Musicisti in trincea (17) – Guarda mamma, senza mani… mi autoaccompagno!

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Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari chitarristi tuttofare, o come direbbe Bukowski, cari artisti ‘factotum’, come va? Siete già stati al mare con chitarra in spalla e iPad in mano? Se avete studiato bene le puntate precedenti su applicazioni musicali e arrangiamenti automatici, credo che ormai l’iPad sia diventato il vostro secondo strumento musicale e mi ringrazierete a vita per avervi convinto a buttare nel cassonetto il vostro vecchio PC antidiluviano. Se non lo avete buttato ancora, potete sempre usarlo come stufetta o tostapane, visto che con il caldo estivo la CPU arriva tranquillamente alla temperatura di fissione del deuterio. C’era bisogno di creare tutti questi acceleratori sotterranei quando potevo prestare io il mio Mac mini al CERN di Ginevra?

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Almeno quest’estate non voglio sentire più ventole e vedere fumate nere dal mio PC o dal mio Mac. Mi metto su un lettino e creo il mio nuovo album mentre mia moglie cerca di abbronzarsi inutilmente.
«Ma come fai ad abbronzarti più di me stando sotto l’ombrellone?» mi chiede.
«Semplice, ho un’app che si chiama “Abbronzatura automatica”!»

Scherzi a parte, se gli arrangiamenti automatici ci possono salvare in situazioni estreme di poco tempo e denaro, in cui possiamo trovarci noi o i nostri clienti, gli accompagnamenti automatici ci possono dare ispirazioni melodiche e armoniche per i nostri brani.
Certo, già il Cubase ha i Chord Pad e via dicendo, ma vuoi mettere ottenere lo stesso risultato lontano dal computer e dalla famigerata tastiera GEM da pianobar?

Che poi in fondo che hanno fatto di male questi accompagnamenti automatici, a parte creare dei musicisti pigri e dei millantatori da feste private? Sono loro che hanno distrutto il mercato della musica live suonata ‘pe’ ddavero’? O sono stati i DJ alla David Guetta, che adesso si permettono addirittura di scrivere canzoni, farle cantare ad altri e rubare il posto a noi cantautori? Dovevo esserci io ad aprire gli Europei di calcio, non lui con quella cantante bionda svedese priva di fantasia, che infatti si chiama Larsson come tutte le svedesi che ho incontrato a Piazza di Spagna.

Allora ecco il mio piano: smettere di lamentarmi e aprire la mente!
Ho sempre odiato la musica dance e gli accompagnamenti automatici? Bene, farò una full immersion proprio su questo. Dal mio lettino sotto l’ombrellone mi tufferò nell’App Store e proverò tutte le app di musica elettronica che trovo, poi risalirò a galla dopo aver pescato le migliori per voi che seguite fedelmente questa blog-rubrica bukowskiana in lotta col mondo intero. Voilà, sono riemerso ed ecco le migliori app per voi!

Al quarto posto GuitarCapo

 

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GuitarCapo, pagata un euro o poco più, vi dà la possibilità di suonare con il pollice sinistro il basso e con il pollice destro tutti gli accordi che volete. Per il fatto stesso di avere l’interfaccia della chitarra, non potete non provarla. I suoni di chitarra elettrica sono ottimi e potete fare strumming con diverse velocità e dinamiche, a differenza della Smart Guitar di GarageBand, che ha ottimi suoni ma è poco configurabile soprattutto a livello armonico.

Al terzo posto SoundPrism

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SoundPrism è il corrispondente di GuitarCapo, ma con l’interfaccia più simile a una tastiera o a un piano roll tipico di un sequencer midi. Come prima e più di prima possiamo suonare col pollice sinistro i bassi e con uno o più dita della mano destra melodie e accordi in tutti i rivolti. La versione a pagamento ha anche il MIDI per usarla come controller di altri synth. Un’app da avere assolutamente.

Al secondo posto Navichord

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Navichord si autodefinisce un chord sequencer, ma è molto di più: è una specie di fisarmonica a bassi sciolti! Cioè con la sinistra possiamo suonare sia note singole che accordi con un solo dito, vista la disposizione per terze e quinte delle note adiacenti, e con la destra abbiamo la classica tastiera che addirittura evidenzia le note dell’accordo, in modo da essere sempre consonanti se vogliamo. È anche un’ottima app didattica per spiegare agli allievi la formazione degli accordi e, nella versione a pagamento, abbiamo come in SoundPrism la possibilità di usarla come controller MIDI. Pazzesca!

Al primo posto Chordion

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Più semplice di NaviChord e, se possibile, ancora più divertente da suonare, anche questa app – sotto la maschera di una fisarmonica per poveri (e dire che già la fisarmonica era considerata il pianoforte dei poveri) – nasconde varie anime: applicazione didattica, controller MIDI, batteria elettronica, ma soprattutto strumento musicale che non ti stancheresti mai di suonare, sempre e solo ovviamente con due dita!

Bene, forse per ora è tutto. Ora mi rituffo in mare qui a Ibiza che c’è Bob Sinclar che mi chiama…

Francesco Manfredi

Per ogni dubbio, proposta, commento, resto a disposizione su
www.francescomanfredi.net
oppure facebook.com/groups/acoustictellers

 

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