanti.

Cambiare le corde “è un lavoro sporco e qualcuno deve pur farlo”. Ne approfitto per pulire la tastiera, fare manutenzione e settaggi vari, e magari fare qualche esperimento che avevo sempre rimandato. Ad esempio, prendiamo la Eko baritona. Adesso è accordata in Si, però Reno Brandoni mi ha scritto: “Uso accordare la chitarra baritona in Sol aperto con il basso in Do, che – viste le ormai note peculiarità delle baritone di essere accordate una quarta sotto – porta il basso a corrispondere a un reale Sol basso (invece del nominale Do). Interessante. Ci aggiungo anche un suggerimento del liutaio Fabio Bonardi: “invece di usare le corde per baritona, che hanno le prime due corde acute lisce, usa una muta da 0.012. Scarti il 12 e metti il Sì come prima corda, il sol (ricoperto) come seconda e così via. Ti mancherà la sesta corda. Aggiungi un 0.070”. E se sulla semiacustica montassi delle corde phosphor bronze, visto che ho un pickup magnetico da miscelare con un piezo sotto il ponte? Proviamo anche questo! Un altro obbiettivo che mi sono posto è cercare di suonare col basso e il mandolino i vecchi pezzi folk che abbiamo nel repertorio Folk-lab, da “Donna lombarda” a “Un’eroina”. Quelle cose talmente semplici su due e tre accordi che diventano incredibilmente difficili: cosa fare quando un accordo dura due battute e devi essere veramente essenziale e non hai un batterista di supporto? Facile dire “less is more”!

Mi sto accorgendo che forse ci sono troppe cose da fare. Speriamo di finire alla svelta questo periodo e ricominciare a suonare fuori casa.

Giorgio Gregori

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