C’era una volta un chitarrista in quarantena

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(Gavino Loche) –

Qual è la giornata tipo del chitarrista in quarantena?

Più o meno come quella in ‘tempi normali’. Le uniche differenze sono:

non poter viaggiare, non poter fare concerti in pubblico e non guadagnare soldi… anzi no, non guadagnavo soldi neanche prima!

Come sempre sveglia alle 7:30, saluto al sole, esercizi mattutini di yoga, ah ah ah, scherzo! In realtà mi alzo sempre intorno alle 7:30, colazione, lettura delle notizie sui quotidiani online e risposte ai messaggi ed email.

Alle 10:00 si parte!

Devo essere sincero, per due settimane non ho toccato la chitarra, tour in Cina cancellato e poi tutto di seguito Guitar Show di Padova, Roma expo, Frankfurt Musikmesse, tutto annullato, concerti cancellati, non trovavo più una ragione per suonare, fare esercizi di tecnica, ecc.

I primi giorni di Lockdown ho fatto di tutto:

l’idraulico, ho tagliato legna, ho panificato, sfornato un’infinità di pizze e bevuto parecchia birra. Ma quando entravo in studio per prendere la chitarra, pensavo: perché dovrei esercitarmi? Non ho concerti da fare, tutte le date cancellate, molte delle quali programmate anche per giugno e luglio. Perché dovrei suonare? Per esibirmi durante il falsh mob delle 18:00? Per suonare in diretta Facebook? No, dai vado a spaccare un po’ di legna… e a finire la pizza di ieri sera.

Questa è stata la mia prima settimana di quarantena.

Con il passare dei giorni sentivo la mancanza di qualcosa (e qualcosa che avevo in più: i chili presi dovuti a tutta la pizza che stavo ingurgitando), iniziava a mancare la musica nella mia vita.

È stata per me una sensazione irreale, non avevo mai trascorso più di due giorni senza suonare la chitarra. Anche durante i viaggi aerei e mentre guido in autostrada utilizzo un allenatore (guitar trainer).

Devi suonare, era la vocina che sentivo nella mia testa, anzi, era la voce di mia moglie che mi spronava per alzarmi dal tavolo e lasciare un po’ di pizza anche a lei.

Okay, proviamo, mi sono detto, intanto la pizza la rifaccio questa sera… e di birra ne ho ancora una bella scorta.

Riprendere in mano la chitarra è stato umiliante, le dita non rispondevano, le unghie della mano destra un disastro. Avevo proprio bisogno di esercizio.

Da quel momento mi sono imposto di riprendere la routine quotidiana, almeno per quanto riguarda lo studio della chitarra.

Alle 10:00 inizia la mia giornata del chitarrista in quarantena.

Si parte con qualche esercizio di riscaldamento accompagnato da tazzona di tè verde (prima era di caffè, ma che non bevo più dall’inizio delle restrizioni), seguono poi esercizi sulle scale. Mi piace sempre esercitarmi con le scale utilizzando il metronomo e, a volte, qualche base.

Dopo le scale qualche esercizio sugli arpeggi. E finalmente è ora di pranzo! C’è un po’ di pizza della sera prima! Si, perché parte del pomeriggio è dedicato alla cucina. Adoro cucinare e mangiare (e anche bere!). La dieta della quarantena è leggermente ipercalorica. Pizza, focaccia, pasta fresca, polpette di riso, ravioli e… birra. Questi i piatti che continuano ad uscire dalla mia cucina, anche ora mentre scrivo controllo l’orologio perché è quasi ora di preparare i panetti per la pizza di questa sera.

Solitamente la mia giornata chitarristica tipo era divisa in: mattina dedicata alla tecnica, pomeriggio dedicato allo studio del repertorio, mentre la sera, dopo cena, durante la visione di un film o di una serie tv, pratica con sordina, per la felicità di mia moglie.

Oggi è il terzo giorno di esercizi e inizio ad apprezzare i benefici, ho finalmente ripreso a suonare!

E, cosa più importante, lo sto facendo per me, perché mi piace, perché mi diverto a farlo e non perché devo prepararmi per il concerto di questo fine settimana o il tour il mese prossimo, lo sto facendo per puro piacere e perché è il mio lavoro… il lavoro più bello del mondo!

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