Martinez Performer

0
339

(di Giuseppe Tropeano) – Correva maggio 2019 quando sono stato invitato a suonare all’Acoustic Crossroad di Tolentino, un nuovo festival con fiera annessa, ambientato in una location mozzafiato. Tra i vari espositori presenti, c’era Aramini Strumenti Musicali che, come sempre, espone con grande eleganza e abbondanza di strumenti. I marchi presentati erano quelli ai quali il pubblico è molto affezionato, con i grandi classici di ogni casa e anche delle belle novità. Tra queste, scopro che stanno presentando al pubblico un marchio nuovo per il mercato italiano: Martinez Guitars, una linea di strumenti con corde in nylon dal look accattivante. Così, mentre guardo incuriosito, vedo ‘lei’ e subito l’allarme GAS entra in funzione, con tanto di lampeggianti e sirene accese! Una chitarra dalla forma un po’ strana, senza la classica buca da classica (scusate il bisticcio di parole), 14 tasti fuori dalla cassa, corde in nylon e interamente costruita con un legno che a prima vista sembra mogano, ma che poi scopro essere ovangkol massello (un legno di origine africana).

Queste caratteristiche sarebbero sufficienti a intrigare anche il meno curioso dei chitarristi… ma c’è dell’altro: la cassa armonica è stretta e con una spalla mancante che permette l’accesso al XXIV tasto (sì, sì, avete letto bene: XXIV tasto!). Sulla fascia superiore c’è una soundport e anche il preampliflicatore Fishman Presys con microfono e piezo miscelabili a piacere, notch filter, EQ e accordatore. Molto particolare la piccola buca frontale a forma di ‘baffo’ posizionata alla fine della tastiera in ebano.

Scopro inoltre che Martinez costruisce questo modello in altre due versioni, che si differenziano per i legni utilizzati: una versione con fasce e fondo in acero e tavola in abete; e l’altra sempre con tavola in abete ma con fasce e fondo in palissandro.

Posso confessarvi un segreto? Avevo paura di suonarle, per due motivi: il primo è che non volevo si rivelassero una delusione una volta prese in mano; l’altro è che, se non si fossero rivelate una delusione, l’infatuamento si sarebbe trasformato in amore… aiuto!

Comincio a suonare quella in ovangkol, la MSCC-14OV. Chi, come me, non è abituato alle chitarre crossover, ha bisogno di un paio di minuti per prendere le misure della tastiera da 48 millimetri al capotasto: una via di mezzo tra le misure di una classica e quelle di un’acustica. Il suono è bello rotondo e caldo, con tanti colori. Il volume è sorprendente considerando che la cassa è profonda solo 6,5 cm. La chitarra è divertentissima, non si riesce a smettere di suonarla. È perfetta per suonarci in fingerstyle. E quindi come posso resistere dal fare tutti i brani che conosco di Jerry Reed? Appunto, non posso! E finiti quelli? Scott Joplin!

Provo anche le altre due: quella con fasce e fondo in acero, la MSCC-14MS, è totalmente diversa – a livello timbrico, ovviamente – dalla precedente: il suono è sempre molto morbido, anche se molto più chiaro. La soundport aiuta tantissimo nel ‘monitoraggio’ del suono, e devo dire che è proprio piacevole riuscire a percepire il proprio timbro così come viene fuori dallo strumento invece che ascoltarlo ‘da dietro’. Nota dopo nota, mi rendo conto che il feeling restituito da questi strumenti è di assoluta comodità per entrambe le mani.

Mi manca da provare quella in palissandro e abete, la MSCC-14RS , ‘potenzialmente’ la mia preferita. E già dalle prime note viene promossa da potenzialmente a ‘sicuramente’ la mia preferita. Ha un volume che definirei ‘assurdo’ (sempre rapportato alle misure della cassa) e ogni nota ha un attacco molto preciso. Il suono è brillante con dei bassi molto, molto pieni e corposi. La chitarra risponde a tutte le dinamiche richieste e, anche ad ogni spostamento della mano destra, corrisponde un timbro differente. Un altro particolare importante, che avvicina queste chitarre al ‘mondo moderno’,il fatto che la tastiera e il ponte non sono piatti come nelle chitarre classiche tradizionali, ma presentano un ‘radius’: questo permette di aggiungere un altro ‘segno +’ alla voce comfort.

Queste Martinez modello Performer non sono i primi strumenti senza la buca che provo, ma di sicuro non fanno altro che confermare la sensazione avuta anche con gli altri: suonano bene. Il fatto che le vibrazioni della tavola non vengono interrotte dall’assenza del legno tolto per fare la buca, secondo me, ha un riscontro più che percepibile nel momento in cui si inizia a suonare.

Giuseppe Tropeano

Scheda tecnica

Martinez Performer

Tipo: chitarre classiche crossover con spalla mancante

Distributore: www.aramini.net

Fasce e fondo: a scelta fra ovangkol, acero o palissandro (legni massello)

Tavola armonica: a scelta fra ovangkol o abete (legni massello)

Ponte: palissandro indiano

Manico: mogano

Tastiera: ebano

Diapason: 650 mm

Larghezza capotasto: 48 mm

Truss rod: regolabile a doppia azione

Pick up: Fishman Presys con accordatore

Meccaniche: Martinez dorate M1-P12S4

Custodia morbida: AC-MGB20 inclusa

Finitura: high gloss poliuretanica

Prezzo di listino: da € 1190 a 1270 (IVA inclusa)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui