Matteo Gobbato – A Window to Somewhere

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Gobbato_coverMatteo Gobbato è uno di quei giovani chitarristi italiani (classe 1987) riuscito a ritagliarsi un piccolo ma significativo ruolo nel movimento fingerstyle nazionale e internazionale. Alcuni video delle sue performance postati su YouTube hanno incuriosito case discografiche di settore e la stessa Taylor Guitars, che lo ha incluso nel roster dei Taylor Artists. Le qualità del musicista padovano hanno suscitato interesse anche ai vertici della CandyRat Records, che sta supportando il video tratto dalla prima traccia di A Window to Somewhere attraverso il proprio spazio YouTube. Con questa seconda uscita discografica (l’esordio Girovagando è del 2011) Gobbato consacra definitivamente il suo percorso musicale regalandoci un lavoro maturo, sia dal punto di vista dello stile che del songwriting. L’opener “Cabrio 66” è un bel pezzo ritmato, con il tema sostenuto dalla precisa percussione del pollice sulle corde, che batte il secondo e il quarto tempo di ogni battuta. Il suono è corposo e la struttura agile della composizione (due temi e due variazioni a fare da break) rende la traccia immediata e accattivante. Qui, come in altri episodi del disco, lo strumento usato da Gobbato è una Fan Fret modello Danube della liuteria Maxmonte Guitars, strumento che consente al chitarrista di poter arrivare agevolmente a registri molto bassi. Ne è un esempio il sognante “Le cronache della balena”, suggestivo e baritonale episodio nel quale la sesta corda (Mi) è accordata addirittura a Do. Bellissime anche l’effervescente “Kitchen’s Blues” (thumbpick e Travis picking) e la struggente “Never Saw a Shooting Star” (suonate entrambe su una Taylor GS8).
Reminiscenze del compianto Michael Hedges nella saltellante “Her Life in a Box” e in “A Sad Goodbye”. Un disco che meriterebbe una buona distribuzione.

Matteo Roccia

PUBBLICATO

 

 

Chitarra Acustica, 01/2015, p.21

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